mercoledì 29 giugno 2011

No, non lo voglio: controversie sulle omofamiglie

Alessio Baù (CC)
POLITICA Milano diventerà davvero la "Mecca dei gay" (Libero) o, almeno, una città aperta alle diversità come le altre metropoli europee? L'elezione di Giuliano Pisapia a sindaco ha suscitato grandi speranze, ma iniziano già a profilarsi le prime difficoltà. Nonostante nel programma elettorale del centro-sinistra fosse inserita l'istituzione dell'anagrafe dei diritti (strumento che dovrebbe equiparare, nei limiti delle competenze comunali, tutti i nuclei affettivi), l'area cattolica del PD promette battaglia e anche l'assessore gay-friendly Pierfrancesco Majorino [foto] si dice orientato a promuovere un registro delle unioni civili ricalcato sul formalistico modello padovano (Gay.it). L'Associazione Radicale Certi Diritti ha subito chiesto un incontro, affinché la proposta (molto avanzata) dell'anagrafe dei diritti non venga accantonata.

MOI Le unioni omosessuali faticano ad essere riconosciute anche in Marocco: la discussione sul progetto per una nuova Costituzione, che ha già visto le bocciature tanto degli islamisti (iGC) quanto dei gruppi LGBTQ* (iGC), affronta il nodo problematico dell'omosessualità. Khadija Mofide, presidente dell'associazione familista Al-Hoden, ha proposto di specificare nella nuova Carta costituzionale che la famiglia riconosciuta dallo Stato deve essere "composta da una donna e da un uomo" in modo da difendere "la famiglia naturale e normale" da "altri tipi di famiglie" (Gay Marocco). Beh, almeno usa il termine "famiglie" anche per quelle omosessuali: omofoba sì, ma meno di tanti politici italiani... (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)

MOVIMENTO La questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso non divide solo integralisti (cattolici o musulmani) e laici, ma suscita perplessità anche all'interno del movimento LGBTQ*. Jessica Max Stein, ad esempio, racconta come la tradizionale marcia drag di New York che ricorda i moti di Stonewall sia stata interpretata dai media come una festa per l'approvazione dei matrimoni gay nella Grande Mela. Il pericolo, secondo l'attivista queer, è che il tema delle nozze omosessuali fagociti tutto il movimento e che l'attenzione costante sulle coppie impedisca lo sviluppo di una solidarietà più ampia e meno frammentata basata sulla comunità (Bilerico).

MONDO Negli ultimi anni Cuba, isola dalla cultura profondamente machista, ha dato alcuni segni di apertura alle diversità sessuali, dalle dichiarazioni gay-friendly di Mariela Castro al recente voto del regime socialista a favore della risoluzione ONU contro l'omofobia (iGC). Sono lontani i tempi in cui gli omosessuali di Cuba finivano nei campi di lavoro per essere rieducati e riabilitati? Sì e no. Alcuni attivisti stanno cercando di organizzare un Gay Pride all'Avana, ma le pressioni contrarie (e la paura della mobilitazione popolare) del governo sono fortissime (La Stampa). A dimostrazione che difendere la libertà dell'orientamento sessuale senza difendere tutta la globalità dei diritti della persona serve a poco...

CRONACA Prima l'Unione Sarda (iGC), poi Tempi (iGC), ora tocca a NewsBox mitragliare offese e luoghi comuni contro le transessuali. Il quotidiano online pubblica un articolo dall'eloquente titolo "Sesso, soldi, potere: ma cosa vogliono davvero le transessuali?". L'anonimo intervistatore dà per scontato che le trans siano "persone inaffidabili e bugiarde" e Maria Lucia Potere, psicologa clinica psicoterapeuta cognitivo-comportamentale (davvero?) di Chieti, racconta che "hanno disturbi di personalità", "sono gelose e invidiose" e se faticano a trovare un lavoro che non sia la prostituzione "è anche un po' colpa loro"...

E ancora...

CULTURA Se capitate a Parigi, non perdete l'esposizione dedicata a Claude Cahun, artista queer ante litteram. Presso il museo di Jeu de Paume, fino al 25 settembre.

SESSUALITA' "Kings of Milano" è l'ultimo video realizzato da Luca Finotti per pubblicizzare il sito models.com. Un inno alle sensualità maschili (YouTube).


Pier
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4 commenti:

  1. Io rimango molto ottimista sull'azione di Pisapia: penso che manterrà le sue promesse, se non subito nei prossimi mesi.

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  2. Bisex di Milano29 giugno 2011 17:18

    Ma che scrive a fare lettere Certi Diritti? State a cuccia adesso! Ricordo a tutti che solo l'Arcigay (Cig Milano) ha invitato i sindaci a dire la loro sui gay: le chiappe si alzano quando c'è da lavurà, non quando c'è da sedersi su qualche poltrona! I radicali spuntano come funghi quando c'è da magnà: ma non eravate berlusconiani?!??!
    ps: Non vogliono il modello padovano?!?!!? Con associazioni pignole come queste per forza non abbiamo MAI ottenuto NIENTE in questo paese: a zappare, genteeee!

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  3. Carlo da Milano30 giugno 2011 00:33

    @Bisex di Milano. E' vero che Arcigay ha chiesto ai sindaci di dire la loro sui gay, ma è stata Certi Diritti a proporre a Pisapia di includere nel suo programma l'istituzione dell'Anagrafe dei Diritti, che è cosa ben diversa dal modello Padovano. Non si tratta di pignoleria, si tratta di sapere quello che si vuole, PARITA' DI DIRITTI, e non accontentarsi di soluzioni al ribasso, che non convicono nessuno. Al registro di Padova si sono iscritti ben 3 COPPIE! CERTI DIRITTI ha certamente dimostrato di saper zappare, come tante altre associazioni e INSIEME a tante altre associazioni,CIG MILANO in primis. E' il momento di lavorare insieme, con lucidità, non di abassare la testa e sparare critiche qualunquiste

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  4. @ Aracoeli: Speriamo. Anzi no: vigiliamo!

    @ Bisex: Registro solo il fatto che, a Milano, Certi Diritti è stata l'unica associazione a presentare tre proposte dettagliate e di alto valore al tavolo programmatico di Pisapia, dopo un lungo e laborioso lavoro interno (la zappatura?) di volontari non certo a caccia di poltrone o notorietà. E' grazie a Certi Diritti se nel programma del candidato vincente è stata introdotta l'anagrafe dei diritti.
    Il CIG - Arcigay Milano ha offerto alla cittadinanza un'importante occasione per confrontarsi direttamente con Pisapia sulle tematiche LGBTQ*, ma quando ormai i programmi erano già chiusi (come ribadito dallo stesso Pisapia).
    Oggi il problema non è dare la medaglia a una o all'altra associazione, ma riuscire a vedere garantiti dei diritti. L'anagrafe dei diritti lo fa, il registro alla torinese lo fa, il registro alla padovana non lo fa: ci va bene lo stesso?

    @ Carlo: Ho già avuto modo di manifestare tutto il mio apprezzamento per il tuo lavoro in un articolo. Torno a farlo, apprezzando il tuo impegno, la tua umilità e la tua amicizia!

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