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| Alessio Baù (CC) |
MOI Le unioni omosessuali faticano ad essere riconosciute anche in Marocco: la discussione sul progetto per una nuova Costituzione, che ha già visto le bocciature tanto degli islamisti (iGC) quanto dei gruppi LGBTQ* (iGC), affronta il nodo problematico dell'omosessualità. Khadija Mofide, presidente dell'associazione familista Al-Hoden, ha proposto di specificare nella nuova Carta costituzionale che la famiglia riconosciuta dallo Stato deve essere "composta da una donna e da un uomo" in modo da difendere "la famiglia naturale e normale" da "altri tipi di famiglie" (Gay Marocco). Beh, almeno usa il termine "famiglie" anche per quelle omosessuali: omofoba sì, ma meno di tanti politici italiani... (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)
MOVIMENTO La questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso non divide solo integralisti (cattolici o musulmani) e laici, ma suscita perplessità anche all'interno del movimento LGBTQ*. Jessica Max Stein, ad esempio, racconta come la tradizionale marcia drag di New York che ricorda i moti di Stonewall sia stata interpretata dai media come una festa per l'approvazione dei matrimoni gay nella Grande Mela. Il pericolo, secondo l'attivista queer, è che il tema delle nozze omosessuali fagociti tutto il movimento e che l'attenzione costante sulle coppie impedisca lo sviluppo di una solidarietà più ampia e meno frammentata basata sulla comunità (Bilerico).
MONDO Negli ultimi anni Cuba, isola dalla cultura profondamente machista, ha dato alcuni segni di apertura alle diversità sessuali, dalle dichiarazioni gay-friendly di Mariela Castro al recente voto del regime socialista a favore della risoluzione ONU contro l'omofobia (iGC). Sono lontani i tempi in cui gli omosessuali di Cuba finivano nei campi di lavoro per essere rieducati e riabilitati? Sì e no. Alcuni attivisti stanno cercando di organizzare un Gay Pride all'Avana, ma le pressioni contrarie (e la paura della mobilitazione popolare) del governo sono fortissime (La Stampa). A dimostrazione che difendere la libertà dell'orientamento sessuale senza difendere tutta la globalità dei diritti della persona serve a poco...
CRONACA Prima l'Unione Sarda (iGC), poi Tempi (iGC), ora tocca a NewsBox mitragliare offese e luoghi comuni contro le transessuali. Il quotidiano online pubblica un articolo dall'eloquente titolo "Sesso, soldi, potere: ma cosa vogliono davvero le transessuali?". L'anonimo intervistatore dà per scontato che le trans siano "persone inaffidabili e bugiarde" e Maria Lucia Potere, psicologa clinica psicoterapeuta cognitivo-comportamentale (davvero?) di Chieti, racconta che "hanno disturbi di personalità", "sono gelose e invidiose" e se faticano a trovare un lavoro che non sia la prostituzione "è anche un po' colpa loro"...
E ancora...
CULTURA Se capitate a Parigi, non perdete l'esposizione dedicata a Claude Cahun, artista queer ante litteram. Presso il museo di Jeu de Paume, fino al 25 settembre.
SESSUALITA' "Kings of Milano" è l'ultimo video realizzato da Luca Finotti per pubblicizzare il sito models.com. Un inno alle sensualità maschili (YouTube).
Pier
Licenza CC


Io rimango molto ottimista sull'azione di Pisapia: penso che manterrà le sue promesse, se non subito nei prossimi mesi.
RispondiEliminaMa che scrive a fare lettere Certi Diritti? State a cuccia adesso! Ricordo a tutti che solo l'Arcigay (Cig Milano) ha invitato i sindaci a dire la loro sui gay: le chiappe si alzano quando c'è da lavurà, non quando c'è da sedersi su qualche poltrona! I radicali spuntano come funghi quando c'è da magnà: ma non eravate berlusconiani?!??!
RispondiEliminaps: Non vogliono il modello padovano?!?!!? Con associazioni pignole come queste per forza non abbiamo MAI ottenuto NIENTE in questo paese: a zappare, genteeee!
@Bisex di Milano. E' vero che Arcigay ha chiesto ai sindaci di dire la loro sui gay, ma è stata Certi Diritti a proporre a Pisapia di includere nel suo programma l'istituzione dell'Anagrafe dei Diritti, che è cosa ben diversa dal modello Padovano. Non si tratta di pignoleria, si tratta di sapere quello che si vuole, PARITA' DI DIRITTI, e non accontentarsi di soluzioni al ribasso, che non convicono nessuno. Al registro di Padova si sono iscritti ben 3 COPPIE! CERTI DIRITTI ha certamente dimostrato di saper zappare, come tante altre associazioni e INSIEME a tante altre associazioni,CIG MILANO in primis. E' il momento di lavorare insieme, con lucidità, non di abassare la testa e sparare critiche qualunquiste
RispondiElimina@ Aracoeli: Speriamo. Anzi no: vigiliamo!
RispondiElimina@ Bisex: Registro solo il fatto che, a Milano, Certi Diritti è stata l'unica associazione a presentare tre proposte dettagliate e di alto valore al tavolo programmatico di Pisapia, dopo un lungo e laborioso lavoro interno (la zappatura?) di volontari non certo a caccia di poltrone o notorietà. E' grazie a Certi Diritti se nel programma del candidato vincente è stata introdotta l'anagrafe dei diritti.
Il CIG - Arcigay Milano ha offerto alla cittadinanza un'importante occasione per confrontarsi direttamente con Pisapia sulle tematiche LGBTQ*, ma quando ormai i programmi erano già chiusi (come ribadito dallo stesso Pisapia).
Oggi il problema non è dare la medaglia a una o all'altra associazione, ma riuscire a vedere garantiti dei diritti. L'anagrafe dei diritti lo fa, il registro alla torinese lo fa, il registro alla padovana non lo fa: ci va bene lo stesso?
@ Carlo: Ho già avuto modo di manifestare tutto il mio apprezzamento per il tuo lavoro in un articolo. Torno a farlo, apprezzando il tuo impegno, la tua umilità e la tua amicizia!