lunedì 20 febbraio 2012

La Conferenza Islamica all'ONU: "No ai diritti LGBT"

Stephanie Kirby (CC)
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Emergenza AIDS, lo Swaziland riconosce l'esistenza dei gay
Svezia: trans sterilizzati? Anche i democristiani dicono no
Nord America, tra nozze e divorzi passi avanti per i diritti

MOI "Gli Stati dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) sono profondamente preoccupati per l'introduzione nel Consiglio per i diritti umani dell'ONU di nozioni controverse come l'orientamento sessuale e l'identità di genere". Sta passando incredibilmente sotto silenzio la lettera, resa nota da UN Watch, con cui Zamir Akram, coordinatore dell'OIC, punta il dito contro la risoluzione a favore dei diritti LGBTQ* (Il grande colibrì) e contro l'incontro sul tema previsto per il 7 marzo prossimo. I diritti umani, nelle parole di Akram, non sarebbero per nulla universali, ma il loro rispetto dipenderebbe dalle "peculiarità nazionali e regionali e dai diversi contesti storici, culturali e religiosi": insomma, una evidente contraddizione risolvibile solo proclamando o la fine di tutti i diritti umani o la "non-umanità" degli omosessuali e dei transessuali. La lettera dell'OIC rimane ambigua e cerca di confondere le acque: "Siamo ancor più preoccupati dal tentativo di concentrarsi su determinate persone in base al loro comportamento sessuale anormale, mentre non ci si concentra su esempi evidenti di intolleranza e discriminazione, in diverse parti del mondo, basati su colore, razza, genere o religione, solo per citare alcune cause". Come se combattere l'omofobia impedisse di combattere le altre forme d'odio... (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)

SESSUALITA' Se foste gay e abitaste in un paese che condanna al carcere gli uomini omosessuali, andreste a fare il test HIV serenamente? O vi fareste assalire dalla paura di essere scoperti, sputtanati, denunciati e imprigionati? E' questo terrore che allontana molti gay dello Swaziland dai centri per le malattie sessualmente trasmissibili. Un fatto molto negativo per la tutela della salute non solo di queste persone, ma dell'intera società, in un paese con il tasso di HIV-positivi più alto al mondo, con più di un quarto degli adulti infetto. E così il ministero della Sanità dello Swaziland si è sentito quasi costretto ad adottare, per San Valentino, una campagna di prevenzione rivolta specificamente alle coppie omosessuali, invitandole a fare il test con la garanzia dell'anonimato e della riservatezza. Se è innegabile quanto afferma una ricercatrice - "Anche solo ammettere che ci sono gay nello Swaziland è un grosso passo in avanti per un ministro" - rimangono forti dubbi sulla capacità della campagna di convincere gli omosessuali a fidarsi delle promesse di un governo che continua a definirli "satanici", "anormali" e "malati"... (IRIN)

MONDO "Crediamo che, anche se ci sono argomentazioni contro la possibilità di permettere alle persone che si sottopongono ad una operazione di riassegnazione del sesso di diventare genitori nel loro sesso originario, queste ragioni non siano sufficienti a giustificare il mantenimento della richiesta di sterilizzazione": con queste parole, rilasciate al quotidiano Dagens Nyheter, il vertice (il leader Göran Hägglund e i suoi due vice Maria Larsson e David Lega) dei Cristiano-democratici, piccolo partito della maggioranza di governo in Svezia, riconoscono che obbligare una persona transessuale alla sterilizzazione forzata come condizione per l'operazione di riassegnazione del sesso (come succede in Italia...) è crudele e discriminatorio, e quindi contrario agli insegnamenti cristiani. Chissà se, dopo mesi di polemiche, il governo del paese scandinavo rinuncerà finalmente ad opporsi alle proposte di riforma di queste norme barbariche...

MONDO Come ampiamente annunciato, il governatore del New Jersey, Chris Christie, ha posto il proprio veto sulla legge che riconosceva anche in questo stato americano il diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso (New York Times). Non ci dovrebbero essere problemi invece per l'analoga legge approvata dalla Camera del Maryland, il cui governatore, Martin O'Malley, si è già espresso a favore delle nozze gay in quanto "l'amore è un diritto inalienabile" (New York Times). Ma il diritto da garantire non è solo quello di sposarsi, ma anche quello di divorziare. Di fronte a casi di coppie omosessuali andate in Canada per convolare a nozze, ma che poi, dal momento che il matrimonio gay non è riconosciuto nel paese di origine, non riuscivano più a divorziare, il governo di Ottawa ha modificato le proprie leggi: il Canada ora garantirà alle persone LGBTQ* di tutto il mondo il matrimonio, dal suo inizio alla sua fine (The Province).

In breve:
1) Dopo Napoli anche Roma? Numerose associazioni della capitale hanno depositato al Comune una proposta di delibera di iniziativa popolare per riconoscere le unioni civili e sostenere le nuove forme familiari, anche omosessuali. Ora bisogna raccogliere 5mila firme entro tre mesi (Teniamo famiglia).
2) Se le ragioni per opporsi al matrimonio gay (è contro il cristianesimo e la libertà religiosa, apre le porte alle nozze tra uomini e cani, mette in difficoltà il matrimonio etero...) proposte da Townhall fanno ridere, è molto interessante la riflessione de Le Monde des religions sul perché fa paura l'omogenitorialità.
3) Insultato, minacciato con un coltello, preso barbaramente a calci e pugni davanti agli avventori indifferenti di un bar di Catania solo perché non eterosessuale: è questa la drammatica e assurda esperienza vissuta da un ragazzo al quale l'Arcigay di Catania offrirà assistenza legale gratuita.
4) Arriva su YouTube il nuovo video musicale di Jonny McGovern, il cantante queer statunitense conosciuto anche come "The Gay Pimp" (il magnaccia gay): "Man Areas" è un'orgia visiva di ragazzi in mutande, gogoboys, attori porno ed escort che ballano, si strusciano, si baciano e si leccano...
5) Di tutt'altro genere è il bel video, girato il giorno di San Valentino, "So Happy Together", piccola storia quotidiana, con baci finali, di due coppie lesbiche. Il video è stato prodotto da Meladailabrianza in collaborazione con l'associazione Gaia360° come risposta alle ultime sparate omofobiche di Giovanardi.


Pier
Copyright©2012PierCesareNotaro

10 commenti:

  1. Niente da fare, le religioni continuano ad essere uno degli ostacoli più inamovibili per lo sviluppo della cultura e della società.

    Finché hanno diritto di parola all'ONU cattolici, protestanti, musulmani o qualsiasi altra etichetta non si andrà molto avanti. Che poi sono etichette statistiche, sia chiaro, perché se fossero religioni di 15 persone potrebbero essere sagge, intelligenti e vere quanto vogliono ma non gli darebbero alcun seggio.

    In una parola: finché vince la legge dei grandi numeri, vince la religione, vincono i nazionalismi, e in entrambi i casi perde la persona. Gay o etero non fa differenza.

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  2. @ Sandro Roccia: Premesso che non ho una visione negativa delle religioni in sé, concordo che nessuna interpretazione religiosa, "buona" o "cattiva", "simpatica" o "antipatica", "dogmatica" o "liberale", dovrebbe poter influenzare sulle decisioni pubbliche, a qualsiasi livello, e sulla definizione e protezione dei diritti della persona...

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  3. Il problema, invece, sono proprio le religioni in sé.
    Inutile parlare del cristianesimo ideale, dell'islamismo ideale etc. Esistono da centinaia di anni e sono ideali solo in piccoli gruppi e per brevi periodi. La storia è chiara e inconfutabile su questo punto. Lo steso vale per il marxismo o qualsiasi altra ideologia, sia chiaro.

    Il problema quindi sono le religioni in sé, perché sono costituite da un numero ampio di popolazioni e fanno attivo proselitismo con tutti i mezzi, leciti e illeciti. Tra gli illeciti un tempo c'erano la sottomissione armata, la conversione del re (e poi: cuius regio eius et religio...), la distruzione dei templi e dei testi scientifici altrui, prendere a bastonate o minacciare il rogo se non si fa abiura etc.

    Quindi, essendo costituite da un ampio numero di tesserati, le religioni (quelle reali) conteranno sempre nel definire quali sono i diritti della persona e come proteggerli.

    La religiosità è positiva e fa bene all'equilibrio personale. Le religioni no. Lo hanno dimostrato in migliaia di anni. Non c'è bisogno di invocare altro tempo e di dar loro altre chance per saperlo.

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  4. Le Nazioni Unite dovrebbero lavorare per il bene della umanità, ma un troppo grande numero di nemici della umanità controllano le Nazioni Unite. Dunque, le gente fanno del male nemico della umanità dentro il mondo e fanno sembiante di inquietarsi al soggetto di diritti umani. La religione non ha niente a fare, perché nostri dirigenti dei paesi arabi non si preoccupano di Dio e sua bontà e vogliono semplicemente propagarsi loro ignoranza per rendersi confortevole.

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  5. @ Sandro Roccia: C'è una tendenza umana a trasformare tutte le "idee" in strumenti di oppressione, ma esistono, per fortuna, anche episodi in cui le diversità sono riuscite a parlarsi, a costruire insieme una convivenza pacifica e fertile per tutti. E' solo utopia?

    @ Ahmed: Purtroppo esiste questa ambiguità delle Nazioni Unite, organizzazione fatta di stati che troppo spesso opprimono i loro cittadini. Proviamo a costruire ponti tra i popoli e non tra le nazioni, allora.

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  6. Le "idee", le "emozioni" etc. non possono che fare bene.
    Ripeto: distinguiamo tra idee e religioni, emozioni e religioni, spiritualità e religioni.
    L'utopia vera è quella di chi, da secoli, continua ostinatamente a confondere i due termini. E il fondamentalismo è quando pensi che solo la tua piccola porzione di azienda è riuscita a far coincidere i due termini.

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  7. Dico solo che esiste anche il fondamentalismo di chi pensa che se dice che le religioni sono tutte brutte e inriformabili allora ha ragione lui.
    Bello che ho riflettuto sul diritto anche al divorzio gay, grazie.
    Ivan

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  8. No, Ivan, secondo me sbagli ad allargare in modo indebito il termine "fondamentalismo".
    Voler avere sempre ragione è una parte del fondamentalismo, non non coincide con esso. Non c'è bisogno di aderire ad un sistema religioso per fare i saccentelli.

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  9. @ Sandro Roccia: Sul fatto che idee, emozioni e spiritualità non siano sinonimi di religioni sono d'accordo (cosa ti fa pensare il contrario?). D'altra parte non sono neppure contrari. E non capisco perché lanciare sul tavolo sempre e solo la carta del fondamentalismo (come fa impropriamente anche Ivan): non vorremo credere che religione e fondamentalismo siano sempre e solo sinonimi, vero?

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  10. @ilGrandeColibrì: la mia filosofia - non so se avete mai letto qualche post nel mio blog - è che non c'è niente che sia "sempre" (assolutismo) e "solo" (riduzionismo).
    Ci si potrebbe confrontare a lungo (con molto profitto, penso io) sull'equilibrio tra dare una definizione alle cose e nihilismo ("è nient'altro che..."). Ma a farlo qui mi sembrerebbe inopportuno :) Magari riprendo il tema sul mio blog, appena ho tempo.

    Intanto vi rinnovo i complimenti per l'attività che state portando avanti e vi auguro di avere sempre più lettori che vogliano confrontarsi a partire dai tantissimi spunti che date!

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