lunedì 26 marzo 2012

Assalto con bastoni chiodati all'Arcigay di Andria

Franco (CC)
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CRONACA Non c'è pace per i gay e per l'Arcigay. Dopo il discusso episodio di Luino (Il grande colibrì) con l'aggressione di un gruppo di ragazzi in discoteca, un nuovo e più grave atto di intolleranza si è verificato ai danni della principale associazione omosessuale italiana ad Andria. Sabato sera alle 20 un gruppo di giovani armati di rudimentali bastoni chiodati ha tentato di entrare nella sede insultando gli attivisti che vi erano riuniti, che hanno prontamente chiamato le forze dell'ordine, arrivate tuttavia quando il gruppo di violenti aveva già abbandonato il luogo (Arcigay). Al di là delle dichiarazioni del presidente locale Michele Antolini e dell'omologo nazionale Paolo Patanè, tuttavia, non si registrano fin qui prese di posizione della politica locale e nazionale, malgrado la solidarietà da parte delle istituzioni locali sia stata invocata da Patanè, che ha messo in guardia gli omofobi di turno: "Non ci faremo intimidire e non faremo alcun passo indietro sul terreno della visibilità omosessuale". Anche se è evidente che non c'è alcun collegamento possibile (sia per dinamica che per genere di aggressione, sia per distanza che per protagonisti dell'intolleranza) con gli episodi più recenti, non si può certo negare che l'incolumità personale dei cittadini omosessuali in Italia sia oggi spesso ancora gravemente a rischio.

MOI Certo c'è anche chi sta peggio, però. In Albania (paese che ha peraltro approvato una legge contro le discriminazioni nel 2010), alla notizia di una giornata contro l'omofobia programmata per il 17 maggio prossimo, il vice-ministro della Difesa, il monarchico Ekrem Spahiu, ha reagito affermando: "Il mio solo commento a una parata dei gay è che andrebbero picchiati con il manganello". Pronta la reazione del difensore civico per i diritti umani Igli Totozani, che ha chiesto a Spahiu di scusarsi, e dell'associazione per i diritti gay Pink Embassy, che minaccia di portarlo in giudizio (Radio Free Europe). Ma in Malesia scendiamo un altro gradino nella vergogna: il deputato islamista Datuk Baharum Mohamad, spaventato da dati sull'omosessualità nel Paese, propone di istituire una clinica per curare gli omosessuali: "Uno studio recente afferma che in Malesia tre uomini su dieci sono gay. Dobbiamo combattere questa escalation con la stessa forza con cui ci battiamo contro le droghe", ha detto nella discussione alla Camera dei Rappresentanti di Kuala Lampur (Bernama - segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MONDO Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia e Nobel per la pace, difende le leggi anti-gay, titola il Guardian e i media di tutto il mondo rilanciano. Ma sarà vero? Il governo liberiano smentisce la ricostruzione e chiede di rivedere alla moviola l’intervista (Guardian). In cui Johnson Sirleaf difende i “valori tradizionali”, ma afferma anche che non firmerà le proposte in discussione in parlamento per inasprire le condanne contro gli omosessuali (Il grande colibrì). Insomma: parole vaghe e contraddittorie, si giudicherà dalle azioni. Intanto il governo di New Delhi, dopo aver smentito il suo omofobo rappresentante presso la Corte suprema (Il grande colibrì), si schiera contro l’ipotesi di recriminalizzare l’omosessualità in India: le vecchie leggi sulla sodomia, ha ricordato il procuratore generale, erano state introdotte dai colonizzatori inglesi e riflettevano la morale vittoriana e non quella indiana (The Times of India).

CRONACA Jenna Talackova è una bellissima ragazza di Vancouver, in Columbia Britannica. Talmente bella da essere una delle finaliste di Miss Universe Canada. Il suo sogno di gloria, però, si è infranto in questi giorni, quando, con un asettico comunicato stampa, i responsabili del concorso di bellezza hanno fatto sapere che Jenna è stata esclusa perché “non soddisfa i requisiti per competere”. Il problema? La ragazza è nata nel corpo di un bambino, per questo ha iniziato una cura ormonale a 14 anni e due anni fa si è sottoposta ad un’operazione di riassegnazione del sesso. Ma per gli organizzatori tutto questo non basta per fare di lei una vera donna. Jenna allora ha scritto a The Vancouver Sun, protestando contro la violazione dei suoi diritti umani. E se qualcuno pensa che mettere insieme sfilate e diritti sia poco serio, si può sempre ricordare il coraggio dei partecipanti africani a Mister Gay World (Il grande colibrì).

In breve:
1) L'Espresso di questa settimana pubblica un'ampia anticipazione del libro in forma di dialogo di Ignazio Marino e del cardinale Carlo Maria Martini, in cui si parla - tra l'altro - di sessualità: "Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili" e si capisce perché non è diventato papa.
2) In Slovenia una piccola percentuale della popolazione ha bocciato in un referendum ieri le nuove norme del diritto di famiglia, che comprendevano maggiori diritti per le coppie gay, incluso il diritto all'adozione dei figli naturali dell'altro partner. Ha votato appena il 29% degli sloveni ed il no ha vinto con il 55% (Swissinfo).
3) Anche in Ticino dichiararsi gay non è sempre facile, anche se oggi si tende a denunciare le discriminazioni piuttosto che a nascondersi nella rassegnazione: la Svizzera italiana non è quindi un'isola felice, sebbene le cose sembrino migliori rispetto a qualche anno fa, secondo gli operatori e le associazioni (Ticinonews).
4) Sebbene sia un'icona gay, a San Pietroburgo la popstar Madonna dovrà probabilmente fare a meno del sostegno dei suoi fans omosessuali, che le rimproverano di non aver annullato la data del concerto dopo le recenti leggi che discriminano i gay. Insufficiente, secondo i militanti, che la cantante abbia promesso di parlare contro la discriminazione nel concerto (Ansa).
5) Quando si pensa al centrodestra italiano sui gay vengono in mente solo Giovanardi e Gasparri o, di recente, il segretario PdL Alfano contro i matrimoni gay. Ma c'è anche Giancarlo Galan, ex ministro, che si dice favorevole a matrimoni e adozioni per i gay, bollando come retrogradi i colleghi di partito (Radio24).


Michele e Pier
Copyright©2012MicheleBenini-PierCesareNotaro

3 commenti:

  1. Gli indiani dovrebbero solo ringraziare gli inglesi per aver introdotto norme contro la degenerazione morale di cui erano vittime con i loro riti orgiastici e il Kamasutra.

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  2. @ Antonio: Hic sunt orgiones (beati loro).

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  3. @Antonio: gli inglesi hanno introdotto leggi contro l'omosessualità, non contro i fantomatici riti orgiastici di cui parli, nè contro il Kamasutra (mi sa che sei proprio una noia a letto, caro...)

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