domenica 18 marzo 2012

Attivista sbeffeggiato dai perbenisti: esibizionista!

Poster di "KONY 2012" su un palo della luce di Austin
Robert Raines (CC)
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Accade a volte che la morale diventi becero moralismo. Accade quando per riprendere dei comportamenti, magari censurabili, si perde di vista ciò che di buono è stato fatto da alcune persone per concentrarsi sul gossip e sulla pruderie. Esemplare è, in questo senso, il fatto del giorno. Pur senza il clamore dell'arresto di George Clooney il giorno precedente, i media di tutto il mondo hanno diffuso la notizia che il regista Jason Russell, fino all'altrieri un perfetto sconosciuto anche per chi aveva visto la sua opera più nota ("Kony2012"), era stato arrestato per essere sceso in strada completamente nudo ed avere iniziato a masturbarsi. Questo almeno il modo in cui la notizia è stata proposta anche nel nostro Paese (repubblica.it).

Premesso che le notizie andrebbero sempre verificate (su Jason, secondo fonti della polizia di San Diego, negli Stati Uniti , non pende alcun capo di imputazione - è stato in effetti prelevato dagli agenti giovedì mattina mentre era in strada in mutande: picchiava i pugni per terra e urlava frasi incoerenti, creando problemi al traffico della zona di Pacific Beach - e nel rapporto non c'è traccia di quelli che con termine giuridico italiano si chiamerebbero "atti osceni in luogo pubblico"), non si capisce perché massacrare un giovane regista alle prese con un crollo psicologico con espressioni apocalittiche ("Un sogno stupendo che gli si è ritorto contro come un incubo").

Facciamo un passo indietro, però. Il nome non dice molto a nessuno. Jason non è famoso, anche se ha girato un filmato da record (70 milioni di visite in cinque giorni su youtube.com): un video sul criminale di guerra ugandese  Kony, responsabile dell'arruolamento di 30mila bambini soldato. Jason ha 33 anni, è cofondatore di "Invisible Children" e il video che ha realizzato ha poche settimane di vita.

L'associazione che ha portato alla ribalta con il suo video ha emesso un comunicato in cui parla dello stato di affaticamento fisico ed emotivo che ha colpito Jason: "Le scorse due settimane hanno richiesto a tutti noi, e in particolare a Jason, un severo tributo emotivo e quel tributo si è manifestato nell'incidente che gli è occorso ieri. La sua passione e la sua opera hanno fatto tanto per aiutare tante persone e siamo distrutti nel vederlo affrontare questo suo problema di salute" (huffingtonpost.com).

Al massimo sarebbe interessante chiedersi perché un giovane regista che ha finalmente raggiunto la notorietà (alla prossima manifestazione dell'associazione, prevista per il prossimo 20 aprile, hanno aderito George Clooney e Angelina Jolie) debba cadere in uno stato di prostrazione tale da fargli compiere gesti strani e potenzialmente dannosi per sé e la sua associazione. E qui a darci una potenziale spiegazione è una valanga di news dei giorni immediatamente precedenti il fatto: l'associazione "Invisible Children" sarebbe finanziata da organizzazioni omofobe americane e addirittura dal pastore Martin Ssempa (ilgrandecolibri.com) che sostiene apertamente la legge per la pena di morte ai gay in Uganda (pfaw.org).

E' quindi possibile che il regista sia stato disturbato da queste polemiche e ne abbia pagato il peso psicologico. O magari, poiché Russell è chiaramente impegnato per la parte artistica del progetto "Invisible Children" e il suo documentario è chiaramente ispirato a valori alti di rispetto per la vita e la dignità delle persone, è possibile che il suo disagio psicofisico delle ultime settimane sia legato alla presa di coscienza che i suoi finanziatori non sono quelle anime candide che immaginava. Naturalmente si tratta di congetture, ma la concomitanza di date è comunque indiscutibile (dailymail.co.uk) e le notizie in proposito meritano di essere seguite nei prossimi sviluppi.

Resta il dubbio che il modo di affrontare la notizia da parte di giornali come Repubblica, con un articolo tristemente perbenista (con un finale squallido: "E del resto: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Magari cercando, con l'altra mano, di tenersi strette strette le mutande"), sia difficile da accettare. Ammesso che i fatti si siano svolti come riporta il quotidiano romano (sebbene anche nel video diffuso dal sito di gossip tmz.com non si veda affatto il protagonista, peraltro difficilmente riconoscibile, masturbarsi), resta censurabile distruggere una persona che si reputa degna (Repubblica non accenna minimamente ai finanziamenti "pericolosi" dell'associazione) solo per un atto che non ha causato danno ad alcuno.


Michele
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7 commenti:

  1. Secondo me lo hanno drogato i servizi segreti di Obama per screditare il suo lavoro e soprattutto i suoi finanziatori. Ecco cosa è capace di fare la lobby omosessuale alla quale non importa niente della vita dei bambini ugandesi.

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  2. pur nello sciacallaggio di certe fonti tradizionali -- le quali, va ricordato, per loro stessa natura cercano semrpe mostri o eroi da sbattere in prima pagina, e dove tutto fa brodo, repubblica inclusa, ovvio) -- mi pare eccessivo e fuorviante focalizzarsi sulle "fonti perbeniste", e invece dimenticare le molte e documentate controversie a seguito del video "kony 2012" e le altrettanto equivoche fonti e modalita' operative di "Invisbile Children"; i fatti hanno dimostrato che qui c'entrano davvero poco i "valori alti di rispetto per la vita e la dignità delle persone", davvero, please, e' il caso che ne prendiate atto anche voi ;)

    http://it.globalvoicesonline.org/2012/03/il-rovescio-della-medaglia-di-kony-2012-nella-speranza-degli-africani/

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  3. Sto triste per i bambini di Uganda! Perchè i omosessuali non importa niente della vita dei bambini ugandesi? Il lobby omosessuale droga chi difende i bambini, pero i omosessuali solo vedono i bambini nei oggetti sessuali!

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  4. @ Antonio D. - Adoro il complottismo
    @ Berny - Non mi pare che il link che hai segnalato metta in dubbio le buone intenzioni di Invisible Children, mentre segnala che il documentario non è stato accolto bene nemmeno tra le vittime di Kony, il che però non dimostra nulla. Quello che premeva segnalare (e per questo parlavo di perbenismo), comunque, è che Repubblica e gli altri media che hanno "crocifisso" il regista per l'eventuale atto onanistico senza mettere in dubbio le qualità morali del suo lavoro (in sostanza dicendo: ha fatto un bel film di denuncia, ma guardate che maiale è). Quanto a dubbi morali sull'associazione non mi pare che non li abbiamo espressi, anche più forti di quelli segnalati nell'articolo che ci hai accluso
    @ Carlos: si sentiva davvero la tua mancanza...

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  5. E allora mettiamoci tutti nudi per strada a picchiare i pugni per terra, visto che non causa danno alcuno.

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  6. Molto interessante l'articolo e il blog!! ciao http://chiedimidadovescrivo.blogspot.com

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  7. @ Andrea: sono contrario al nudismo solo perchè sono feticista di alcuni tipi di abbigliamento :-)
    @ Laura: grazie :-)

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