lunedì 12 marzo 2012

Il massacro dei ragazzini emo in Iraq: quasi 100 morti

Hendrik Hansen (CC)
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Decriminalizzazione dell'omosessualità anche in Senegal?
Nozze gay se vincerà la sinistra? Il PD smentisce subito!
Black Party: la festa più scandalosa al mondo è razzista?

MOI Appena due giorni fa Anas, uno dei pochissimi attivisti per i diritti LGBTQ* attivi in Iraq e collaboratore di questo sito, ci raccontava del febbraio di sangue vissuto da gay e lesbiche nel paese mediorientale e, basandosi su testimonianze dirette e attività di monitoraggio e osservazione sul campo, contava almeno 45 vittime (per approfondire: Il grande colibrì). Contemporaneamente il blogger iracheno Bissam, dal suo esilio nel Regno Unito, ne stimava per GayMiddleEast fino a un centinaio, aggiungendo agli omicidi di lesbiche e gay anche quelli dei tanti adolescenti dal look emo uccisi nelle ultime settimane. Questi ragazzini, a volte appena quindicenni, sarebbero accusati dalle milizie paramilitari sciite di praticare il satanismo e una sessualità “perversa” (che, per i fondamentalisti, non può non comprendere l’omosessualità). Citando una fonte irachena, GayStarNews accusa le forze di polizia del paese di connivenza, perché non agirebbero per fermare il massacro. Parlare di connivenza, in realtà, significa utilizzare un eufemismo: Anas, infatti, faceva notare su questo sito come gli stessi ufficiali delle forze dell’ordine appartengano alle milizie terroriste. Intanto AllOut lancia una petizione ai leader di tutti gli stati del mondo per condannare l’uccisione di questi ragazzi (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MONDO Se in Iraq sembra ormai morta pure la speranza di un futuro sicuro per le persone LGBTQ*, una piccola luce potrebbe forse accendersi invece in Senegal, paese africano dove attualmente l’omosessualità è punita con il carcere da uno a cinque anni. Il 25 marzo si terrà il ballottaggio per le presidenziali e il candidato dell’opposizione, Macky Sall dell’Alleanza per la Repubblica (28% dei consensi al primo turno contro il 35% del presidente uscente, Abdoulaye Wade del Partito Democratico Senegalese), sembrerebbe intenzionato, in caso di vittoria, a cancellare il reato di “atti impropri o innaturali con persona del proprio stesso sesso” dal codice penale. Sall al proposito ha affermato nel corso di una conferenza stampa: “Gestiremo la questione dell’omosessualità in modo responsabile con tutte le forze vive che si sono mobilitate per offrire al Senegal una società moderna”. Frase in politichese stretto che comunque sembrerebbe preannunciare un’apertura importante, anche se la stampa locale fedele a Wade denuncia pressioni del governo francese, delle multinazionali e di fantomatiche lobby gay (Agence de Presse Sénégalaise).

POLITICASe la sinistra andrà al governo, farà quello che ha fatto la sinistra in Spagna: il matrimonio tra uomini” dice Angelino Alfano, segretario del PdL. Pronti a stappare la bottiglia di champagne? Meglio se vi fermate e la rimettete in frigo. Leggete prima le precisazioni di Rosi Bindi: “Il PD non ignorerà i diritti di tutti. Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo”. Parole che ben valgono l’accusa di essere la solita cattolica fondamentalista. Peccato che, ahinoi, Bindi esprima una delle posizioni più aperte nel partito: almeno richiama vagamente i diritti delle coppie LGBTQ*! Perché, di fronte all’infamante accusa di voler introdurre le nozze tra persone dello stesso sesso, la laica Anna Finocchiaro parla semplicemente di “bugie” e la giovane promessa (?) Debora Serracchiani sottolinea come i diritti non siano certo una priorità: “I cittadini chiedono alla politica di tornare seria e concreta”. Sic. (ANSA)

CULTURA Il Black Party di New York è una delle feste più maestose e scandalose della scena fetish mondiale: ogni anno centinaia di uomini vestiti di jeans o di cuoio ballano per ore, per poi dedicarsi, spesso e volentieri, a gigantesche orge... La festa, al centro di polemiche sin dalla sua nascita, nel 1980, principalmente perché considerata una gigantesca occasione di trasmissione di malattie (nonostante gli organizzatori distribuiscano preservativi a profusione), ora è accusata anche di razzismo: il tema di quest’anno è il Giappone, raffigurato attraverso la Yakuza (la mafia locale), gli uomini tatuati, i bordelli di qualche tempo fa... Insomma: come se l’Italia fosse rappresentata da mafia, pizza e mandolino. Di fronte alla locandina (un asiatico in ginocchio, legato secondo la raffinata arte del bondage, con il culo segnato a sangue dalle scudisciate), è però lecito domandarsi: la creazione di feticci erotici è davvero razzista?

In breve:
1) Il parlamento di Malta si avvia a riconoscere le unioni civili tra persone dello stesso sesso: il Ministero della Giustizia ha annunciato che la legge sulle convivenze, che dovrebbe essere approvata prossimamente dopo 14 anni di dibattito, sarà applicabile anche alle coppie lesbiche e gay (Times of Malta).
2) Certi Diritti lancia a Milano una raccolta firme su due proposte di delibera di iniziativa popolare: l'istituzione del registro delle unioni civili e la creazione di un settore comunale per contrastare e prevenire ogni forma di discriminazione (Mettici la firma). Chissà se finalmente le promesse di Pisapia (iGC) diventeranno realtà...
3) Le violenze che sconvolgono la Siria? Sarebbero un'occasione d'oro per la proliferazione degli omosessuali, visto che i servizi segreti hanno ben altro a cui pensare rispetto alle repressione dei pervertiti. E' quanto sostiene, in un lungo articolo infarcito di nauseante omofobia, il quotidiano siriano Baladna.
4) A Shawn Loftis, un professore della Florida che era stato interdetto dall'insegnamento perché in passato aveva prodotto e girato alcuni film porno gay con lo pseudonimo di Collin O'Neal, è stato riassegnato il suo lavoro: non ha mai commesso nulla di illegale e anzi ha lasciato il porno proprio per amore dell'insegnamento (Daily Mail).


Pier
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