![]() |
| sabrina c (CC) Condividi l'articolo su: Facebook - Twitter Scrivici a mail@ilgrandecolibri.com Seguici su: Facebook - Twitter Iscriviti ai feed |
Il testo di Spitzer in effetti fa crollare uno dei pilastri su cui la pubblicistica tradizionalista fondava le proprie "ragioni", e lo fa senza mezzi termini: "Credo di dovere alla comunità omosessuale le mie scuse per aver aver fatto affermazioni non dimostrate circa l'efficacia della terapia riparativa. Devo anche scusarmi con ogni persona omosessuale che ha sprecato il suo tempo sottoponendosi a qualsivoglia genere di cura riparativa perché credeva che io ne avessi dimostrata l'efficacia" (Truth wins out).
Con una onestà invidiabile (da vero scienziato che ha vagliato i risultati della sua teoria), ma forse con un colpevole ritardo e una - per ora - scarsa pubblicità delle proprie ammissioni di errore (la lettera è un documento privato indirizzato ad un altro psicologo e sessuologo convinto della bontà di questo genere di interventi, Ken Zucker), Spitzer getta un macigno su una pratica sempre più in voga, sostenuta con fervore anche da numerose dottrine religiose (Il grande colibrì).
Lo dimostra la tournée italiana del "guaritore" americano Richard Cohen, ospite di una chiesa evangelica Ministero Sabaoth (Gay.it). Personaggio di stile fortemente televisivo, Cohen punta molto al bersaglio facile, i genitori, che molto spesso in una famiglia sono l'anello debole dell'accettazione, per una serie di ragioni a cominciare da quelle anagrafiche ma anche spesso affettive: la cura dell'omosessualità è vista spesso da un padre o da una madre come una scappatoia per evitare le difficoltà che la vita mette sulla strada dei ragazzi omosessuali.
Accade così che un giovane che a sedici anni decide di dichiararsi gay e innamorato di un coetaneo viene messo in un centro di riabilitazione per curarlo dalla sua "malattia": "Preferirei che tu fossi disabile o un vegetale che omosessuale" ha detto il padre a Ivan Kharchenko prima di farlo rinchiudere - con il consenso del resto della famiglia - in una clinica per disintossicarlo, ufficialmente da droghe e alcol, ma in realtà dalla sua condizione "contronatura". E' accaduto in Russia (Ria Novosti), dove il 60% dei genitori considererebbe una tragedia avere un figlio omosessuale e l'86% della popolazione approva le leggi omofobiche di recente approvazione. Ma può accadere ovunque l'omosessualità sia ancora (o nuovamente) considerata una patologia.
Proprio per questo, come sottolinea ancora Rigliano, "il ripudio da parte di Spitzer del suo stesso lavoro ci dimostra che la lotta paga: ottengono riconoscimento e scopo le critiche scientifiche e culturali che sono state fatte al suo articolo del 2001, e dunque alle pretese delle terapie riparative". E chissà che per queste mistificatrici e dannose teorie non cominci oggi il viale del tramonto...
Michele
Copyright©2012MicheleBenini
Copyright©2012MicheleBenini
RASSEGNA STAMPA
Cronaca. Il matrimonio gay migliora la salute degli omosessuali, anche di quelli single
Cultura. Anthony Wong, famoso cantante di Hong Kong, ha fatto coming out: "Sono gay!"
MOI. Iran, un nuovo condannato a morte ucciso per impiccagione: era accusato di sodomia?
Mondo. Il nuovo portavoce di Mitt Romney è gay: la campagna diventerà meno omofobica? (iGC)
Movimento. Un soldato è il protagonista di uno spot inglese a favore di matrimoni gay (iGC)
Politica. Per Carlo Giovanardi l'Omocausto non c'è stato e i vertici nazisti erano omosessuali


Nessun commento:
Posta un commento
Per commentare senza avere un profilo: selezionare nel menù a tendina la voce "Nome/URL" (il campo URL può essere lasciato vuoto).