venerdì 16 novembre 2012

Non solo bullismo: se la scuola diffonde l'omofobia

jareed (CC)
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Scuola e omosessualità sono spesso considerate come incompatibili. Nell'ultima rassegna stampa segnalavamo il caso dello studente di Ischia candidato alle elezioni degli organi collegiali del suo istituto, preso di mira perché considerato omosessuale (NapoliGayPress). Ma non è sempre il bullismo la causa di questa difficile convivenza: o meglio, il bullismo attecchisce probabilmente laddove c'è un terreno più fertile, vale a dire dove già da parte del corpo docente o dell'istituzione non sembra esserci un'apertura mentale adeguata.

A Toronto (Canada), per esempio, vittima di una discriminazione di sistema è stato Spencer, uno studente transgender (f2m) che ha subito la proibizione di usare i bagni dei maschi da funzionari della Clarke High School di Clarington: qui però la reazione studentesca, ben lungi dall'angariare la vittima della discriminazione, è stata massicciamente favorevole allo studente, tanto che la sua storia sta facendo il giro del mondo. Dalla sua parte si sono schierati anche molti insegnanti, ma quello che sorprende è che appena un mese fa il Distretto scolastico di Toronto aveva diffuso le linee guida che permettono agli studenti di usare il bagno corrispondente alla loro identità di genere, indipendentemente dal sesso indicato sui documenti alla nascita (Global Toronto).

Diversa, ma comunque emblematica, la vicenda del Distretto scolastico di East Aurora, nell'Illinois, che ha varato all'unanimità una serie di provvedimenti a favore degli studenti transgender nella convinzione che la scuola debba rappresentare uno spazio sicuro per loro: ma senza fare i conti con la forza delle organizzazioni cristiane locali, che hanno spinto il Distretto ad una clamorosa retromarcia, decisa anch'essa all'unanimità. Poi però due componenti del consiglio distrettuale hanno ammesso di essersi fatti condizionare dalla campagna d'odio dei cristiani dell'Illinois (vi ricorda niente? YouTube) e hanno deciso di fare ammenda, di fronte agli studenti, inferociti per il voltafaccia vergognoso dell'istituzione scolastica (Huffington Post).

E nello Utah un altro distretto scolastico è sotto accusa da parte dell'Unione americana delle libertà civili, che accusa l'istituzione educativa di Davis di aver occultato l'esistenza di un libro sulle famiglie omogenitoriali, accusa di cui il distretto stesso ammette la fondatezza, giustificando però il proprio comportamento con le leggi educative dello Stato, poiché il volume "difende l'omosessualità". Il libro non è stato rimosso dalle biblioteche scolastiche, ma "solo dagli scaffali": i bibliotecari lo possono consegnare solo agli studenti che abbiano l'autorizzazione di un genitore a leggerlo.

Ma nasconderlo in questo modo, secondo l'associazione che ha sporto denuncia, andrebbe contro i principi del primo emendamento, secondo cui i genitori possono limitare l'accesso ad alcune pubblicazioni ai loro figli (ma non ai figli di altri), sostenendo che "la biblioteca scolastica deve soddisfare le esigenze di tutta la comunità scolastica, invece di emarginare le famiglie degli alunni con genitori dello stesso sesso come qualcosa di sporco e vergognoso" (ACLU).

Nel Minnesota il Distretto scolastico di Anoka-Hennepin è protagonista di una vicenda ancor più surreale: nel comitato contro il bullismo è stato infatti nominato Bryan Lindquist, attivista omofobo che sostiene le terapie riparative e che "certamente non rappresenta le esigenze dei diritti di tutti gli studenti", come hanno fatto notare diverse associazioni di Minneapolis, che hanno lanciato una petizione perché Lindquist sia estromesso dal ruolo per cui è stato così improvvidamente nominato (MinnPost).

Sull'altro fronte ci sono le polemiche di coloro che, spaventati dalla libertà di un giovane di decidere la propria vita, tentano di sostenere che includere nei programmi scolastici norme che considerino "normale" l'omo, la bi o la transessualità significa spingere i ragazzi a diventare gay, bisessuali o transgender. L'accusa è surreale e farà certo sorridere. Ma a volte funziona.

Così Juliet Hibbs, insegnante etero della Deerfield Beach High School in Florida, viene accusata di aver fatto diventare lesbica un'alunna (Sun Sentinel). E il Distretto scolastico di Austin ha cancellato le dieci repliche previste in scuole elementari della città di uno spettacolo teatrale dedicato ad una coppia di pinguini genitori gay (Statesman). E il preside della Gorham Middle School è stato costretto a scusarsi per un intervento, svoltosi durante la giornata sulla diversità di genere e la discriminazione, che si sarebbe trasformata in una lezione pratica di educazione sessuale (Morning Sentinel).


Michele
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