mercoledì 29 febbraio 2012

Zimbabwe, la nuova costituzione rimarrà omofobica

CIMMYT (CC)
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USA, tre lesbiche nere pestano un gay bianco: è omofobia?
1° marzo, la comunità LGBTQ* allo sciopero degli stranieri
Jameela, la nonna trans che insegna il Corano in Pakistan

MONDO L’ultimo attacco di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, contro i gay (Il grande colibrì) sta sortendo effetti nefasti: i presidenti della commissione costituente, impegnata a scrivere una bozza di nuova carta fondamentale per il paese africano, hanno annunciato che nessuna norma riconoscerà, direttamente o indirettamente, i diritti LGBTQ*. “La nuova costituzione sarà costruita sul nostro passato e sulle nostre tradizioni. L’omosessualità è un concetto estraneo. La nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra mentalità, sempre più cristiana, non ci permettono di legalizzare l’omosessualità e i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per questo l’omosessualità è e rimarrà illegale” ha detto anche Edward Mkhosi, esponente del Movimento per il Cambiamento Democratico (The Zimbabwe Mail), partito di opposizione a Mugabe capeggiato da quel Morgan Tsvangirai che ancora ad ottobre si dichiarava favorevole ai diritti LGBTQ* (Il grande colibrì). Parole al vento in un paese dove l’omofobia già trionfante continua ad avanzare a passo di marcia e dove anche gli spiragli di speranza si chiudono: il candidato dello Zimbabwe a Mister Gay World, dopo aver fatto tanto parlare di sé, si è ritirato dalla gara. Intanto un altro candidato, quello dell’Etiopia, è dovuto fuggire dal suo paese e chiederà asilo politico (Gay Star News).

lunedì 27 febbraio 2012

Ludovic e Qiyaam, tra matrimonio islamico e limbo

©LudovicM.Zahed per ilgrandecolibri.com
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Liberia e Zimbabwe: più omofobia ma forse la via è aperta
Un appello dalle lesbiche africane contro le nuove leggi
La crociata dei grillini contro il Cassero: utili o socialità?

MOI Provengono dagli estremi opposti dell'Africa, ma l'amore li ha uniti: il nostro amico algerino Ludovic Lofti Mohamed Zahed, fondatore dell'associazione LGBTQ* musulmana francese HM2F, e il suo marito sudafricano Qiyaam, dopo essersi sposati civilmente in Sudafrica, hanno celebrato adesso un bellissimo matrimonio islamico in Francia (foto). "Dobbiamo rompere il tabù. L'Islam è un percorso, non un dogma" racconta Ludovic a VSD e con Il grande colibrì (per il quale ha anche scritto un articolo: leggi) ricorda la cerimonia, a cui sono state invitate le associazioni LGBTQ* cristiane ed ebraiche: "E' stato davvero magnifico vedere tutti riuniti, c'era un'atmosfera straordinaria...". Gli sposi hanno avuto la benedizione del padre di Ludovic, che, superata l'iniziale difficoltà ad accettare un figlio gay, oggi dice: "Dio può perdonare tutto, tranne il fatto di fare del male a qualcuno. Mio figlio a chi fa del male? Solo Dio lo può giudicare". A creare problemi, paradossalmente, è lo stato francese, con un'assurdità giuridica: la Francia non riconosce il loro matrimonio se si tratta di garantire loro i diritti della coppia, ma li considera marito e marito per negare l'accesso al PACS. E così, in questo limbo insensato, Qiyaam non riesce ad ottenere il permesso di soggiorno che gli spetterebbe in quanto compagno di Ludovic... (per approfondire: Il grande colibrì - segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)

sabato 25 febbraio 2012

"Curare i gay?" a cura di Rigliano, Ciliberto e Ferrari

Jason Hill (CC)
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Trasformare un omosessuale in eterosessuale è il sogno di tante persone, ormai stufe di essere discriminate o mai stufe di discriminare, e la promessa delle cosiddette terapie riparative, quell'insieme di pratiche pseudo-mediche, tanto amate da alcuni gruppi cristiani, che pretendono di cambiare a piacimento l'orientamento sessuale di una persona. Nonostante la crudeltà del fine e l'incosistenza del mezzo (se non bastano le conclusioni scientifiche, ecco i racconti di ex-gay che, dopo aver proclamato la propria conversione sessuale, si lanciano in roccambolesche fughe d'amore, trasformandosi in ex-ex-gay...), queste "cure" continuano ad avere proseliti e a macinare vittime, ormai non solo in Occidente (le terapie riparative negli ultimi anni sono sbarcate anche nei paesi arabi, come ha dimostrato tra l'altro un recente video: Il grande colibrì).

E' per questo che il libro "Curare i gay? Oltre l'ideologia riparativa" (Cortina Raffaello, 266 pp., 24 euro) a cura di Paolo Rigliano (psichiatra, psicoterapeuta e sessuologo), Jimmy Ciliberto (psicologo e psicoterapeuta sistemico relazionale) e Federico Ferrari (psicologo psicoterapeuta) riveste un'innegabile importanza grazie alla sua analisi dettagliata delle terapie riparative, dei loro rischi e della loro inconsistenza scientifica. Abbiamo intervistato i tre autori.

venerdì 24 febbraio 2012

Il governo indiano contro i gay? Arriva la smentita

hmed Mahin Fayaz (CC)
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Omosessuali di tutto il mondo, unitevi in matrimonio!
Kenya, assalto all'incontro di prevenzione contro l'HIV
I media italiani? Sono razzisti, islamofobi ed omofobi

MONDO "Governo indiano: omosessualità contro natura" o "India: governo contro i gay" hanno titolato in queste ore i giornali di tutto il mondo. E, a onor del vero, di dubbi ne lasciava davvero pochi il procuratore generale indiano Malhotra, il quale, a nome del governo di New Delhi, aveva chiesto alla Suprema Corte di rivedere la decisione con cui aveva abrogato il reato di omosessualità nel 2009: "Il sesso omosessuale è altamente immorale e contrario all'ordine sociale ed esistono alte probabilità di diffondere malattie attraverso questi atti". La situazione, però, è ben diversa da quel che sembrava a prima vista e, per fortuna, il ministero dell'interno indiano ha prontamente e ufficialmente smentito il proprio rappresentante: il governo non ha alcuna intenzione di tornare a dichiarare illegale il sesso tra uomini adulti e consenzienti (NDTV). Contro la depenalizzazione dell'omosessualità, tuttavia, molti gruppi politici e religiosi continuano a presentare ricorsi, che la Suprema Corte, dal canto suo, continua a rigettare: solo pochi giorni fa, ad esempio, i giudici hanno sostenuto che l'evoluzione della società indiana ha reso positivo il giudizio su gay e lesbiche. E avevano ragione, almeno a leggere i sondaggi che mostrano una situazione non perfetta, ma più rosea del previsto sul fronte omofobia (Il grande colibrì).

giovedì 23 febbraio 2012

Come posso incontrare arabi gay? (MOI Answers 8)

jflashphoto (CC)
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Ciao,
ho letto ieri su Pride di voi. Mi piacerebbe entrare in contatto con gay arabi che vivono in Italia.
Certo di una vostra risposta, cordialmente,
Luigi B.


Caro Luigi e cari lettori che, numerosi, ci chiedete contatti di ragazzi omosessuali arabi e/o musulmani, Il grande colibrì è un sito che si occupa di fare informazione e diffondere cultura, non è un social network né una community per organizzare incontri. Possiamo, in via eccezionale, con le dovute precauzioni e con l'esplicito consenso di tutti, mettere in contatto persone LGBTQ* musulmane tra loro, ma mai e poi mai forniremo i contatti di chi collabora a questo sito o di chi fa parte della rete dei nostri amici in Italia e all'estero. Poco importa che, come molti precisano, si cerchi un principe azzurro o un amico del cuore e non un partner sessuale: siamo costretti, in ogni caso, a rispondere con un cortese "No, ci dispiace".

Ovviamente non giudichiamo male la ricerca di amici, complici o amanti di origini arabe o di fede musulmana per ragioni estetiche, culturali o di altro tipo, ma esistono altri strumenti per fare queste ricerche. Ad esempio, molti siti di incontro gay prevedono la possibilità di cercare persone anche in base alle origini etniche e/o alla religione.

mercoledì 22 febbraio 2012

Sudafrica: contro lo stupro correttivo città paralizzate

FaceMePLS (CC)
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Mister Gay World, piccolo palcoscenico per 4 africani
Spot transofobo in Irlanda, agenzia ippica sotto accusa
Omofobia nel calcio, la federazione inglese la combatterà

MONDO Mezza Johannesburg è stata paralizzata lo scorso venerdì a causa di una marcia organizzata dall'organizzazione femminista dell'African National Congress, il più importante partito politico del Sudafrica, per protestare contro le violenze cui sono continuamente sottoposte le donne che vestono in minigonna o in modi giudicati da alcuni troppo provocante. La protesta ha riscosso l'approvazione del governo. Particolarmente importante la dichiarazione del ministro per le donne Lulu Xingwana, che ha esteso il significato della protesta ai frequenti casi di "stupro correttivo" di cui sono vittime le donne omosessuali del Paese: "Nessuno ha diritto di commetterlo: uno stupro è uno stupro. I veri uomini non stuprano, i veri uomini amano e rispettano le donne". Il premier della provincia di Gauteng, Nomvula Mokonyane, ha aggiunto che "nessuno può essere soddisfatto della situazione dei diritti umani se donne e bambini vivono nel rischio di potenziali abusi". Una seconda marcia è programmata per il prossimo 8 marzo nelle strade di Pretoria: le donne sudafricane non hanno intenzione di fermarsi (News24).

martedì 21 febbraio 2012

Una tesi sulla questione gay nei paesi arabo-islamici

Charles Roffey (CC)
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L’indifferenza è peggiore dell’odio, dice qualcuno. Forse è vero, forse no, sta di fatto che, tra tante storie di incomprensioni, di sospetti e di razzismo, scoprire che qualche giovane italiano si incuriosisce della realtà degli omosessuali musulmani è davvero importante. Enrico B. N. si è laureato in Storia Contemporanea del Mediterraneo con una tesi dal titolo "La questione omosessuale nei Paesi arabo-islamici", un lavoro che verrà presentato proprio questa sera alla Fondazione FUORI! di Torino (via Santa Chiara 1, ore 21). Lo abbiamo intervistato.


Cosa ti ha spinto a occuparti di questo tema?

Allora... Circa un anno fa ho letto un articolo sul "Venerdì di Repubblica" che faceva riferimento al libro "Les Condamnés" di Philippe Castetbon, uno scrittore francese che ha deciso di raccogliere le testimonianze di persone omosessuali che vivono in paesi in cui l'omosessualità viene punita. Leggendo poi questo libro, mi resi conto che su 81 paesi in cui l'omosessualità viene considerata un crimine, la maggioranza sono paesi arabi o islamici. Tra questi ci sono i sette paesi in cui vige la pena di morte: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Mauritania, Sudan, Yemen e alcune regioni della Nigeria in cui è in vigore la shari'ah. Dopo queste letture, ho iniziato ad interessarmi e ad informarmi per cercare di comprendere i motivi che hanno prodotto un'avversione così radicata nei confronti delle persone omosessuali nella cultura arabo-islamica.

lunedì 20 febbraio 2012

La Conferenza Islamica all'ONU: "No ai diritti LGBT"

Stephanie Kirby (CC)
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Emergenza AIDS, lo Swaziland riconosce l'esistenza dei gay
Svezia: trans sterilizzati? Anche i democristiani dicono no
Nord America, tra nozze e divorzi passi avanti per i diritti

MOI "Gli Stati dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) sono profondamente preoccupati per l'introduzione nel Consiglio per i diritti umani dell'ONU di nozioni controverse come l'orientamento sessuale e l'identità di genere". Sta passando incredibilmente sotto silenzio la lettera, resa nota da UN Watch, con cui Zamir Akram, coordinatore dell'OIC, punta il dito contro la risoluzione a favore dei diritti LGBTQ* (Il grande colibrì) e contro l'incontro sul tema previsto per il 7 marzo prossimo. I diritti umani, nelle parole di Akram, non sarebbero per nulla universali, ma il loro rispetto dipenderebbe dalle "peculiarità nazionali e regionali e dai diversi contesti storici, culturali e religiosi": insomma, una evidente contraddizione risolvibile solo proclamando o la fine di tutti i diritti umani o la "non-umanità" degli omosessuali e dei transessuali. La lettera dell'OIC rimane ambigua e cerca di confondere le acque: "Siamo ancor più preoccupati dal tentativo di concentrarsi su determinate persone in base al loro comportamento sessuale anormale, mentre non ci si concentra su esempi evidenti di intolleranza e discriminazione, in diverse parti del mondo, basati su colore, razza, genere o religione, solo per citare alcune cause". Come se combattere l'omofobia impedisse di combattere le altre forme d'odio... (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)

venerdì 17 febbraio 2012

Nozze gay con un italiano? Lo straniero resti in Italia!

Jose Antonio Navas (CC)
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India, omofobia sui posti di lavoro, ma non troppa...
Mardi Gras: sì ai musulmani, no ai raeliani intolleranti
Europa contro l'omofobia, Africa contro l'omosessualità...

CRONACA "L’autonomia dei singoli Stati nel definire la nozione di matrimonio per il diritto interno non è in contrasto con la tutela della libera circolazione delle famiglie dei cittadini europei": grazie all'espressione di questo principio da parte del tribunale di Reggio Emilia si afferma oggi la regola che chi è sposato con un cittadino italiano ha diritto a vivere con il coniuge. Il semplice buonsenso non bastava alla Questura di Bologna che, forte dell'assenza di diritti per le coppie omosessuali nel nostro paese, ha impugnato la richiesta di carta di soggiorno dello straniero che aveva contratto matrimonio con un italiano in Spagna perché il suo stato matrimoniale non era previsto dai documenti italiani. Il tribunale emiliano spazza via questa discriminazione: un matrimonio europeo è sempre valido (ImmigrazioneOggi).

MONDO E' stato pubblicato nei giorni scorsi il primo sondaggio sulle diversità e l'inclusione nei luoghi di lavoro indiani, che ha coinvolto oltre 450 intervistati ed è stato condotto nell'arco di 45 giorni. Non sorprende che l'80% riveli di aver sentito commenti omofobici negli uffici in cui lavora, ma è piuttosto incoraggiante notare che la maggior parte ritiene di non aver subito discriminazioni da parte dei superiori. E proprio in virtù di questi risultati il team di MINGLE, che ha condotto la ricerca, commenta con Il grande colibrì che "essa aiuterà le persone LGBT a valutare l'opportunità di venire allo scoperto nei luoghi di lavoro, poiché si renderanno conto che gli sforzi per nascondersi ostacolano la produttività e danneggiano lo spirito di squadra. Ugualmente i datori di lavoro capiranno come sia necessario mettere in atto politiche LGBT-friendly per assicurarsi i migliori talenti per la propria azienda". E sempre dall'India giunge la notizia che la Suprema Corte, rigettando una serie di ricorsi di gruppi politici e religiosi, ha confermato la depenalizzazione e la legalizzazione di fatto dei comportamenti omosessuali: "L'omosessualità va considerata nel contesto di una società che cambia come molte altre cose che prima venivano considerate inaccettabili e lo sono diventate lentamente nel corso del tempo" (India Today).

mercoledì 15 febbraio 2012

UK, niente asilo alla lesbica dello Zimbabwe

BBC World Service (CC)
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Libia contro i gay all'ONU: "Minacciano la specie umana"
Uganda, governo chiude la conferenza per i diritti LGBTQ*
Una battuta per antipasto: Concia invita a cena Giovanardi

CRONACA Se appena due giorni fa la Gran Bretagna ci appariva un paese avanzato in termini di legislazione che non discrimina i gay (Il grande colibrì), dobbiamo ricrederci quando gli omosessuali sono anche degli immigrati, e non è purtroppo la prima volta (per approfondire: Il grande colibrì). La storia si ripete oggi per una donna giunta nel Regno Unito nel 1999 che dieci anni più tardi chiede asilo per non essere rimpatriata nello Zimbabwe, in quanto lesbica: la corte del Tribunale Superiore ha rifiutato la sua domanda perché "lo Zimbabwe non è certo il peggior posto al mondo per essere omosessuale". In effetti alcune aperture, specie da parte del primo ministro Morgan Tsvangirai sono state promesse se egli vincerà le prossime elezioni: ma al momento comanda ancora il presidente Robert Mugabe, ferocemente omofobo (Il grande colibrì). Poi certamente, in Africa e anche altrove nel mondo esistono posti dove gli omosessuali stanno peggio: ma a mettere nero su bianco in una sentenza che "non si registrano omicidi di stampo omofobico" e che "lo stupro correttivo è raro e non rappresenta un rischio generale" ci vuole davvero un bel coraggio... (New Zimbabwe).

martedì 14 febbraio 2012

Emotivi, consumisti, violenti: i gay come la società

Troy Marusek (CC)
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In seguito all'intervista rilasciata a questo blog da Didier Lestrade (per approfondire: Il grande colibrì), mi sono sorte alcune osservazioni riguardanti la presunta svolta a destra del mondo GLBT. E la prima è che questo è solo un sintomo della vera situazione di peggioramento culturale della società europea e non riguarda solo le persone GLBT ma tutti. Andiamo con ordine.

Se fate un giro su Facebook o sui vari altri social network, sicuramente troverete una serie di link abbastanza inquietanti che inneggiano alla pena di morte o addirittura alla tortura per pedofili, stupratori e delinquenti vari. Negli ultimi giorni ne girava uno a seguito della sentenza che ha decretato che per lo stupro di gruppo non è necessario il carcere ma ci possono essere pene alternative (leggi). L'immagine rappresentava un cappio su fondo nero e lo slogan diceva che se non li si sbatte in carcere si rende necessaria la forca.

In questi giorni poi gira un link ancora peggiore. C'è la foto di un uomo (uno che in Brasile ha violentato due bambini) ucciso e con i genitali tagliati e infilati in bocca. Sotto la foto molti commenti di gente che diceva che gli assassini avevano fatto bene, che se l'era meritata. Conosco le persone che hanno postato o condiviso questi link e non sono di destra. Anzi, molti di loro si battono per i diritti e per una società più equa. Che succede allora? Perché chiedono punizioni violente?

lunedì 13 febbraio 2012

L'albergatore non discrimini, nemmeno se è cristiano

Raptor_Jesus_LongLongCat_2 (CC)
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Tre condanne a quindici mesi per odio omofobico a Derby
Sarkozy fa il conservatore, i suoi sostenitori gay lo lasciano
Primarie USA: gara a chi è più omofobo, c'è anche Romney

CRONACA Nonostante il rammarico del commentatore e, ovviamente, dei ricorrenti, la Corte d'appello ha respinto il ricorso dei signori Bull, che gestiscono la Chymorvah House di Marazion, un paesino della Cornovaglia. I coniugi erano stati in passato condannati dal locale tribunale per aver rifiutato la camera matrimoniale prenotata ad una coppia gay: secondo i due, convinti cristiani, non era dignitoso che due uomini dormissero nello stesso letto. Ma il giudice ha spiegato nella sentenza che "chiunque può manifestare la propria credenza religiosa, ma non nel tipo di contesto commerciale che la coppia ha scelto come attività". Il Daily Mail appare scandalizzato che i diritti dei gay vengano prima di quelli di due persone rispettabili come i coniugi Bull ma il giudice è categorico: "Quando si offre un servizio non si possono usare le proprie convinzioni religiose o meno per discriminare altri". I ricorrenti erano stati condannati dal tribunale di Bristol, nello scorso gennaio, a pagare 3.600 sterline di danni alla coppia, legalmente registrata, costituita dal signor Preddy e dal signor Hall per il danno subito con il rifiuto di dar seguito alla prenotazione effettuata.

domenica 12 febbraio 2012

Svolta a destra dei gay? La parola al movimento...

Marco Sox (CC)
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Si è costruita una vera e propria frontiera
simbolica, ingabbiando tutti i musulmani entro
un unico perimetro, perché la proiezione che si
fa su di loro non fa alcuna distinzione fra chi
si oppone alle derive politiche e radicali e chi
invece pensa che l'islam sia essenzialmente politica.
Khaled Fouad Allam, L'Islam spiegato ai leghisti

Didier Lestrade, fondatore di Act Up e di Têtu, una delle voci più ascoltate oltralpe del movimento LGBTQ*, accusa gli omosessuali di Francia e d'Europa di avere "una mentalità di destra, dal momento che, in fin dei conti, ce l'hanno contro le minoranze, contro gli arabi e i neri, contro le religioni, contro la periferia. E' una mentalità che ha già incorporato il razzismo e la xenofobia" (per approfondire: Il grande colibrì). Abbiamo chiesto ad alcune importanti figure del mondo gay del nostro Paese un parere sulle sue opinioni.

A rispondere per primo è stato, con uno sfogo senza peli sulla lingua, Giovanni Dall'Orto, attivista e intellettuale: "Magari il mondo gay fosse islamofobo, così come cristianofobo, giudeofobo, buddistofobo e induistofobo! Magari! Purtroppo Lestrade se l'è sognata una cosa tanto bella e giusta! Che da parte dei gay sarebbe pura e semplice legittima difesa. Basta baciare le Sacre Pantofole di tutti i clericali, e i mullahricali, e i rabbinocali, e i bonzocali, e i braminocali del mondo!". Quando tenta di moderare le sue parole, tuttavia il concetto non cambia: "L'Islam condanna a morte gli omosessuali, e questo si lamenta che il mondo gay è 'islamofobo'? E' come accusare gli ebrei di essere 'nazistofobi'! Magari l'accusa di Lestrade è anche vera, ma sarebbe preoccupante se non lo fosse: vorrebbe dire che ci lasciamo massacrare senza reagire!".

sabato 11 febbraio 2012

Un mondo al contrario, il coming out di Michael

Marion Cerrato (CC)
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Per molti suona come un film già visto e, in un certo senso, lo è. Ricorda da vicino il ragazzo a tavola che inquadrato di fronte (dal punto di vista dei genitori), confessa di essere eterosessuale: poi la camera stacca sui due padri che deglutiscono e vanno avanti a mangiare facendosi andar giù il boccone amaro (il video era uno spot a favore dell'adozione per i gay reperibile su YouTube).

Ma la notizia è in realtà molto diversa ed è quella di una storia di confusione ed autoaccettazione, ma anche di un nucleo familiare aperto e disponibile. Michael è un ventunenne di Køge, una cittadina 40 chilometri a sud di Copenhagen: per anni porta a casa solo amici maschi, si appassiona al teatro più che alla Champions League, non ama la birra. Per gli stereotipi, che pure nella provincia danese faticano a scomparire, ce n'è a sufficienza per aspettarsi che il ragazzo sia gay. Lui stesso non deve avere avuto le idee chiare per un bel po', ma ha certamente avuto una famiglia che l'ha protetto dalle facili ironie.

Va detto che non siamo in capo al mondo: Køge è collegata con un treno DSB suburbano per la capitale ogni dieci minuti dalle 5 del mattino a mezzanotte, il tempo di percorrenza è di quaranta minuti. Copenhagen è una città molto aperta e tollerante, vanta la prima unione civile tra le persone dello stesso sesso (per approfondire: Il grande colibrì) ma anche il Centralhjornet, primo locale apertamente dedicato alla clientela omosessuale al mondo, risalente agli anni Trenta. Insomma, fosse stato gay, con una famiglia molto aperta e un contesto piuttosto ovattato, non avrebbe certo avuto problemi.

venerdì 10 febbraio 2012

Nuove frontiere omofobiche: bagni separati per i gay

Oliver Müller (CC)
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L'Africa e l'omofobia: intolleranza e forse qualche dubbio
Dall'Indonesia film trans alla Berlinale, ma siti gay chiusi
Svezia sotto accusa: l'Europa condanna volantini omofobi

CRONACA La chiesa d'Inghilterra farebbe bene a non osteggiare i diritti LBGTQ*: secondo una coalizione di gruppi di supporto ai diritti omosessuali, che include ben dodici sigle, infatti, senza la presenza di clero omo o transessuale, la chiesa anglicana collasserebbe (PinkNews). E passando da Londra a Londrina, dall'Inghilterra al Brasile, altri diritti vengono negati e irrisi con la pretesa di rispettare diritti degli eterosessuali che non sono minimamente messi in discussione: una scuola di questa modesta cittadina a 500 chilometri da San Paolo ha diviso i bagni per gli etero e i bagni per i gay, per venire incontro al disagio dei ragazzi "normali", che non se la sentirebbero di condividere gli stessi gabinetti con i compagni omosessuali (LadoA). Di scuola in scuola andiamo a Mombasa, dove un gruppo di ragazze ha ammesso davanti ad una commissione distrettuale di aver avuto relazioni omosessuali con altre compagne e sono state sospese dalle lezioni: in Kenya l'omosessualità non è ammessa dalla legge, anche se la repressione non raggiunge i livelli ugandesi (Capital FM News).

giovedì 9 febbraio 2012

L'Islam progressista di Ani Zonneveld (MOI Voices 7)

Bernat Casero (CC)
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Già poco dopo l'11 settembre 2001 i musulmani progressisti del Nord America iniziarono a organizzarsi e, attraverso varie evoluzioni, nel 2007 Ani Zonneveld e Pamela Taylor hanno fondato Muslims for Progressive Values (Musulmani per i Valori Progressisti; sito). L'associazione si è sviluppata velocemente nel corso degli anni e oggi conta sezioni negli Stati Uniti (Los Angeles, Washington D.C., Atlanta, Philadelphia, mentre New York deve accontentarsi di un solo affiliato) e in Canada (Ottawa e Toronto). Il suo decalogo di principi, tradotto in italiano da Il grande colibrì (leggi), si sta diffondendo molto rapidamente e costituisce un punto di riferimento importante per molti musulmani non fondamentalisti in tutto il mondo. Ani è la presidente del gruppo fin dalle sue origini ed oggi ci illustra le idee della sua associazione.


Se dovessi scegliere un filo rosso che leghi tutti i principi del decalogo di MPV, quale sceglieresti?

Il filo rosso potrebbero essere i diritti dell'individuo. Riconoscere i diritti dell'individuo rende le persone libere, dà loro la libertà di pensare, di esprimere se stesse, di vivere la propria identità, di praticare qualsiasi fede o nessuna, di vivere libere dall'oppressione, di vivere in pace. Non si può raggiungere la pace interiore se i diritti dell'individuo non sono rispettati.


mercoledì 8 febbraio 2012

Matrimoni gay, per la California cade il divieto

Jürgo (CC)
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Uganda, torna alla ribalta la legge anti-omosessuali
Tunisia, i gay abusati nella faida della battaglia politica
Bandiere LGBT contro Putin, ma la repressione avanza

MONDO Sebbene frutto di una consultazione popolare, il bando californiano ai matrimoni gay, nato dal voto del 2008 in cui il 52% dei votanti si espresse contro l'estensione dei diritti matrimoniali anche alla popolazione omosessuale, è stato ieri dichiarato incostituzionale dalla Corte d'Appello di San Francisco. La notizia ha naturalmente gettato nel panico i gruppi cristiani omofobi della California, pronti ad accusare le star di Hollywood che hanno appoggiato la battaglia abolizionista e a riprendere la battaglia alla Corte Suprema contro "l'attacco orchestrato al matrimonio naturale". L'abolizione della norma, "che non ha avuto - secondo la sentenza - alcun effetto se non quello di sminuire lo status e la dignità di gay e lesbiche", non basta però né a far tornare in vigore il matrimonio tra persone dello stesso sesso in California né ad abrogare norme simili approvate da altre assemblee nazionali: per quello sarà necessario un pronunciamento finale a Washington (LA Times). E un'altra sentenza è attesa in Spagna, da parte del nuovo governo del Partito Popolare: il ministro della giustizia Alberto Ruiz Gallardón annuncia infatti che l'esecutivo non modificherà la legge sui matrimoni gay istituiti da Zapatero fintanto che la Corte costituzionale non si pronuncerà in materia, valutando il ricorso fatto dal PP nel 2005 (La Nueva España).

martedì 7 febbraio 2012

Lo stallone dell'ippodromo col cavallo abbassato

Da YouTube
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Quando due persone hanno voglia, ogni posto è buono. E di sicuro se due amici sono contenti per qualche cosa di positivo accaduto loro, è difficile pensare ad un modo migliore per festeggiare. Tuttavia fare sesso a bordo pista all'ippodromo è particolarmente originale, specie se l'atto viene ripreso e trasmesso a centinaia di migliaia di spettatori sintonizzati per vedere ben altri stalloni (YouTube).

Ora il protagonista, riconosciuto dalle telecamere dell'ippodromo di Trondheim ed individuato (mentre dell'amico che stava davanti a lui a ricevere il grazioso omaggio non è stata resa nota l'identità) probabilmente grazie al fatto che nel gelo norvegese gli spettatori erano veramente pochi, nega che quel movimento a bordo pista fosse un vero atto sessuale - anche se è difficile credere che si sia abbassati i pantaloni insistendo a percussione sul fondoschiena che aveva davanti senza questo valido motivo...

Ørjan ha diciott'anni, vive a Byåsen ed aveva appena vinto 2000 corone norvegesi (circa 250 euro) grazie al cavallo Soløy Morten quando con il cavallo dei propri pantaloni abbassato ha festeggiato in compagnia di uno dei due amici con cui era andato a vedere le corse.

lunedì 6 febbraio 2012

Il calcio a scuola di rugby per combattere l'omofobia

Charles Roffey (CC)
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L'omosessualità non si cura: non si può, non si deve!
Musulmani omofobi? Con l'integrazione non è più vero
La polizia di New York tortura e insulta i transessuali

CRONACA Con il documentario trasmesso con successo da BBC3 sulla vita di Justin Fashanu, il dibattito su calcio ed omosessualità sembra essersi riaperto in modo positivo, tanto che tutta la serie A inglese sarebbe pronta a sottoscrivere un protocollo sulla questione. Tuttavia, avverte Adrian Tippetts sul sito PinkNews, forse anche i media e le associazioni LGBTQ* dovrebbero indirizzare meglio le loro aspettative e le loro proposte. Al momento, infatti, tutto il dibattito sembra concentrato sull'assenza di un calciatore di primo piano che faccia coming out, senza considerare che affinché questo possa avvenire (ed è comunque una richiesta forte, perché normalmente uno viene allo scoperto con la famiglia, gli amici e i colleghi, non con una nazione) occorre creare strutture, oltre che regole, che sostengano chi decide di fare questa scelta. "Nel rugby - spiega Tippetts - tutte le maggiori squadre hanno funzionari dedicati ai giocatori gay e costantemente i gruppi LGBT offrono il loro appoggio ai giocatori che ne hanno necessità". Inoltre i messaggi della Federazione calcistica inglese sono raramente chiari anche quando puniscono giocatori o pubblico macchiatisi di intolleranza omofobica: forse le stesse istituzioni potrebbero avere più coraggio e mettersi in gioco direttamente. Ma questo probabilmente è chiedere troppo...

domenica 5 febbraio 2012

Gay a destra in Francia: l'analisi critica di Zahed

Libération 09.01.2012
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Il libro di Didier Lestrade "Pourquoi les gays sont passés à droite" (Perché i gay sono passati a destra) sta facendo discutere tutta la Francia. Oltralpe, in un clima di sgomento e quasi di impotenza di fronte al continuo rafforzamento dell'estrema destra, il movimento LGBTQ* si interroga sul proprio futuro, sulla propria natura.

Le tesi di Lestrade, a dirla tutta sembrano convincere pochi omosessuali francesi: "Che ci siano gay sia di destra che di sinistra la trovo una cosa più positiva che negativa" dice qualcuno, mentre altri sono più duri: "Sono cretinate: il suo obiettivo non è il razzismo, ma l'universalismo ed i valori repubblicani che lui odia più di ogni altra cosa". E ancora: "E' vero, l'estrema destra in Europa, come fa l'Unione Democratica di Centro svizzera o il Fronte Nazionale qui da noi, si presenta come protettrice dei gay contro i musulmani, ma i gay non si faranno abbindolare". E infatti, secondo i sondaggi ben il 17% delle persone LGBTQ* voteranno per i neofascisti...

Dopo avere intervistato Lestrade il giorno stesso dell'usicta del suo pamphlet nelle librerie francesi (Il grande colibrì), oggi vi proponiamo il punto di vista su queste analisi di un osservatore privilegiato sulle dinamiche tra estrema destra, omosessualià, razzismo e islamofobia: Ludovic Lofti Mohamed Zahed, nato in Algeria e cresciuto in Francia, è il portavoce dell'associazione HM2F Homosexuel-les musulman-es de France (Omosessuali Musulmani di Francia; sito).


sabato 4 febbraio 2012

Racconti erotici in formato digitale: ecco lite editions

©2012A.Meis per ilgrandecolibri.com
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"Per la prima volta nella sua giovane vita, Elias sperimentava il piacere riflesso, quello che deve sentire una donna quando si dedica a un uomo per farlo godere, lo sentiva attraverso le dita, il sangue che arriva a fiotti, che gonfia la carne sempre di più, che tende e arrossa la pelle. Il fiato che manca, il piacere che muove le corde vocali facendole vibrare di suoni inarticolati, l'abbandono di ogni controllo, il potere anche".

Nell'incongruenza di una donna che espone le proprie nudità nascosta dalle grate d'argento di una finestra, negli odori inebrianti di piante e fiori sotto il cielo stellato di Fès, nelle antiche strade labirintiche di questa città marocchina, lo svizzero Elias perde l'orientamento (quello sessuale, prima di tutto) e, nel caldo che quasi lo fa svenire, non perde i sensi, ma ne acquista di nuovi: sarà il seno "rotondo come il vostro pane e dello stesso colore dorato" della pazza alla finestra o saranno le labbra di Samir a conquistare il suo cuore?

Maya Sokol, in "Rose e gelsomino", primo episodio di una serie di racconti erotici ambientati in Marocco, utilizza tutti i luoghi comuni dell'orientalismo come note già sentite per comporre una musica ipnotica e suadente. Un ottimo biglietto da visita, sapiente e raffinato, per la lite editions (sito), una casa editrice che sta cercando di affermarsi nel difficile mercato degli e-book.

venerdì 3 febbraio 2012

Anche lo stato di Washington dice sì ai matrimoni gay

Tim Berberich (CC)
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Milano, destra scatenata contro un libricino per bambini
Allarme Ungheria: "I giochi gay? Sono la fine del mondo"
Omofobia in Europa, solamente Cipro peggio dell'Italia

MOVIMENTO Il Senato di Washington ha deciso di allargare anche agli omosessuali il diritto a sposarsi. Sebbene il voto abbia diviso tanto la maggioranza democratica quanto l’opposizione repubblicana, la nuova legge dovrebbe passare senza intoppi anche alla Camera, mentre la minaccia di ricorrere ad un referendum abrogativo fa poca paura. A meno di clamorosi colpi di scena, quindi, Washington sarà il settimo stato USA a celebrare matrimoni tra coppie dello stesso sesso (TIME). Una notizia che avrà certamente rattristato la ragazzina di 14 anni che, nel Maryland, aveva lanciato questa supplica ai parlamentari nel giorno del suo compleanno: “Sarebbe il più bel regalo della mia vita se votaste no al matrimonio gay”. Perché? “Sto davvero male per i bambini che hanno due genitori dello stesso sesso” ha aggiunto, senza lasciarsi sfuggire subito dopo un bello spot per il movimento degli “ex-gay” (ThinkProgress). Ancora peggio della ragazzina, però, deve esserci rimasto John Sentamu, arcivescovo di York, figura di vertice della Chiesa d’Inghilterra: se lui aveva invocato ribellioni contro il matrimonio gay, ecco che invece 120 ecclesiastici anglicani sottoscrivono una lettera chiedendo di poter celebrare le unioni civili omosessuali in chiesa. I firmatari comunque precisano di non fare campagna a favore del matrimonio (BBC).

giovedì 2 febbraio 2012

L'outing di Lestrade: i gay sono diventati di destra

Angelo (CC)
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Giornalista, scrittore, ideatore di alcune delle serate house più importanti d'Europa, Didier Lestrade ha avuto un ruolo chiave in così tanti ambiti che è impossibile elencarli tutti in poche righe. Ricordiamo qui solo il fatto che è stato tra i fondatori di Act Up in Francia, nel 1989, e ha dato vita, nel 1995, a Têtu, la più importante rivista gay d'Oltralpe. Oggi scrive un blog considerato tra i più influenti al mondo nel campo della cultura LGBTQ*.

Incontriamo Lestrade per discutere della sua ultima opera, "Pourquoi les gays sont passés à droite" (Perché i gay sono passati a destra), che esce oggi nelle librerie francesi per i tipi di Seuil. Un libro che sembra preveggente, se si considera che gli ultimi sondaggi attribuiscono più del 50% dei voti delle persone LGBTQ* al centro-destra e, in particolare, addirittura il 17% al Fronte Nazionale (FN), il movimento nazionalista dei Le Pen.


Come si spiega la scelta di molte persone LGBTQ* di votare a destra?

Credo che sia una scelta comprensibile, dal momento che riguarda tutto il paese: l'FN otterrà un risultato molto importante e quindi si tratta di un problema nazionale che perdura nel nostro paese da più di 25 anni. Ma Marine LePen è riuscita a cambiare completamente l'immagine del suo partito agli occhi dei gay, i quali sono molto delusi e frustrati per il ritardo della Francia in tema di matrimonio gay e omogenitorialità.

mercoledì 1 febbraio 2012

Curare l'omosessualità, una mania fondamentalista

Jason Hill (CC)
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Nuove norme per gli affitti negli Usa: vietato discriminare
Film su lesbiche iraniane arriva in segreto anche a Teheran
Il rapper pentito: jihad è amare i gay incondizionatamente

CRONACA Un video postato su YouTube in cui si affronta ancora una volta l'omosessualità come un disturbo da curare ha dato l'occasione ad un gruppo di militanti LGBTQ* degli Emirati Arabi Uniti di lanciare una campagna contro il filmato e di diffondere notizie sul trattamento riservato a gay, lesbiche e transgender negli Emirati. Il video, che descrive la condizione in modo offensivo ed estremamente sbrigativo, mostra un ragazzo effeminato che viene "curato" da due veri uomini a forza di taglio dei capelli, insegnamenti sulla postura e sugli atteggiamenti virili. Intitolato in modo truffaldino "Be yourself" (Sii te stesso), il video ha fin qui raccolto 170 giudizi negativi e otto positivi (Gay Middle East). Purtroppo da Canterbury non giungono notizie migliori: il vescovo locale ha infatti scritto all'associazione inglese di psicoterapia che sta trattando il caso della psichiatra Pilkington, accusata di condotta non professionale per essersi prestata (su richiesta dell'interessato, dice la terapista) a tentare di guarire l'omosessualità di un paziente. La lettera è firmata anche da diversi altri prelati e parla dell'accusata in termini estremamente positivi per la sua condotta cristiana: probabilmente non influenzerà il giudizio della commissione, ma è certamente un segno dell'intolleranza diffusa, anche nella chiesa inglese, nei confronti dell'omosessualità (Press Association).