Queer Voices of Pakistan, per ascoltare chi non è ascoltato

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Faisal Ziad (Sunny) in Queer Voices of Pakistan

Il mondo è diventato un’icona su un touchscreen. E lo stesso è successo alle voci che vengono da diverse parti del mondo. Le persone non cercano più ispirazione dalla propria stessa cultura. Oggi un insegnante di Mumbai può essere d’ispirazione per un adolescente di Toronto. Una catena di cibo australiano può seguire il modello di business di un’azienda simile in Turchia. Tutto questo sta succedendo perché gli esseri umani hanno intrapreso una nuova fase della loro evoluzione.

Faisal Zia e Elena De Piccoli

In questo quadro Il Grande Colibrì porta al pubblico europeo le voci queer del Pakistan in una modalità molto interessante: Faisal Zia (detto Sunny), un ex disk jockey, porterà le realtà inascoltate degli attivisti queer dal Pakistan sulla nostra piattaforma.

È ormai tempo che le ispirazioni nascoste di tutti questi attivisti che hanno portato il cambiamento nella società pachistana siano conosciute nel resto del mondo. Il Pakistan è un luogo pieno di sfide quando si parla di persone queer e in queste circostanze chi ha lottato per il cambiamento necessario ed è riuscito a rivoluzionare le cose merita un bell’applauso. Faisal è pronto a portare al pubblico europeo le voci queer del Pakistan.

Dopo aver completato la ricerca e la scrittura del film documentario “Allah Loves Equality” (per cui è in corso un crowdfunding), che ha aperto gli occhi a Faisal sulla necessità di far ascoltare chi non è ascoltato, ora è tempo di riconoscere coloro che hanno fatto molto per le minoranze sessuali in Pakistan.

La partner italiana del progetto sarà Elena De Piccoli, attivista per i diritti umani, che ha collaborato a “Allah Loves Equality” viaggiando in Pakistan. Il suo amore per il paese e per il popolo pachistano e il suo punto di vista di italiana costituiscono un mix prezioso che aiuterà ad aumentare sempre più quelle voci che dovrebbero essere ascoltate in tutto il mondo.

Come funghi dopo il monsone

Il Pakistan è un paese in via di sviluppo con una pluralità di culture e di lingue che fioriscono sul suo territorio. Le minoranze sessuali stanno uscendo alla scoperto lentamente, come funghi dopo il monsone.

In un solo anno il Pakistan è diventato un modello per molti paesi per quanto riguarda il riconoscimento di agevolazioni e dei diritti fondamentali alla comunità transgender. In Pakistan è stato introdotto il Transgender Protection Rights Bill (legge di protezione dei diritti delle persone transgender). La prima modella trans ha sfilato sulla passerella, una giornalista transgender è andata in diretta in TV. 13 attiviste trans parteciperanno alle prossime elezioni politiche nazionali. Tutto questo è successo solo nell’ultimo anno.

Non ci sono dubbi: la comunità transgender sta facendo grandi passi in avanti in Pakistan. Ma nello stesso tempo l’omosessualità rimane un tabù: non c’è ancora nessuna legge che protegga la popolazione omosessuale.

Interviste da settimana prossima

Queer Voices of Pakistan” (Voci queer del Pakistan) racconterà al mondo i recenti e rapidi progressi avvenuti in Pakistan e le idee e le motivazioni che spingono tutti gli attivisti. Proveremo a intervistare più persone possibile per portarle alla ribalta. E ci accerteremo che tutti i volti più conosciuti nelle loro interviste affrontino temi molto diversi.

Non è facile essere attivisti in un paese come il Pakistan, ma il mondo deve sapere cosa spinge una persona a fare il grande passo di diventare attivista. Il nostro principale obiettivo sarà quello di ritrarre le vere battaglie e le vere motivazioni degli attivisti per i diritti umani in modo da avere sempre più sostenitori in tutto il mondo.

La nostra prima intervista sarà pubblicata settimana prossima: rimanete sintonizzati!

redazione pachistana
traduzione di Pier Cesare Notaro
©2018 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

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