Taiwan, arriva il primo “sì” per i matrimoni gay

Una manifestazione per il matrimonio gay a Taiwan

Il parlamento di Taipei, grazie anche al forte appoggio del governo, ha mosso il primo passo importante per trasformare Taiwan nel primo paese asiatico a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso: una commissione parlamentare ha approvato il disegno di legge che permetterà alle coppie omosessuali di sposarsi. Ora deve arrivare il voto positivo dell’assemblea parlamentare, dopo una discussione che è prevista per aprile o maggio del 2017 [Focus Taiwan].

La comunità LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali) dell’isola è comunque già in festa, come anche gli attivisti della Cina continentale. Per esempio, Ah Qiang, fondatore dell’associazione cinese dei parenti e degli amici di omosessuali PFLAG China, ha dichiarato a Global Times che il voto taiwanese è una “pietra miliare fondamentale per tutta la regione”, immaginando che i progressi sull’isola indipendente possano avere influenze importanti anche per la Cina comunista.

La proposta in discussione non modificherà l’attuale articolo del codice civile che regola i matrimoni e che fa esplicito riferimento al fatto che gli sposi siano un uomo e una donna, ma aggiungerà semplicemente un nuovo articolo in cui si affermerà che anche le coppie dello stesso sesso possono convolare a nozze. Il piccolo escamotage serve soprattutto per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che semplicemente si allargano i diritti e che le coppie eterosessuali non saranno in alcun modo danneggiate.

I taiwanesi, infatti, si stanno dimostrando sempre più ostili al riconoscimento del diritto al matrimonio per le persone LGBQTI: se ancora a novembre i favorevoli erano più numerosi dei contrari, un sondaggio della Fondazione sull’opinione pubblica taiwanese pubblicato oggi ha mostrato come ormai il 56% si dichiari contro le nozze gay e solo il 38% rimanga a favore. L’ipotesi di unioni civili, che evitino l’equiparazione giuridica delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali, divide la società taiwanese in due parti uguali (44% di favorevoli e 44% di contrari) [Focus Taiwan].

Questa ostilità crescente, che sembrava destinata a placarsi dopo lo shock del suicidio del francese Jacques Picoux, professore gay all’Università nazionale di Taipei [Il Grande Colibrì], si è espressa anche in grandi manifestazioni di protesta: anche oggi migliaia di persone hanno invaso le strade della capitale nella speranza di convincere il parlamento e il governo a fare marcia indietro.

 

Pier
©2016 Il Grande Colibrì

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