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In questi giorni di emergenza le persone più fragili sono più in difficoltà, quale che sia la loro condizione e la loro origine. Ma alcune sono ancora più soggette a precarietà, spesso imposta da quello Stato che dovrebbe assisterle. È il caso delle persone straniere in Italia, e in particolare di quelle richiedenti asilo o rifugiate e di quelle che non sono in strutture formali o sono senza fissa dimora, che un sistema di accoglienza diventato progressivamente più rigido e accentratore, mette a grave rischio.

Per queste ragioni l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) ha proposto a molte associazioni impegnate a difendere i diritti di migranti e richiedenti asilo, di sottoscrivere un appello alle istituzioni governative per restituire dignità di cittadini alle persone straniere in Italia, in attesa di giudizio da parte delle commissioni o dei giudici e inserite nelle grosse strutture volute dagli ultimi provvedimenti governativi in materia e per chi è in insediamenti informali o senza fissa dimora. I rischi di contagio di queste persone sono maggiori perché le condizioni igieniche, abitative e sociali in cui vivono le mette più a rischio (e il rischio si riflette naturalmente su chi con queste persone entra in contatto o lavora).

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Garantire sicurezza e dignità

Nel documento, firmato al momento da quasi cento associazioni italiane, tra cui Il Grande Colibrì, si chiede la chiusura di tutti i centri di accoglienza di media e grande dimensione, tornando a privilegiare un sistema di accoglienza diffusa che ha dato negli anni passati risultati migliori e garantisce maggiore sicurezza. Si chiede anche il ripristino delle libertà di movimento per lavoro che sono state sequestrate senza valida motivazione in molte delle strutture attualmente in funzione.

Si chiede infine che possano trovare accoglienza anche le persone titolari di permesso di soggiorno, ma attualmente escluse dalle strutture di accoglienza e, con il dovuto rispetto delle garanzie personali, anche delle persone che sono senza fissa dimora o risiedono in condizioni che non ne garantisca la sicurezza personale. Vanno inoltre restituite a tutte queste persone, in coerenza con le disposizioni del Ministero della salute del luglio scorso, le garanzie sanitarie che attualmente sono spesso negate o abbandonate al buon cuore degli operatori sanitari o all’intervento di associazioni che operano sulla strada.

uomo nero maglietta righeÈ inoltre necessario sospendere le procedure di espulsione, bloccare per almeno sei mesi o un anno l’allontanamento dalle strutture già in corso di esecuzione e prorogare i permessi di soggiorno in scadenza o scaduti durante le ultime settimane, così come dev’essere sospeso ogni ulteriore ingresso nelle medie e grandi strutture, che, oltre alle criticità già segnalate in passato, possono rappresentare una fonte di rischio sanitario per le loro popolazioni e per gli operatori che vi lavorano. Da ultimo si chiede che venga offerto un porto sicuro per sbarcare i profughi soccorsi in mare, anche in assenza di un accordo per la loro redistribuzione in sede europea.

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Nuove leggi per l’immigrazione

L’appello guarda anche al dopo emergenza, tornando a chiedere la revisione delle norme attualmente in vigore: “È necessario ricordare che le/i cittadine/i straniere/i, le organizzazioni e i movimenti che si mobilitano per la salvaguardia dei diritti sono da molto tempo in attesa, tra gli altri, di due fondamentali interventi da parte del legislatore. Com’è noto, i cosiddetti ‘Decreti sicurezza’, emanati dal governo precedentemente in carica, hanno drasticamente peggiorato la disciplina giuridica delle politiche migratorie e molte/i cittadine/i straniere/i e organizzazioni solidali si sono mobilitati per la loro abrogazione.

In aggiunta, è al vaglio della Commissione affari costituzionali l’ipotesi di una riforma della disciplina dell’acquisizione della cittadinanza italiana, attesa da quasi trent’anni. Le azioni del legislatore e dell’esecutivo sono, in questi giorni, specificatamente finalizzate al contenimento degli effetti dell’epidemia: è assolutamente necessario che, non appena la crisi sarà superata e i lavori parlamentari riprenderanno ad avere carattere ordinario, si affronti l’imprescindibile tema della riforma della disciplina dell’immigrazione“.

Michele Benini
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: elaborazione da 1680898 (CC0) / Il Grande Colibrì

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