Il parlamento delle Filippine ha pubblicato un sondaggio su internet per chiedere l’opinione della popolazione sulla legalizzazione delle unioni civili. Il quesito sul quale i cittadini devono votare online è: “Sei a favore della proposta del Parlamento di legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso come unioni civili nel paese?“.
Al momento in cui pubblichiamo, il 58% ha espresso parere positivo, “perché così le coppie omosessuali avranno gli stessi diritti civili“, mentre il 42% si è detto contrario, “perché l’intenzione di fondo è legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso che personalmente ritengo essere sbagliato“.
Un sondaggio che divide
Il movimento LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) del paese ha però criticato il governo per la scelta di pubblicare questo sondaggio online: la consultazione non ha nessun valore legale e secondo gli attivisti non è stata adeguatamente preannunciata.
Secondo il gruppo Lesbian and Gay Legislative Advocacy Network Philippines (Rete attivista legislativa lesbica e gay delle Filippine; LAGABLAB) “è fuorviante e irresponsabile chiedere un’opinione pubblica su una questione complessa con informazioni così inadeguate e così poche scelte“. La risposta del “no” nel quesito è motivata con semplice “personalmente credo che sia sbagliato“!

Lo stallo legislativo
Il sondaggio si pone come uno degli ultimi passaggi di uno stallo politico sul tema delle unioni omosessuali che va avanti da alcuni anni. Già l’anno scorso la Corte suprema aveva preso in considerazione la possibilità di approvare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La dichiarazione seguiva un caso cominciato da un avvocato gay, Jesus Falcis, che nel 2015 aveva affermato che il codice della famiglia filippino, che limita il matrimonio all’uomo alla donna, dovesse essere dichiarato incostituzionale.
Inoltre dal 2017 il parlamento ha in cantiere una proposta di legge per creare le unioni civili, che però non è ancora stata approvato definitivamente.
La necessità di cambiare
Il paese ha decriminalizzato l’omosessualità nel 1932, ma da allora nessun riconoscimento legale è stato concesso, anche se la società si è mostrata abbastanza aperta nei confronti della comunità LGBTQIA. Se da un lato il Pew Research Center nel 2013 ha evidenziato come per il 73% della popolazione filippina la società dovrebbe accettare l’omosessualità, dall’altro nel paese la Chiesa Cattolica continua ad avere un ruolo molto importante nell’influenzare l’identità e la storia del paese.
Le consultazioni indette dal parlamento continuano ad andare avanti, così come il dibattito pubblico sul tema. Le Filippine sono considerate uno dei paesi asiatici più gay-friendly e, dopo l’esempio di Taiwan che ha da poco legalizzato il matrimonio omosessuale, il governo potrebbe cedere e garantire i diritti che da tempo la società filippina sta attendendo.
Antonella Cariello
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