Il mese del Pride è appena terminato e come sempre ci si chiede se sia ancora necessaria una manifestazione come questa. Infatti sono stati innumerevoli i passi in avanti che le politiche pro-LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) hanno compiuto in gran parte dell’Europa e questo può farci credere che non ci sia più bisogno di sensibilizzare l’opinione pubblica e la società sulle tematiche legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale. Purtroppo, non è così. Se da un lato le tutele legali hanno fatto enormi passi in avanti, dall’altro assistiamo a un graduale deterioramento dell’accettazione della comunità da parte della società civile.
In una recente analisi del Guardian, è venuto fuori che i reati motivati da omofobia e transfobia sono più che raddoppiati in Inghilterra e in Galles negli ultimi anni: il numero di crimini di odio (hate crimes) è infatti vertiginosamente aumentato del 144% tra il 2013- 2014 e il 2017-2018. Ancora recentemente, aveva fatto il giro dei social la notizia di due donne lesbiche assalite su un autobus a Londra, mostrando al mondo come l’omofobia sia ancora radicata nella società. Inoltre, secondo un report del 2017, in Gran Bretagna una persona omosessuale e bisessuale su 5 ha avuto esperienza di discriminazione o violenza a causa del proprio orientamento sessuale. E il dato aumenta a due persone su 5 nel caso delle persone trans.
Questo trend riguarda anche l’Italia. Una recente classifica dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha mostrato chiaramente come nel nostro paese l’accettazione verso le minoranze sessuali sia in continua diminuzione. Dati come questi ci fanno comprendere quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione sulle tematiche LGBTQIA anche in contesti nei quali importanti traguardi sono stati raggiunti nell’ambito dei diritti. Purtroppo, il raggiungimento di tutele legali e di leggi antidiscriminatorie non sembra essere abbastanza se non è accompagnato da un’educazione all’inclusione della diversità. Il processo educativo è sicuramente un percorso più lungo, ma oggi è quanto mai urgente, in un clima di crescente odio e intolleranza verso tutto ciò che viene considerato “diverso”. Non bisogna soltanto cambiare le leggi, ma cambiare i pregiudizi culturali e sociali.
Antonella Cariello
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì
Leggi anche:
Due terzi dei lavoratori LGBT subiscono molestie sessuali
Giovani omosessuali e bisessuali a rischio autolesionismo


