Gli occhi di Melania Geymonat fissano l’obiettivo e sembrano chiedere il perché. Accanto a lei Chris, la sua compagna, si osserva le mani sporche di sangue con un’espressione sgomenta. Nella notte tra il 29 e il 30 maggio, le due donne sono state vittime di un violento attacco di matrice omofobica. Un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni si sono accaniti su di loro insultandole e picchiandole. Il terribile episodio si è verificato su un autobus diretto a Camden Town, il quartiere londinese dove risiede Chris.
Aggressione omofoba
È stata la stessa Melania a denunciare l’accaduto sul suo profilo Facebook: “Stavamo tornando a casa dal nostro appuntamento quando all’improvviso un gruppetto di sconosciuti si è avvicinato a noi con fare minaccioso. Volevano che ci baciassimo per potersi divertire guardandoci, ci chiamavano ‘lesbiche’ e descrivevano posizioni sessuali”.
Per sdrammatizzare la situazione, Melania comincia a fare battute: “Speravo che questo li calmasse e che così ci avrebbero lasciato in pace. Chris ha anche finto di sentirsi male per cercare di allontanarli, ma è stato tutto inutile. Invece di andarsene quei tizi hanno continuato a insultarci e a lanciarci monetine”. La situazione si fa sempre più tesa finché le cose non precipitano del tutto: “Ricordo che Chris si trovava in mezzo all’autobus e che tre di loro la stavano picchiando. D’istinto sono corsa verso di lei e ho visto che aveva la faccia coperta di sangue. A quel punto ho avuto un capogiro e sono caduta all’indietro”.

Una condanna unanime
La notizia del brutale pestaggio ha fatto rapidamente il giro del mondo e ha sollevato grande indignazione e sconcerto. Numerose condanne sono arrivate anche dal mondo politico inglese. Theresa May ha definito l’attacco “ripugnante” e ha aggiunto che ora come ora è più che mai necessario lavorare insieme per sradicare la violenza omofobica. Sulla stessa linea anche il leader Laburista Jeremy Corbyn, che ha espresso la sua solidarietà alle vittime e all’intera comunità queer.
Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha dichiarato che nella sua città “i crimini dell’odio contro la comunità LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersex) non saranno tollerati” e ha invitato i cittadini a rivolgersi a Scotland Yard per fornire informazioni utili. Gli sforzi della polizia sono peraltro stati premiati: secondo quanto riportato dai media, gli agenti hanno già fermato cinque persone. I fermati, tutti di età compresa tra i 15 e i 18 anni, sono accusati di lesioni fisiche aggravate e di furto (alle due vittime sarebbero infatti stati sottratti un cellulare e una borsa).
“Non abbiamo paura”
Nonostante la terribile esperienza subita, le ragazze non si sono lasciate abbattere. “Ero e sono arrabbiata” ha spiegato Chris in un’intervista alla BBC. “È stato spaventoso ma la cosa che mi fa andare su tutte le furie è che questa non è una situazione nuova“ ha aggiunto la giovane donna, lasciando intendere di aver subito altri attacchi omofobi, anche se mai così violenti. “Ci hanno preso di mira non solo in quanto donne che uscivano insieme, ma anche perché siamo donne” ha aggiunto Melania con un sospiro.
Entrambe si sono comunque dette pronte a lottare per se stesse e per tutti coloro che si trovano nella loro stessa situazione. “Non ho paura di mostrarmi per quella che sono” ha concluso fieramente Chris, che insieme a Melania è già diventata un esempio di resilienza.
Nicole Zaramella
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