Adozioni per le coppie gay: i francesi dicono “oui”

La tata di Barack Obama è una transessuale indonesiana
Iraq, continua la caccia ai gay degli squadroni della morte
Regno Unito, il matrimonio gay convince politici e stampa

CRONACA Le adozioni da parte di coppie omosessuali irrompono nella campagna elettorale in Francia, dove il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è già stato oggetto di tentennamenti, promesse e negazioni da parte del ricandidato presidente Nicolas Sarkozy (Il grande colibrì). A portare il tema sulla scena ci pensa ora un sondaggio condotto per conto dei settimanali “Femme actuelle” e “Enfant magazine” che rivela come un francese su due sia favorevole all’adozione da parte di coppie gay o lesbiche. In un analogo sondaggio condotto nel 2005 i favorevoli si erano fermati al 46%, mentre ora la soglia della metà è stata superata, sebbene con un semplice 51%. I favorevoli al riconoscimento di altri diritti (successione, fiscalità, ecc.) alle coppie omosessuali salgono intorno all’80%, complice il fatto che ora anche il presidente in carica ha promesso (evidentemente con il sostegno del suo elettorato) maggiore equità per le unioni gay (Nouvel observateur). E in Israele, dopo una lunga battaglia giuridica, una coppia lesbica ha ottenuto di avere per entrambi i genitori lo status di madre per il figlio nato nel 2007, che il Ministero dell’Interno aveva assegnato ad una sola delle due donne (Haaretz.com).

MONDO E’ difficile che la notizia possa influire sull’esito delle prossime elezioni americane (del resto sarebbe stata più ghiotta quattro anni fa, quando le discussioni su Barack Obama mettevano in dubbio perfino la sua stessa eleggibilità in quanto accusato di non esser nato in suolo statunitense) ma sicuramente è un’altra delle curiosità che il presidente in carica può vantare nel suo curriculum, anche se l’ha scoperta lui stesso in questi giorni. Il giovane che badò a lui a Jakarta, dove Obama fu cresciuto per un periodo quando la madre sposò in seconde nozze un cittadino indonesiano, è una transessuale anche se il piccolo Barack la vide – come massima trasgressione – applicare il rossetto alle proprie labbra. Evie, che ha vissuto una vita difficile a causa della sua identità di genere (l’Indonesia, il paese con il maggior numero di musulmani al mondo, vede le sue tradizioni di tolleranza messe in pericolo dalle parole di molti predicatori; per approfondire: Il grande colibrì), ha molta (auto)ironia e si consola dicendo che, da quando Obama è diventato l’inquilino della Casa Bianca, quando per strada gli gridano “scum” (feccia), lei risponde: “Ma io sono stato la tata del presidente degli Stati Uniti!” (Philly.com).

MOI L’esportazione della democrazia si rivela sempre più un’opera irrealizzabile e chimerica. L’Iraq abbandonato a se stesso dopo un’occupazione quasi decennale è oggi teatro, oltre che di numerosi altri episodi di violenza, di scorribande di milizie sciite impegnate ad eliminare persone sospettate di essere omosessuali (per approfondire: Il grande colibrì). E benché la Commissione internazionale per i diritti gay e lesbici abbia denunciato ripetutamente alle autorità questi episodi di violenza, nulla è stato fatto dal governo autonomo che controlla il Paese e che dovrebbe tutelarne tutti i cittadini. Le persone che hanno subito questa violenza sono quasi 40: dapprima minacciate nel caso non avessero abiurato al proprio comportamento peccaminoso, poi rapite, torturate e brutalmente assassinate. Già nel 2009 questa sorta di vigilantes avevano ucciso centinaia di persone di cui era anche solo vagamente sospetto l’orientamento sessuale. La Commissione si sta impegnando per rinnovare le pressioni sulle autorità e sul governo iracheni perché queste violenze cessino ed i responsabili siano consegnati alla giustizia (IGLHRCsegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MOVIMENTO Tempi duri per la chiesa cattolica (e non solo) del Regno Unito… Non bastava che Ed Miliband, leader laburista, prendesse decisamente posizione a favore dei matrimoni omosessuali, sulla scia di dichiarazioni positive in tal senso anche da parte del premier David Cameron (benchè il partito conservatore sia ben lungi dall’essere favorevole) e dal capo liberale Nick Clegg (The Independent). Ora ci si mette pure la stampa. In un commento sul numero di domenica, infatti, proprio in risposta alle riserve cattoliche sulle norme che rendano uguali le coppie indipendentemente dal genere dei componenti, il Times ha pubblicato un editoriale in cui sostiene decisamente la posizione pro-nozze gay (PinkNews).

In breve:
1) Oggi il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite si riunirà per discutere i crimini che colpiscono lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e intersessuali nel mondo: un importante appuntamento da pubblicizzare il più possibile perché il dibattito sia produttivo e abbia la giusta eco nel mondo (The Petrelis Files).
2) Amnesty International ha promosso un’azione per chiedere al Camerun di rivedere le leggi che criminalizzano l’omosessualità, mentre la sezione italiana del movimento ha lanciato un appello per fermare la nuova legge anti-gay in Uganda (iGC).
3) Intanto Lukashenko, il presidente della Bielorussia considerato unanimemente l’ultimo dittatore d’Europa (ma forse non l’unico, guardando l’Ungheria), ha apostrofato il ministro degli Esteri tedesco Andreas Peschke con un omofobico “meglio dittatore che gay“: Berlino ha solidarizzato con il proprio rappresentante censurando le parole del leader bielorusso (Moscow Times).
4) Ma ci sono buone prospettive che la percezione dell’omosessualità cambi in meglio anche nel futuro. Lo sostiene il sociologo Eric Anderson, che nota come immagini di baci tra uomini (più ancora che il marine e il compagno, i calciatori etero dopo un goal) siano entrati nell’immaginario collettivo, precedendo spesso atti legislativi che rendano eguali diritti agli omosessuali (The Guardian).
5) L’omofobia però spunta fuori anche quando meno te l’aspetti. Lorella Cuccarini si è giocata le simpatie della comunità LGBTQ* ospitando in tv e difendendo una suora che definisce “non naturale” l’omosessualità. Va detto che la conduttrice non è al primo scivolone sull’argomento, ma anche la comunità LGBTQ* ha gusti ben strani (Gay.it).

 

Michele
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