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L’asessualità, ovvero la mancanza di attrazione sessuale per qualsiasi genere, è un orientamento sessuale, una variante naturale del comportamento umano come lo sono l’omosessualità, l’eterosessualità, la bisessualità, eccetera. Ovviamente l’asessualità non è assolutamente né una moda (e come potrebbe esserlo in società ipersessualizzate come quelle occidentali?) né una scelta, e non va pertanto confusa con la castità o l’astenersi dai rapporti sessuali per motivi morali e/o religiosi.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) è poco chiaro riguardo all’asessualità (come del resto è stato estremamente cauto nel depatologizzare l’omosessualità e la transessualità), tuttavia, nonostante le controversie, si precisa di non confondere l’asessualità con disturbi psichiatrici.

A pagina 434, nella sezione sul disturbo dell’eccitazione/interesse sessuale femminile, si legge: “Se una mancanza permanente di desiderio sessuale è meglio spiegata dall’autoidentificazione di una persona come ‘asessuale’, allora non dovrebbe essere fatta una diagnosi di disturbo dell’eccitazione/interesse sessuale femminile“. Inoltre a pagina 443, nella sezione sul disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile, c’è scritto: “Se lo scarso desiderio dell’uomo è spiegato dall’autoidentificazione come asessuale, allora non va fatta una diagnosi di disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile“.

Nonostante ciò, però, vi è molta ignoranza riguardo all’asessualità e, con il progressivo aumento della sua visibilità come conseguenza del lavoro di molti attivisti, si inizia ad assistere a una vera e propria fobia dell’asessualità, una sorta di afobia che presenta molte caratteristiche in comune con l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

“Asessuali in via di estinzione”

Un chiaro episodio di questa fobia è avvenuto durante la puntata della trasmissione radiofonica “Al posto del cuore” andata in onda su Radio2 alle 11 di mattina del 4 agosto 2018. Durante la trasmissione le conduttrici Paola Perego e Laura Campiglio hanno affrontato il tema dell’asessualità, sbeffeggiando le persone asessuali e mostrando una preoccupante ignoranza, specchio di luoghi comuni e stereotipi tipici del nostro paese. Sono state particolarmente tristi affermazioni come:
Una cosa alla quale dobbiamo dire no fermamente: asessuali“.
Sono quelli che non battono chiodo?“.
No, peggio, rivendicano questa cosa come scelta di vita. Ma dove andremo a finire?“.

Dopo questa brillante introduzione non sono mancate le offese gratuite, visto che gli asessuali più volte sono stati definiti strani o malati e l’asessualità è stata descritta come morbo o malattia, per raggiungere l’apice dell’assurdo con battutacce come: “C’è una buona notizia: gli asessuali sicuramente non si riproducono, per cui sono una categoria in via di estinzione“.

Come se tutto ciò non fosse sufficiente, vi sono stati anche numerosi commenti pregni di stereotipi sessisti, come quando le conduttrici hanno messo in dubbio il fatto che ci possano essere uomini asessuali o quando una ha affermato che per le donne l’asessualità possa essere una cosa positiva in quanto questa consentirebbe loro di non dover fare la ceretta. Qualcuno potrebbe anche trovare tutto ciò divertente, ma di sicuro non lo è per chi è asessuale e deve convivere tutti i giorni con pregiudizi ed incomprensioni di questo genere.

“Riprogrammare gli asessuali”

Non solo in Italia, ma anche all’estero : il sito statunitense Breitbart, noto per le sue posizioni di destra, ha recentemente pubblicato un articolo riportante un discorso, tenuto dalla “esperta israeliana” (in cosa non è dato sapere) Arian Lev, in cui questa dipinge l’asessualità come una mancanza di energia, rinforzando il luogo comune totalmente infondato secondo cui la vita di una persona asessuale non sarebbe una vita appagante, vissuta appieno.

Secondo Lev, la soluzione sarebbe quella di riprogrammare il subconscio delle persone asessuali per curarle e renderle persone sessuali. È evidente come queste prese di posizione tanto lontane da quelle della psicologia ufficiale non siano altro che il frutto di odio e paura per qualcosa che Lev non conosce bene o non comprende appieno.

Inoltre ancora una volta afobia e sessismo si affiancano: per la Lev coloro che soffrirebbero maggiormente dalla mancanza di rapporti sessuali sarebbero le donne. Questa idea probabilmente nasce dal preconcetto misogino secondo cui le donne avrebbero bisogno del sesso per vivere una vita appagante, poiché fabbricate unicamente per tale scopo. In pratica le donne non solo vengono giudicate come poco di buono quando farebbero troppo sesso e quando questo gli piace, ora vengono addirittura considerate come malate quando questo a loro non piace.

Leggi discriminatorie

Spesso gli sforzi che fanno le persone asessuali per essere accettate vengono considerati di poco conto, poiché la gente crede che non vi siano al mondo leggi discriminatorie per le persone asessuali. È vero che le fobie hanno teso e tendono a istituzionalizzarsi in leggi più severe per le persone omo-, bi- o transessuali, tuttavia esistono sistemi legislativi che penalizzano anche gli asessuali, non separando i concetti di attrazione sessuale e amore romantico (che viene sperimentato da alcune persone asessuali).

Un esempio di ciò sono le leggi sul “matrimonio consumato“, ovvero leggi che invalidano il “matrimonio bianco”, cioè le nozze nelle quali non avvengono rapporti sessuali (come in molti dei matrimoni fra asessuali). Simili leggi sono recentemente state abrogate in Australia, ma vigono ancora in Inghilterra e Galles (stranamente solo per il matrimonio eterosessuale), dove però la legge non viene veramente presa in considerazione come in altri paesi come l’India, in cui, sebbene non sia illegale non consumare il matrimonio, questo viene ritenuto non valido o invalidabile finché la moglie rimane vergine.

Insomma, checché ne dicano coloro che non considerano gli asessuali come parte della comunità queer, pare proprio che questi debbano affrontare fobie, pregiudizi e difficoltà molto simili a quelle di tutte le altre minoranze sessuali. Sebbene non tutti ci siano arrivati, la rivoluzione sessuale d’eredità sessantottina ci ha insegnato a non giudicare male coloro a cui il sesso piace: ora è arrivato il momento di cedere spazio, dare voce e accettare anche coloro a cui il sesso non piace proprio.

Giovanni Gottardo
©2018 Il Grande Colibrì
foto: Felix Ramirez (Pexels license)

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One Comment

  • ned ha detto:

    se uno dei due coniugi non è asessuale ha il diritto di chiedere lo scioglimento deo matrinonio non consumato. la maggioranza della gente non è asex detto questo ci vuole rispetto per chi lo è

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