La patetica élite dei rappresentanti gay autoproclamati

Ci sono omosessuali talmente antipatici che quando li incrocio vorrei cambiare immediatamente strada. Ci sono omosessuali talmente arroganti che li manderei a quel paese per farsi dare lezioni di umiltà da Maria Antonietta. Ci sono omosessuali così noiosi che al solo pensiero mi scappa uno sbadiglio. Ci sono omosessuali che hanno gusti musicali così terrificanti che non capisco perché l’UNESCO non sia ancora intervenuta. Ci sono omosessuali che fanno certe pratiche sessuali che mi lasciano con la bocca spalancata – ehi, cosa avete capito?! – e altri che dimostrano così poca fantasia che preferirei masturbarmi con le pagine gialle. Ci sono omosessuali maleducati, omosessuali ipocriti, omosessuali petulanti, omosessuali ignoranti, omosessuali permalosi, omosessuali insensibili. Ci sono addirittura omosessuali che mangiano il gorgonzola – e con questo ho detto tutto.

Poi ci sono anche omosessuali che dicono e scrivono ovvietà, come per esempio che non tutti gli omosessuali sono uguali. E magari subito dopo precisano l’altra ovvietà che neppure tutti gli eterosessuali sono uguali. Poi, perché non c’è due senza tre, arrivano a concludere con l’ennesima ovvietà che questa è una gran fortuna. Ecco, è quello che ho appena fatto, sperando che a questo punto stiate già sbuffando o esclamando un sonoro “ma chi se ne frega!“, perché le antipatie personali e le ovvietà non meritano molta più considerazione.

Altro discorso, invece, per le avversioni politiche. Per esempio: se alcuni omosessuali pretendono di negare agli altri un diritto perché a loro personalmente quel diritto non interessa, se alcuni omosessuali pensano che i propri pregiudizi personali debbano prevalere sulle scelte degli altri, se alcuni omosessuali accreditano tesi omofobiche solo per soddisfare il bisogno narcisistico di far parlare di sé… beh, allora c’è un problema, come c’è quando a fare questa cose sono degli eterosessuali. Se poi questi omosessuali dalle idee retrograde e bigotte – sulla buona o cattiva fede neppure mi esprimo – si presentano pubblicamente e sono presentate pubblicamente come rappresentanti degli omosessuali in generale, il problema è anche bello grosso, e mi fa incazzare un po’.

Per questo vorrei precisare, soprattutto al pubblico e ai media, non solo che personalmente ho idee assai diverse da quelle del signor Aurelio Mancuso e che questo signore non mi rappresenta e non mi ha mai rappresentato, ma anche e soprattutto che io considero questo signore un avversario politico, perché porta avanti posizioni politiche che ritengono nocive attraverso modalità di azione politica che mi sembrano riprovevoli. La mia scarsa autostima, per esempio, trae giovamento al pensiero di essere stato uno dei due soli delegati nazionali di Arcigay a opporsi alla sua elezione a presidente dell’associazione di cui allora facevo parte.

E se già bastavano e avanzavano le sue modalità di gestione di Arcigay, i suoi improbabili flirt con i partiti peggiori, le sue minacce di outing e svariate altre azioni politiche per me immorali, il suo ultimo intervento pubblico [gay.it] non ha fatto che riconfermare la mia profonda lontananza e avversione politica nei suoi confronti. Cosa potrei avere da spartire con chi vuole negare il diritto alla genitorialità agli altri omosessuali perché tanto lui se ne frega? Come potrei condividere qualcosa con chi tratta un tema delicato come quello della gestazione per altri solo attraverso i propri pregiudizi accusatori? E potrei non considerare come avversario qualcuno che accusa assurdamente le coppie omosessuali di “tentare di cancellare dalla storia le diverse interpretazioni genitoriali materne e paterne“?

Per questo credo che sia mio dovere precisare pubblicamente che #IoNonStoConMancuso. Chiaramente, si tratta di una presa di posizione solo ed esclusivamente politica, perché forse il privato cittadino Aurelio Mancuso potrebbe avere anche qualche qualità (e se anche non l’avesse, non giustifico chi attacca un personaggio politico colpendolo su aspetti privati). E, chiaramente, si tratta di una presa di posizione con cui rappresento solo e esclusivamente me stesso, anche se mi piacerebbe che tante altre persone LGBT prendessero pubblicamente le distanze da personaggi come questo signore fino a convincere il pubblico e i media a non dipingerle più come nostri rappresentanti.

Mi scuso per lo sfogo. Ma vedo ogni giorno un movimento brulicante di persone meravigliose come Daniela e Gianni, di straordinarie associazioni nazionali come Certi Diritti e locali come Renzo e Lucio a Lecco, di iniziative eccezionali come gli sportelli per migranti e richiedenti asilo LGBT [ilgrandecolibri.com] e non sopporto più che invece sui media appaiano sempre le facce di una piccola élite autoproclamata, un po’ facilona e tanto retrograda, un po’ patetica e tanto opportunista. Io sto con un movimento che si batte per il bene comune, non sto con Mancuso, non sto con Scalfarotto, non sto con Concia. E mi sento davvero avvilito quando penso che qualcuno nel mondo potrebbe cadere nell’errore di immaginare che questi signori possano rappresentare anche solo una parte di me.

 

Pier
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