Azad rischia la vita in Iraq, la Norvegia non gli dà asilo

MOVIMENTO Le autorità che si occupano di immigrazione e diritto d’asilo a Oslo sono certamente più sincere delle loro omologhe a Londra, ma non basta questo a renderle più umane: senza arrampicarsi sugli specchi spacciando per veritiere ignobili ed evidenti falsità, come fanno spesso gli inglesi (Il grande colibrì), la Norvegia ha respinto la domanda di protezione di “Azad”, un giovane curdo iracheno omosessuale. I norvegesi hanno ammesso che Azad è gay e che i gay rischiano la vita in Iraq, ma la cosa a loro frega ben poco: che Azad torni in patria, “si adegui alle norme socio-culturali dell’Iraq” (sic!), si nasconda e incroci le dita. Le autorità norvegesi hanno anche aggiunto che la situazione degli omosessuali nel Kurdistan iracheno è un po’ migliore che nel resto del paese e questo fatto, è il sottinteso, dovrebbe aumentare un po’ le speranze di sopravvivenza del ragazzo (NRK). Non sono bastate queste parole (e come potrebbe essere altrimenti?) per rassicurare le associazioni che si occupano di diritti umani e così è partita una mobilitazione internazionale per fermare quella che è un’evidente violazione della Convenzione di Ginevra: Gruppo EveryOne, insieme ad altre associazioni, ha lanciato un appello a re Harald V di Norvegia, al governo di Oslo, ai Premi Nobel per la pace, all’UNHCR, all’OHCHR e al Commissario UE per i Diritti Umani.

MONDO Cattive notizie arrivano anche da un altro paese del Nord Europa: secondo un sondaggio, solo il 4% della popolazione lituana approverebbe il riconoscimento di unioni civili tra persone dello stesso sesso (contro un 74% di favorevoli per le unioni civili eterosessuali). Sebbene la Lituania sia nota per essere un paese omofobo (la costituzione, ad esempio, vieta espressamente i matrimoni omosessuali), il sondaggio va preso con le molle: analoghe indagini statistiche in anni recenti avevano fornito dati decisamente differenti (17% di favorevoli nel 2006, 42% nel 2009; PinkNews). Intanto in Moldavia il Tribunale di Chisinau ha condannato un sito internet perché non avrebbe esercitato un’adeguata attività di moderazione dei commenti lasciati dai lettori, permettendo la pubblicazione sulle proprie pagine di messaggi che inciterebbero all’odio e alla violenza contro gli omosessuali: ogni sito è responsabile dei contenuti che mostra e deve garantire, attraverso strumenti informatici o tramite il lavoro di operatori umani, la non permanenza di messaggi d’odio (Universo Gay).

MOI A Natale siamo tutti più buoni? Sì, ma solo con gli eterosessuali. E così sheikh Osman Nuhu Sharubutu, capo imam nazionale del Ghana, ha pensato bene di dedicare il suo messaggio di buon Natale ai concittadini cristiani al tema della lotta contro l’omosessualità: “Dobbiamo continuamente cercare modi e strumenti per glorificare Dio facendo la cosa giusta e astenendoci da mali come l’omosessualità e il crimine commesso gli uni contro gli altri“. Sharubutu è comunque soddisfatto dell’impegno costante con cui i leader religiosi musulmani e cristiani, fianco a fianco, stanno cercando di contrastare il dilagare (?) dell’omosessualità (Ghana News Agency). E come potrebbe non essere soddisfatto, se in Ghana il governo sguinzaglia persino i servizi segreti per scovare i gay (Il grande colibrì) e il ministro dell’Educazione ha recentemente promesso di trasformare l’omosessualità in “una cosa del passato” grazie a nuovi e innovativi programmi scolastici (Il grande colibrì)? – Segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia

SESSUALITA’ La Danimarca vanta primati onorevoli, in fatto di libertà sessuali, dalle prime unioni alla precoce derubricazione dell’omosessualità (ma anche del travestitismo e del sadomasochismo) dall’elenco delle malattie psichiche. Ma essere arrivati prima dell’Organizzazione mondiale della sanità già due volte non è sufficiente: rimane da cancellare la transessualità dall’elenco infamante delle malattie mentali. E dunque LGBT Danmark (il principale gruppo danese dedicato alle diverse sessualità) e Amnesty International stanno lanciando in questi giorni una raccolta di adesioni per fare pressioni sull’OMS e cancellare la transessualità da questo elenco dove figurano problematiche dannose per la società, quali quelli legati alla dipendenza dal gioco d’azzardo (Out & About).

CRONACA Sembra incredibile, ma ancor oggi si può trovare qualcuno legato a schemi che non hanno nulla a che fare col nostro tempo: se poi la persona non è un sacerdote ma un giudice, la cosa diventa più problematica. E così a Mantova una famiglia dovrà cambiare nome alla piccola Andrea (5 anni) facendola diventare Andrée perché il nome scelto deriverebbe dal greco “aner”, che indica l’uomo nella sua mascolinità (Il Fatto Quotidiano). Peccato che Andrea ormai sia abituata ad essere chiamata così. E peccato che in molti altri paesi Andrea sia proprio un nome femminile: si vede che sono ignoranti e non sanno il greco, avrebbero bisogno anche lì di un giudice italiano!

 

Pier e Michele
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2 commenti

  • @ Stanislawsky: Credo che difficilmente qui potrai trovare grandi difese della chiesa cattolica, specie per ciò che riguarda le sue massime gerarchie…
    Tuttavia la tua ricostruzione storica mi pare in parte discutibile e sicuramente semplicistica: basti ricordare la sessuofobia di certi testi della Bibbia ebraica. Nè si può pensare di ignorare che la sessuofobia (e l'omofobia in particolare) non è certo patrimonio esclusivo dei cattolici…

  • Eccoti accontentato, ti lascio il mio nickname. Cuntent? Ho letto, leggo e leggerò sempre storie come quella del ragazzo di Vicenza che ha tentato il suicido. Orbene, non si riuscirà mai a sconfiggere l'omofobia, se non ci si chiede quale ne sia l'origine. Facciamo un piccolo excursus storico. Tutti sanno (ormai la cosa è un po' diventata di dominio pubblico, tranne,forse, per il vecchio – in ogni senso – Giovanardi) che presso i Greci e i Romani e si pensa anche preso altri popoli, più o meno coevi, o ancora più antichi, dell'omosessultà non esisteva neanche il nome. Essa era considerata – ammesso che un pensierino ce l'avessero fatto – una normale manifestazione dell'essere umano. Quando le cose sono cambiate? Credo che, a questo punto la risposta non debba esser difficile. Da quando è sorto il Cristianesimo con tutte le sue fobie e con quella particolare contro il sesso. Se ben ricordate fare l'amore per gli antichi Cristiani significava "fornicare". Da qui, duemila anni di criminalizzazione del sesso. Se esercitare il, per loro, cosiddetto sesso normale, era già un peccato, figuriamoci che cosa dovesse essere quello dei gay e di tanta altra popolazione che non è etero! Bisogna proprio fare opera di scristianizzaione per liberarsi dal secolare flagello di questa (e non unica) religione, solo apparentemente ammantata d'amore, ma che, poi, come altra faccia della sua concezione, ha alle spalle immense stragi e genocidi di inerti popolazioni. In America Latina – dal Messico alla Terra del Fuoco – fra il '600 e il '700 morirono ben 75 milioni Indios ritenuti dall'amorevole Chiesa Cattolica Apostolica e Romana non esseri umani, ma una sottospecie del tutto uguale alle bestie! Quindi, se non si libera la gente dalla pessima influenza di questa immondizia cultural-religiosa, non si potrà mai abbattere l'omofobia. L'unica arma è accusare i denigratori dei gay di essere cattolici perversi e contro natura (il divieto ai preti di sposarsi, che cosa sarebbe se non un reato contro la natura)! Bisogna far passare l'idea che Cattolicesimo è indice di deformazione mentale e, soprattutto, portatrice di una delle più colossali ignoranze derivante dalla più eccelsa delle melefedi. Tentum dixi! Saluti, Stanislawsky.

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