LGBT, quale risposta alle sentinelle in piedi islamiche?

Un ragazzo “molto sensibile di fronte alla sofferenza umana, ma anche degli animali“: “Sono diventato vegetariano a 16 anni e già a 13 facevo attivismo nelle strade, distribuivo volantini ai passanti e cercavo di gridare ad alta voce la disperazione del mondo in cui viviamo“. Matthieu Chartraire si presenta così in un’intervista a tetu.yagg.com, i cui lettori lo hanno eletto Mister gay del mese di maggio. Con la vittoria, molti omosessuali gli hanno chiesto l’amicizia su Facebook, per scoprire il vero volto di questo ragazzo “molto sensibile“: posta video razzisti e sostiene con passione il Fronte Nazionale (FN), partito francese di estrema destra. Spiega anche perché: gli immigrati “non lavorano, non cercano lavoro. […] Vengono a rovinare le vostre manifestazioni a Parigi, bruciano le auto, rubano i vostri cellulari in metropolitana, vi spaccano la faccia quando uscite dalla discoteca“.

Qualcuno inizia a chiedere che Matthieu venga escluso dalla finale di dicembre per eleggere Mister gay 2014. E scoppia il putiferio: l’idea raccoglie sempre più sostenitori, ma molti altri lettori non sono d’accordo. Perché si tratta di un concorso di bellezza, e pazienza se il più bello è anche il più razzista. Perché la libertà di espressione va tutelata sempre e comunque, e pazienza se si esprime solo odio (ovviamente per queste persone il principio, tanto caro alla Manif pour tous e alle Sentinelle in piedi, vale per il razzismo ma non per l’omofobia). Perché poi “il FN ha ragione” e “basta con questa dittatura del comunitarismo ben pensante“. C’è chi commenta: “Tutto questo ha almeno il merito di mostrare come le persone LGBT sono stronze tanto quanto la maggioranza della popolazione“.

Il dibattito infuocato sull’elezione di Matthieu – con l’intervento della redazione di Têtu che “condanna con forza le dichiarazioni e i vari commenti razzisti o che incoraggiano il razzismo scritti da questa persona” (twitter.com), ma non lo escluderà dalla finale per non farne una vittima (ozap.com) – ha riaperto la discussione sulla svolta verso la destra (e l’estrema destra) della comunità LGBT d’Oltralpe, denunciata inizialmente da Didier Lestrade anche in un’intervista a ilgrandecolibri.com, negata per molto tempo e invece confermata da tanti episodi e da varie ricerche. Qui, però, non vorrei soffermarmi tanto su questa svolta, quanto sui suoi possibili effetti sul rapporto tra la comunità LGBT e la comunità musulmana, oggi obiettivo favorito dell’estrema destra europea.

I fattori che influenzano il rapporto tra queste due comunità sono molti e complessi, quindi queste note vogliono essere uno spunto di riflessione e nulla di più. La divisione nella comunità LGBT francese sull’Islam (religione da abbattere o da cui esigere rispetto?) è sempre più marcata: l’associazione degli Omosessuali Musulmani di Francia (HM2F) ha ottimi rapporti con molte organizzazioni, mentre altre la boicottano apertamente perché giudicano l’Islam un pericolo e un nemico. La diffusa pretesa secondo cui un omosessuale musulmano dovrebbe scegliere tra il proprio orientamento sessuale e la propria religione non solo crea pressioni pesanti sulle persone, ma soprattutto riproduce il discorso dei fondamentalisti religiosi e nega “identità-ponte” che favorirebbero il dialogo.

Come si divide la comunità LGBT, allo stesso modo si divide la comunità musulmana: durante la discussione sul matrimonio omosessuale, alcuni rappresentanti islamici hanno marciato insieme agli omofobi, mentre altri hanno invocato la laicità della Repubblica e condannato la Manif pour tous. Ad esempio, Dalil Boubakeur, rettore della grande moschea di Parigi, aveva sostenuto che, “nonostante i decreti religiosi, non sono incaricato dal buon Dio di cambiare, condannare o ancor meno stigmatizzare” l’orientamento omosessuale (ilgrandecolibri.com). E la Consulta francese del culto musulmano aveva rincarato: “Le regole e le norme di una religione non possono essere usate per opporsi o sottrarsi alle norme e alle regole della Repubblica che si applicano a tutti” (ilgrandecolibri.com).

Questo secondo atteggiamento è stato molto più comune in Germania quando sono state riconosciute le unioni civili gay: ad una comunità LGBT attenta ai temi del razzismo, dell’antisemitismo e dell’islamofobia, i rappresentanti musulmani hanno risposto generalmente che, pur non approvando l’omosessualità, consideravano positivo per tutti l’estensione dei diritti e il riconoscimento delle minoranze. In alcune città i passi avanti sono stati ancora più notevoli: le comunità musulmane di Berlino, ad esempio, sono diventate assidue frequentatrici del tavolo comunale contro l’omofobia. Un altro caso interessante è la Turchia, dove il movimento LGBT ha abbandonato le sue posizioni anti-islamiche, permettendo a molti gruppi musulmani di fare importanti aperture fortemente gay-friendly (ilgrandecolibri.com).

Se l’atteggiamento della comunità LGBT nei confronti della comunità islamica sembra contribuire, ovviamente insieme ad altri elementi, alla strutturazione dell’atteggiamento della comunità islamica nei confronti dei diritti della comunità LGBT (e viceversa), cosa dire dell’Italia, paese in cui la discussione latita e in cui alcuni importanti rappresentanti del movimento non hanno alcun interesse a parlare dell’intolleranza nella comunità (Ivan Scalfarotto; ilgrandecolibri.com) oppure si spingono a elogiare l’intolleranza come “pura e semplice legittima difesa” (Giovanni Dall’Orto; ilgrandecolibri.com) o a auspicare il trionfo negli USA di un candidato presidente islamofobo, anche se era un omofobo legato alla mortale crociata anti-gay in Africa (Angelo Pezzana; ilgrandecolibri.com)?

Partiamo da quanto accaduto a Brescia, dove il locale centro islamico ha organizzato in collaborazione con le Sentinelle in piedi un convegno sulla “Teoria del gender” con il neurochirurgo omofobo Massimo Gandolfini. L’intento dell’incontro era chiaro sin dalla locandina: “Contro la cosiddetta legge contro l’omofobia e la cosiddetta teoria del gender che deforma la natura che Iddio l’altissimo ha perfezionato nella sua magnificenza, contro coloro che vogliono distruggere l’uomo e la sua sacralità e onorabilità, coloro che vogliono umiliare l’uomo e la sua vita, deviandosi dal motivo della sua creazione e per difendere la famiglia nella sua unica forma e struttura” (facebook.com).

Le associazioni ed i media LGBT hanno giustamente condannato con asprezza questo convegno, che si basava su falsità scientifiche e su menzogne giuridiche, ma a volte ci sono stati scivoloni che hanno fatto il gioco di chi, tra fondamentalisti religiosi e razzisti di professione, vuole scavare un baratro di odio. Luca Trentini, ex segretario nazionale di Arcigay ed ex presidente del comitato di Brescia, si è lasciato andare ad uno sfogo: “La prossima volta che ci sarà qualche manifestazione a sostegno di voi immigrati [sic!] anziché scendere in piazza ci penserò due volte! Da omosessuale di sinistra vi ho sempre difesi. Ora mi sorge più di un dubbio“. Vari gruppi neofascisti hanno ripreso queste parole per denigrare i gay antifascisti che, dopo aver attaccato il razzismo, ora si sarebbero ricreduti…

E’ però davvero difficile additare Trentini come razzista. E infatti l’attivista spiega a Il grande colibrì: “Quella sbottata mi è venuta di istinto, perché confesso che scendere sempre in piazza per la tutela degli immigrati e poi vederli sodalizzare con chi è contro di me mi ha fatto davvero una enorme rabbia“. “La laicità è un valore che va difeso sempre, nei confronti di ogni religione che voglia essere prevaricante nei confronti delle libertà civili” aggiunge Trentini, che si chiede anche: “Quale idea di famiglia comune possono avere cattolici e musulmani?“.

Una risposta raffinata la dà Raffaele Ladu su biqueer.blogspot.it: “Non è vero che il Centro culturale islamico di Brescia collabora con le Sentinelle in piedi di Brescia: è vero invece che si sta facendo usare dalle Sentinelle“. Ladu osserva come il relatore sia un cattolico e non un musulmano e, quindi, ritiene che “non solo i medici [musulmani] non condividono l’iniziativa, ma ci sia anche una gran fronda all’interno della comunità musulmana“. La comunità musulmana italiana, a dirla tutta, si appassiona ben poco a queste tematiche, dovendo affrontare problematiche ben più urgenti.

Con un’intelligenza che Ladu analizza bene, le Sentinelle in piedi hanno deciso di “entrare in rapporto con le comunità religiose allo scopo di rafforzarne le correnti interne più affini a loro“. Possiamo dire anche di più: non hanno offerto nessuna reale risposta ai bisogni dei fedeli, ma hanno attribuito ad una comunità un ruolo riconosciuto e chiaro all’interno di una società che tende a negarle con forza qualsiasi ruolo. Il fatto che questo ruolo sia quello di fare da vetrina a un’istanza nata e sviluppatasi al di fuori di quella comunità diventa una questione marginale.

A questo punto la comunità LGBT come dovrebbe reagire? Può unirsi alle Sentinelle in piedi nel cristallizzare la comunità musulmana in un ruolo di oppressore, di nemico dei diritti, di garante delle imposizioni di una maggioranza alla quale neppure appartiene. Oppure può puntare senza esitazioni sul rispetto dei diritti, sulla partecipazione di tutti, sul confronto e sulla conoscenza reciproca, su una lotta serena e intransigente ai pregiudizi. Sono punti sui quali i musulmani italiani, spesso persone emarginate con identità negate, possono trovare molte più affinità che con i rimuginamenti delle Sentinelle, lontane dai loro problemi e interessi. Lo scopo finale non è certo il trionfo dell’amicizia universale, ma più pragmaticamente l’affermazione di un “vivi e lascia vivere” garante dei diritti dei tutti.

Da questo punto di vista, è molto saggia la risposta organizzata dall’attivista Lorenzo Passini, che aveva già chiesto che “il centro potesse organizzare anche un dibattito con una controparte“: una passeggiata (diventata poi un sit-in su richiesta della questura) contro l’omofobia, “un modo pacifico per far vedere che sono solo una frangia fondamentalista che vuole regredire di secoli” e “per difendere i diritti di tutti“. “Qui non si contestano le religioni, ma si esprime solo disaccordo contro le idee oscurantiste di questo gruppo. Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Al fascio già ci pensano loro” scrive ancora Passini. L’appuntamento, per chi può, è domani alle 17.30 a Brescia, in largo Formentone (facebook.com).

 

Pier
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26 commenti

  • Il problema immigrazione riscalda sempre gli animi sia di chi è contro a tutti i costi sia di chi ci vuole tutti uniti e perciò felici. Certo tolleranza e inclusione sono sempre bene accette ma la cosa deve essere biunivoca. Vivo a Milano in una via tristemente nota per i suoi problemi con gli immigrati. Qui qualcuno vedrebbe come un bellissimo melting pot la convivenza "pacifica" di peruviani, brasiliani, nordafricani, cingalesi. In realtà è un delirio, tra etnie diverse che non si sopportano, si urlano dietro, lo sporco che gli ubriachi fradici lasciano dietro ogni notte. La politica cittadina latita, cosi come latita accanto alla stazione centrale diventata oasi per disperati. Le cose sono collegate: disperazione chiama menefreghismo (si quello degli immigrati) che a sua volta chiama razzismo (si il nostro). Sperare nella bontà delle genti è nobile e vi fa guadagnare punti nella scala dei valori umana, ma affidarsi solo a questo…. Tutto rischia di diventare una bomba ad orologeria, dove già in Svezia, Francia, Uk qualcosa è esploso. Finche poi si pensa agli immigrati tutti uguali e perciò da accogliere è come parlare da razzisti. Perchè non parlate con un rumeno di ciò che pensa dei nordafricani? O con una peruviana delle brasiliane? Senza contare l'esistenza trasversale di un sentimento anti islam generale a tutte le etnie (specie quelle a maggioranza cattolica come le sudamericane). Uscite un po di più. Io ci convivo tutti i giorni con questa realtà ed è molto più complessa di come la volete trasporre

    • Anche io ci convivo tutti i giorni con questa realtà e ne conosco la complessità (il legame tra disperazione, menefreghismo e razzismo esiste, ma è ancora più complesso di come lo tratteggi e non è così unidirezionale). La politica (cittadina come nazionale, nazionale come europea) latita da anni, seguendo un movimento pendolare tra un buonismo e un "cattivismo" che hanno spesso in comune il semplicismo, il limitarsi a interventi di facciata, l'immobilismo. Ma quanto è colpa della politica e quanto è il riflesso di una società che si lava le mani molto facilmente?

  • Altrove, dove ci sono mussulmani di seconda o terza generazioni, si sono fatti esplodere nelle metropolitane, come segno di integrazione.
    Se fossi sicuro che le conseguente delle vostre idee folli non ricadrebbero, in negativo anche su me, me ne starei volentieri a guardare, anzi vi incentiverei pure l'immigrazione in massa degli islamici, la costruzione di madrasse, di scuole coraniche ecc. sono per ridere quanto vi massacreranno. Perché la stupidità è un lusso che deve essere pagato sulla propria pelle!

  • la risposta è il lavoro su se stessi e sugli altri intorno a noi, diffondendo tolleranza. e indifferenza verso questa gente chiusa e impaurita- a piccoli passi,aiutando chi ci sta intorno a progredire e progredendo con loro, le cose migliorano e questa gente rimane isolata

  • che tristezza vedere gentaglia così, che giudica per categorie come noi veniamo giudicati per categoria… di fronte a queste persone mi pare persino meglio un po' di omofobia, a volte: mi fanno davvero schifo, non riesco a dire altro

  • concordo con il commento dell'anonimo di sopra: è da completi decerebrati essere gay e non vedere nell'islam la più grande minaccia alla comunità LGBT. i gay dovrebbero iniziare a diventare pesantemente anti-immigrati, in fondo è solo legittima difesa

    • Per fortuna ci sono coraggiosi anonimi che si batteranno fino all'ultimo. Poi, vabbé, per loro musulmani e immigrati sono concetti intercambiabili (perché non fanno certi discorsi per ignoranza e razzismo, ci mancherebbe!), ma l'importante è far funzionare quel cervello che a noi decerebrati manca, no?

    • http://www.pewglobal.org/2013/06/04/the-global-divide-on-homosexuality/
      http://www.torontosun.com/comment/columnists/ezra_levant/2010/10/08/15630946.html
      quindi, vediamo un po':
      1) le "laiche" Turchia e Indonesia mostrano un'attitudine verso i gay ancora peggiore di quella della Russia di Putin, che, come facevate notare giustamente voi, sta costruendo il suo impero con l'omofobia come collante: il 16% di accettazione dai russi, il 9% dalla Turchia e un ancor più penoso 3% dall'Indonesia: e ho paragonato gli stati islamici più gay friendly con la ex repubblica sovietica più omofoba;
      2) il Libano già è più decente, ma è solo mezzo islamico: saranno coincidenze?
      3) l'unica nazione africana abbastanza gay friendly è il Sud Africa, grazia anche al lavoro di Mandela.
      il secondo link, invece, è giusto un esempio di come una delle città più gay friendly del mondo sia stata rovinata dall'immigrazione. solo che l'Olanda è l'Olanda, e questo e altri fenomeni hanno dato vita al PVV di Wilders, un caso più unico che raro, un partito di estrema destra che difende i gay. Qui in Italia, invece, che già siamo mezzi inguaiati a omofobia, vedo molto più probabile una "Santa Alleanza" cattolico-islamica contro i gay.
      Rispondendo alla domanda con cui avete intitolato questo articolo, la mia risposta sarebbe quella di far entrare gente solo da Paesi con una mentalità abbastanza tollerante verso gli omosessuali, e da quei Paesi accettare al più i rifugiati omosessuali, mentre gli altri migranti li aiuterei nei loro Paesi, ma mi sembra abbastanza impraticabile, sia perché non esiste un "gay test", sia perché vedo davvero difficile che un qualunque partito italiano, sia di destra che di sinistra, se ne esca con un'idea simile di accoglienza selettiva: e la vostra soluzione del "vivi e lascia vivere", certamente apprezzabilissima da un punto di vista teorico, mi sembra una bella utopia e nient'altro, perché, guardando Paesi europei come Svezia, Paesi Bassi o Regno Unito, non mi sembra molto condivisa dagli immigrati, specie se islamici, e specie se, come stanno facendo le nostre sinistre, li esortiamo a mantenere la loro cultura in nome di un multiculturalismo che non si preoccupa che il rispetto sia reciproco.
      E, a scanso di equivoci, quello che vi scrive è un omosessuale, nonché un ex sostenitore dei diritti dei migranti.

      Andrea

    • Andrea, mi pare che nessuno neghi il fatto che nei paesi a maggioranza musulmana ci siano enormi problemi relativamente all'accettazione dell'omosessualità: non a caso si propone una soluzione poco romantica e molto pragmatica come il "vivi e lascia vivere". Che, al di là di gravissimi episodi, ha spesso funzionato bene (tanto per fare un esempio, la maggioranza dei parlamentari musulmani britannici ha votato a favore del matrimonio omosessuale).
      Sull'inadeguatezza della politica sulla convivenza civile (che non si esaurisce certo nel rapporto tra "autoctoni" e immigrati) mi trovi d'accordo: la sinistra spesso propone risposte utopistiche e la destra risposte distopistiche, ma in ugual modo irrealizzabili.
      Infine, ti consiglierei anche di scegliere bene a quali commentatori politici fare affidamento: Ezra Levant, oltre che promotore di una campagna vergognosa sul "petrolio etico" di cui abbiamo già parlato su Il grande colibrì, è anche un simpatico signore che un giorno inveisce contro i cattivi musulmani che odiano i gay e il giorno dopo difende i bravi cristiani (per simpatia: lui è di religione ebraica) che definiscono demoniaca l'omosessualità, perché in quel caso denunciare i discorsi omofobici sarebbe una gravissima discriminazione religiosa… Ops!

    • Non fidarti Pier, questi non vogliono capire cercano un aiuto anche dalla destra, non vogliono dialogare vogliono imporre le loro stupidaggini perchè vogliono far credere che anche loro possono contare qualcosa, moltissimi Italiani hanno capito che razza di cantastorie siano i gay di destra…

    • E purtroppo tutti noi gay pagheremo sulla nostra pelle il disastro immigrazionista che farà fare la vostra bella sinistra del tutti qui indiscriminatamente e del multiculturale.
      Il muticulturale al mondo c'è già, tante culture diverse vivono nel mondo contemporaneamente ognuno nei suoi luoghi, l'idiozia è pensare di fare tutto un enorme calderone. Vieni qui? vuoi lavorare? bene, ma ti devi integrare tu, non io a te; devi assorbire tu la mia cultura, non pretendere di importa qui un pezzo di Cina, un pezzo di Africa, un pezzo di Arabia.

  • Sì sì credici pure all'islam gay friendly, quanto saranno maggioranza e chiederanno lapidazione di adultere e omosessuali poi voglio che fare. Ma forse per gay come te è meglio pensare coll'ano e pensare a quanto più grosso te lo mettere dentro un mussulmano vero?
    L'immigrato islamico (ma non solo) che viene qua non viene per integrarsi cioè per assorbire la cultura del paese di approdo (perché questo vuol dire integrazione quando emigri), ma vuole solo ricreare qua la sua piccolo comunità: vogliono insomma il sistema di privilegi, di solito ad appannaggio del solo maschio, che gli garantisce la loro cultura d'origine con gli agi dell'Occidente. Sono solo sangui sughe: zecche prendere e non danno nulla!

    • Chissà cosa pensano di questi insulti razzisti le masse esultanti quando si parla di libertà e rispetto degli omosessuali. Assolutamente nulla. Sono abituate a farsi dire quello che devono pensare.

    • Razzista io o sei tu che non vuoi vedere la realtà? la realtà che rappresenta l'islam non solo nei paesi islamici, ma anche quello importato qua. Vai a baciarti col tuo fidanzato davanti a una moschea per vedere se non ti rincorrono con una mazza! Vai nei quartieri londinesi oramai sotto il dominio islamico per vedere quanto sono gay friendly.

    • Anonimo, la tua realtà è fatta di un complotto immigrazionista con cui la sinistra, senza governare praticamente nulla, vuole distruggere l'Occidente. E di omosessuali che vivono solo con l'obiettivo di farsi penetrare da peni sempre più grossi. Ecco, quando dici che bisogna cercare di vedere la realtà, concorso in pieno, che si tratti dei problemi di omofobia nelle comunità musulmane tanto quanto dei propri deliri e dei propri pregiudizi (tra l'altro trovo un po' triste un sedicente omosessuale che riduce l'omosessuale al suo ano, ma sono problematiche personali che non si possono certo risolvere nei commenti di un blog).

    • Pier hai l'onesta intellettuale di un Giovanardi visto come riporti le idee altrui, io ho mai parlato di complotto, né ho detto che gli omosessuali vivono per farsi penetrare. Ho solo detto che quelli come te ragionano col deretano, poi non so se ci ragioniate perché è il vostro vero organo di pensiero o perché vi interessa prenderlo più grosso.

    • O siete due anonimi diversi che misteriosamente scrivono nello stesso identico modo oppure chino umilmente la testa e accetto la lezione di onestà intellettuale di un anonimo che rinnega le proprie idee o neppure capisce quello che scrive… E con questo, chiudo: a cosa serve continuare a discutere con una persona che non ha neppure il coraggio di sostenere le proprie posizioni?

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