Clinton a favore dei diritti LGBTQ*: reazioni in Africa

Islam e omosessualità, al via la conferenza di Bruxelles
Roma, arriva il registro delle unioni civili al Municipio XI
Teatro, testi sulla transessualità e battute sulle religioni
Dimensioni del pene, gli ungheresi primi in Europa

MONDO L’Africa è la nuova frontiera dei diritti LGBTQ* per i paesi occidentali? Così sembra: dopo il Regno Unito, che nello scorso ottobre ha deciso di ridurre gli aiuti ai paesi che negano diritti alla popolazione omosessuale (Il grande colibrì), nella conferenza stampa a Ginevra di due giorni fa il segretario di stato americano Hillary Clinton ha rimarcato che l’essere omosessuale dev’essere un’opzione libera in ogni paese (BBC). L’affermazione che “I gay nascono ed appartengono ad ogni società nel mondo: essere gay non è un’invenzione occidentale ma una realtà umana”  ha già prodotto alcune reazioni: a fronte della rabbia del consigliere presidenziale ugandese John Nagenda (che ha dichiarato: “Se gli americani pensano di poterci dire cosa dobbiamo fare, possono andare all’inferno“), va segnalata l’apertura – sia pure non ufficialmente collegata all’intervento della Clinton – del Malawi. E’ di ieri sera infatti la notizia che lo stato sudestafricano rivedrà le leggi sulla pubblica decenza, cioè quegli articoli di legge che servono a condannare al carcere gli omosessuali locali (fino ai 14 anni comminati lo scorso anno ad un gay e ad una trans) e ad espellere turisti che vengano scoperti a compiere atti contrari al “senso comune” dello stato. Il ministro della giustizia Ephraim Chiume ha dichiarato infatti: “In considerazione dei sentimenti generali della pubblica opinione a proposito di alcune leggi, il goveno è lieto di annunciare che il Malawi rivedrà in modo sensibile queste leggi” (Pink News).

MOI Si apre domani a Bruxelles la Conferenza internazionale “CALEM 2011” che avrà come argomento “Femminilità, mascolinità, diversità di genere e di sesso: l’Islam come cultura inclusiva, una spiritualità di pace universale” (Il grande colibrì).  Organizzata da Merhaba, la conferenza si giova del supporto dell’associazione sudafricana The Inner Circle e dell’egiziano-sudanese Beedaaya ed è aperta a chiunque sia interessat* all’Islam, ai generi ed all’orientamento sessuale ed al femminismo musulmano.  Tra gli interventi annunciati ci sono quelli della docente universitaria americana Amina Wadud, dello studioso islamico Mushin Hendricks e di Abdennur Prado, organizzatore di un congresso sul femminismo islamico e – lo scorso anno – di una conferenza su Islam e omosessualità, che a suo parere non sono incompatibili (Europublicislam). Nella speranza che Bruxelles si dimostri più accogliente di Amsterdam, dove una conferenza sull’Islam moderno, a cui partecipava anche Irshad Manji (giornalista musulmana dichiaratamente lesbica), è stata interrotta dall’irruzione di un gruppo di esagitati integralisti che sostenevano che i relatori fossero indegni di parlare dell’Islam: la buona notizia è che il pubblico ha difeso i relatori e che la serata ha potuto continuare dopo l’intervento della polizia, che ha arrestato due degli assalitori (GKsegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

POLITICA Se a livello nazionale nulla si muove e pure nei comuni più progrediti e progressisti non vola una foglia, da Roma, e precisamente dal Municipio XI, una circoscrizione cittadina guidata dal centrosinistra (presidente è Andrea Catarci di Sinistra e Libertà) arriva la buona notizia dell’approvazione del registro delle unioni civili. Si tratta, come nota Catarci, di “un atto doppiamente rilevante nell’azione di allargamento delle libertà personali e per i diritti di tutti, di concreto riconoscimento nell’ambito territoriale e di stimolo ad un Parlamento nazionale che è stato incapace di prendere iniziative sul tema delle coppie non tradizionali, come già fatto da anni in Francia, Olanda, Svezia e altri paesi“, che ha anche un suo peso politico nell’affermare le competenze locali degli organi periferici, drasticamente ridimensionate dalla manovra approvata dal governo Monti (AdnKronos). Da Treviso arrivano invece le dichiarazioni di un esponente leghista di lungo corso ed assimilabile alla corrente “di pensiero” (scusate la battuta) di Borghezio e Gentilini, che da  un po’ non si faceva sentire, sulla possibilità di un segretario gay della Lega Nord. Gian Paolo Gobbo, sindaco della città veneta, agli omosessuali si rivolge in modo apparentemente civile: “Non abbiamo nulla contro di loro ma ritengo che il segretario generale del partito non possa mai essere un gay, per la caratteristica storica di virilità che caratterizza il nostro movimento” (Corriere del Veneto). Vale la pena commentare?

CULTURA Una società teatrale inglese dal nome intrigante, Laced Banana, è alla ricerca di brevi testi teatrali che abbiano come argomento la transessualità. I testi, da rappresentare a Manchester il prossimo anno, possono essere proposti (fino a gennaio) anche da autori esordienti purché siano inediti e non rappresentati in precedenza. In passato la società aveva raccolto testi sui problemi di salute mentale e sulle comunità di persone colpite da HIV. Ed a teatro, con leggerezza, ironia ed intelligenza, riscuote successo nel nord della Francia Sophia Aram, che mette in scena le religioni come oppio dei popoli e non risparmia battute sulla comunità LGBTQ*: “Se Adamo fosse stato gay, la Bibbia sarebbe stata di tre pagine, e poi fine della storia“. Con un motto guida che la ispira non solo nel trattare la religione che l’ha vista nascere (“Io sto all’Islam come un Ferrero Rocher sta alla diplomazia“) ma nei confronti di ogni verità: “Dubitare di tutto, ma soprattutto far ridere di ogni cosa” (La voix du nord).

SESSUALITA’ Mentre a Los Angeles sono state raccolte 71mila firme per un referendum che “rischia” di allontanare per sempre le riprese di film pornografici senza preservativo dalla città (Reuters), in Europa si discute di dimensioni. E’ infatti da oggi disponibile una mappa che mostra le migliori dotazioni maschili del continente, elaborate da una ricerca del sito Everyoneweb. Agli italiani va piuttosto bene, anche se il primo posto ci sono gli ungheresi, seguiti da francesi, cechi ed olandesi. All’ultimo posto i romeni, preceduti al fotofinish dagli irlandesi.

 

Michele
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