Commonwealth, niente freni agli stati omofobi

Gay, neri e svedesi: la destra finnica li caccia sull’isola
“Gay ebreo”: politico gay inglese insultato in moschea
AIDS e cancro anale, arrivano i vaccini contro le MST?
Roma, ancora discriminazioni per donare il sangue?

MONDO L’incontro tra i capi di governo dei paesi del Commonwealth conclusosi ieri a Perth, in Australia, si è concluso con un comunicato finale (CHOGM 2011) che non può che deludere chi chiedeva impegni precisi sul piano dei diritti umani: i pochi inviti ad aderire alle convenzioni internazionali e il vaghissimo impegno a considerare azioni per superare la discriminazione femminile non sembrano per nulla efficaci. Nelle conclusioni del meeting non si accenna neppure alla questione dei diritti delle persone LGBTQ*, nonostante la coraggiosa proposta di Kamalesh Sharma, segretario generale indiano dell’organizzazione, per la decriminalizzazione dell’omosessualità in tutti gli stati membri (PinkNews): nulla di cui sorprendersi, se teniamo conto che ben 41 tra i 54 stati del Commonwealth (che dovrebbe promuovere uguaglianza, libertà e democrazia…) considerano i rapporti sessuali tra adulti consenzienti dello stesso sesso un reato punibile con il carcere o persino con la pena di morte, come avviene ad esempio nel nord della Nigeria (Il grande colibrì)… P.

POLITICA Di gay masochisti ce ne sono tanti. Scelta che può essere condivisibile se fatta in camera da letto o nel dungeon di qualche master, ma non nella cabina elettorale. E se in Italia non mancano le persone LGBTQ* che votano per Berlusconi e Bossi, in Finlandia ci sono omosessuali che sostengono i Veri Finlandesi, l’equivalente della Lega Nord nel paese scandinavo. Ai giornalisti che gli chiedevano un parere sui suoi fan gay, il parlamentare Teuvo Hakkarainen, già noto per le sue affermazioni razziste contro ogni minoranza possibile ed immaginabile, ha replicato: “Mandiamo gay, lesbiche e somali sulle isole Åland [che costituiscono una provincia autonoma abitata dall’odiata minoranza linguistica svedese] a vivere insieme e vediamo che tipo di società modello verrà messa in piedi” (Helsingin Sanomat). Che l’omofobia ed il razzismo vadano a braccetto è del tutto ovvio: quello che stupisce è che questa accoppiata affascini anche qualche omosessuale… P.

MOI Mettere insieme omofobia e razzismo non è pratica esclusiva dei Veri Finlandesi o dei leghisti: al grido di “maiale omosessuale ebreo” il parlamentare conservatore Mike Freer è stato insultato da una dozzina di persone che hanno fatto irruzione nella moschea di North Finchley a Londra, dove il politico, gay dichiarato e noto soprattutto per il suo sostegno al governo israeliano, stava incontrando alcuni suoi elettori (BBC). E’ certo sgradevole il fatto che l’essere omosessuali o ebrei (anche se Freer in realtà non lo è) possa essere considerato un insulto, ma l’episodio potrebbe apparire marginale se non fosse per il fatto che si inserisce in un contesto piuttosto teso nei rapporti tra comunità islamica e LGBTQ* (leggi l’articolo su Il grande colibrì) e che gli aggressori fanno parte di Musulmani Contro le Crociate, un gruppo piccolo ma inquietante che vorrebbe instaurare emirati islamico-fondamentalisti indipendenti in alcune zone del Regno Unito (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia). P.

SESSUALITA’ Il vaccino terapeutico contro il virus HIV si avvicina. Barbara Ensoli, che dirige il Centro nazionale AIDS dell’Istituto superiore di sanità, stima che – se non ci saranno altri tagli di fondi alla ricerca – si possa arrivare ad un risultato entro 3 o 4 anni (AdnKronos). La sperimentazione, svolta tra Italia e Sudafrica, è già in fase avanzata e il prossimo passo è quello delle pratiche di registrazione di un rimedio atteso da decenni, ormai, contro una malattia che ha radicalmente cambiato le abitudini sessuali di molti. Tuttavia va precisato che il vaccino in grado di prevenire il contagio è invece ancora parecchio distante e che, comunque, l’abitudine a proteggersi con il preservativo è in grado di ridurre anche altri contagi e quindi sarebbe bene non abbandonarla, nemmeno quando il vaccino sarà commercializzato. La notizia è invece particolarmente importante per quelle zone del mondo, come alcuni paesi africani, dove la percentuale di contagiati è particolarmente alta.

Un altro obiettivo della medicina è quello di debellare, sempre attraverso un vaccino, il cancro anale che, statisticamente, colpisce maggiormente gli omosessuali maschi ed ha un’impennata di possibilità di verificarsi nel caso di persone sieropositive, che hanno difese immunitarie più basse (New England Journal of Medicine). In questo caso la profilassi è già disponibile e in uso negli Stati Uniti, e si avvia ad essere utilizzata in modo generalizzato tra i giovani di età compresa tra 9 e 26 anni, mentre la Francia sceglie di sensibilizzare i potenziali ammalati sulle lesioni che possono favorire l’insorgere del problema e in particolare le persone sieropositive (Têtu). M.

CRONACA La notizia non fa quasi più notizia, ormai. Purtroppo. Eppure occorre tornare a parlarne, perché il ripetersi di questi episodi è sempre più intollerabile. I giornali di ieri riportano l’ennesimo caso di persona omosessuale discriminata all’atto di donare il sangue: questa volta è toccato ad una donna di 39 anni, al Policlinico Umberto I di Roma (Corriere della Sera). Ora la direttrice del Centro trasfusionale, Gabriella Girelli, nega che ci sia stata una discriminazione, spiegando che probabilmente ci sono state altre ragioni a negare la possibilità di una donazione, poiché un rapporto stabile di almeno quattro mesi (come è quello della donna che ha denunciato l’episodio) non determina esclusione, sia che il donatore sia etero che omosessuale. La spiegazione della direttrice è rassicurante (le altre ragioni non sono indagabili per via del segreto professionale sul colloquio che ha determinato l’esclusione), tuttavia le perplessità e i dubbi rimangono perché gli episodi passati sono tali e tanti (per esempio: la Repubblica) che è difficile credere che tutti i medici abbiano superato le loro prevenzioni mentali nei confronti di sessualità diverse rispetto a quella etero. Né vale la consolazione che sulla barca della discriminazione non siamo soli (Il grande colibrì). M.

 

Pier e Michele
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