Da Madrid a Bologna con amore: sì, lo vogliamo!

MOVIMENTO Oggi il responsabile delle questioni europee dell’Associazione Radicale Certi Diritti Ottavio Marzocchi e suo marito Joaquin Nogueroles Garcia chiederanno al Comune di Bologna di trascrivere sul registro dei matrimoni le nozze che hanno celebrato il 20 agosto in Spagna. E’ del tutto prevedibile, dal momento che per ora l’Italia non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso, che otterranno un diniego, contro il quale avvieranno, nell’ambito della campagna di Affermazione Civile di Certi Diritti, una causa presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e la Corte di Giustizia Europea. Intanto la lunga battaglia per il matrimonio gay finalmente convince anche altre associazioni e personalità, da Anna Paola Concia (iGC) al presidente onorario di Arcigay, Sergio Lo Giudice, novello sposo in Norvegia (G@yNews).

CULTURA Il tema dei “matrimoni” tra persone dello stesso sesso divide le chiese metodiste e valdesi: la maggioranza da tempo ha rigettato una lettura biblica di condanna dell’omosessualità e quindi molti pastori offrono anche alle coppie gay e lesbiche la propria benedizione (i valdesi non considerano il matrimonio come un sacramento), ma le voci contrarie si fanno sentire con sempre più forza. Se Paolo Ricca, il teologo valdese più famoso, ha già lanciato da tempo il suo monito contro una posizione accusata di essere contraria alle Sacre Scritture, non sono mancate tensioni neppure nell’ultimo Sinodo conclusosi il 26 agosto a Torre Pellice (Espresso).

MONDO Il governo di Kampala fa marcia indietro: la proposta di legge con cui si voleva introdurre in Uganda la pena di morte per gli omosessuali è stata ritirata dopo aver infiammato il dibattito negli ultimi due anni (AGI). Questa vittoria, da considerare parziale in un paese in cui comunque gay e lesbiche subiscono pesantissime persecuzioni, è stata ottenuta grazie al coraggio delle associazioni per i diritti umani (non si ricorda mai abbastanza il sacrificio di David Kato) e all’azione delle potenze occidentali, che hanno minacciato di tagliare le donazioni. Peccato che queste stesse potenze poi cerchino di ricacciare nell’inferno ugandese coloro che, come Betty Tibikawa (iGC) e Robert Segwanyi (iGC), osano richiedere protezione internazionale per fuggire alla prigionia e alle torture…

POLITICA Mentre la battaglia contro i privilegi fiscali offerti alla Chiesa cattolica – tra ICI, IRES, otto per mille e non solo (Radicali) – per fortuna non accenna a smorzarsi e anzi guadagna ogni giorno nuovi sostenitori nella popolazione, il PDL bolognese punta il dito contro l’Arcigay cittadina (il Cassero), rea di utilizzare il magnifico complesso della Salara senza pagare alcun affitto e anzi facendosi rimborsare metà delle spese. Secondo i berlusconiani, l’associazione LGBTQ* utilizzerebbe i locali anche per finalità commerciali e quindi non meriterebbe un sostegno finanziario così generoso (Resto del Carlino); replica Arcigay ricordando come le attività di intrattenimento servano a finanziare attività culturali di altissimo livello (Resto del Carlino).

MOII gay sono come le altre persone, hanno la propria fede e le proprie credenze“. E in effetti l’inchiesta di Al Bawaba sulle abitudini delle persone LGBTQ* in Medio Oriente durante il Ramadan scopre che gay e lesbiche si dividono tra coloro che rispettano il digiuno e coloro che non lo praticano, proprio come la popolazione eterosessuale. Se c’è chi digiuna solo per salvare le apparenze davanti alla famiglia e chi lo fa prostrato dal senso di colpa per essere omosessuale (“Voglio provare a Dio o a me stesso che forse posso essere gay e tuttavia rispettare i miei doveri di musulmano“), non manca chi lo fa per fede genuina in un Dio che ritiene buono e giusto e per nulla nemico delle persone LGBTQ* (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

 

Pier
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