Due nuovi stati USA per le unioni gay. Ma dureranno?

Zimbabwe verso le elezioni: l’omofobia nella spazzatura?
Sierra Leone, l’imam lancia la protesta anti-gay nelle strade
Cardinale omofobo a Palermo. E il presepe gay è distrutto
Firenze: Renzi apre alle unioni (e al matrimonio) omosex

MONDO Le Hawaii hanno battuto sul tempo il Delaware: entrambi gli stati USA, infatti, hanno introdotto, a partire dal 1° gennaio 2012, il riconoscimento delle unioni civili, anche omosessuali. Ma le isole pacifiche hanno pubblicato online le domande per le licenze allo scoccare della mezzanotte, mentre lo stato orientale ha aspettato le 10 del mattino perché la nuova legge entrasse ufficialmente in vigore. Vale la pena ascoltare le parole del governatore democratico del Delaware, Jack Markell: “La comunità LGBT del Delaware è davvero parte dell’intera comunità del Delaware. Il bene comune è realizzato quando denunciamo e combattiamo con vigore a vedere che un pregiudizio, un preconcetto o anche leggi datate cercano di sminuire qualcuno di noi” (CNN). La festa, però, rischia di durare pochi mesi. Infatti gli ultimi sondaggi sulla scelta del candidato repubblicano alle presidenziali USA di quest’anno vedono una clamorosa rimonta di Rick Santorum (Des Moines Register), italo-americano dalle posizioni ultra-conservatrici, ferocemente contro aborto e omosessualità: ha già promesso che, nel caso fosse eletto, imporrà a livello federale la messa al bando dei matrimoni tra persone dello stesso sesso (attualmente riconosciuti da 7 stati) e di reintrodurrà la regola del “Don’t ask, don’t tell”, che fino a pochi mesi fa imponeva ai militari di nascondere la propria omosessualità.

MOVIMENTO Quest’anno si terranno le elezioni presidenziali anche nello Zimbabwe ed anche qui il tema dell’omosessualità è entrato nella campagna elettorale: l’attuale presidente Robert Mugabe reitera la sua notissima omofobia, mentre il suo sfidante principale, il primo ministro Morgan Tsvangirai, promette diritti per gli omosessuali (Il grande colibrì). Ed è proprio ad una città controllata dal partito di Tsvangirai, Bulawayo, che l’associazione gay Sexual Rights Centre ha donato alcuni bidoni dell’immondizia rosa, con slogan contro l’omofobia, per affrontare l’emergenza rifiuti che da tempo attanaglia la zona. Il dono, che è stato accettato volentieri dal sindaco Thabo Moyo, ha creato una furiosa polemica, dal momento che nello Zimbabwe l’omosessualità è illegale. Proprio temendo reazioni inconsulte, la municipalità ha ribadito che perseguirà legalmente chiunque si renderà responsabile di atti di vandalismo contro questi bidoni colorati (AFP). E chissà se alla fine non sarà proprio l’omofobia a finire in discarica…

MOI Una protesta anti-omosessuale con un migliaio di persone ha animato venerdì scorso, dopo la preghiera nella moschea cittadina, la capitale della Sierra Leone Freetown. Ad incitare gli animi per quella che minaccia di essere una manifestazione di odio ricorrente – due volte alla settimana – tra gli altri c’è l’imam Sheikh Marrah che ha spiegato come la protesta nasca dalla paura per le ingerenze filo-omosessuali che sono state esplicitate dapprima dal premier inglese Cameron con la dichiarazione sul blocco degli aiuti ai paesi omofobi, poi dal segretario di stato americano Clinton, che poco meno di un mese fa a Ginevra aveva fatto esplicito riferimento ai diritti omosessuali negati in gran parte dell’Africa (Il grande colibrì). “Ciò che noi conosciamo come diritto umano si conforma alle leggi della natura: le donne si accoppiano con gli uomini per far aumentare la popolazione” ha spiegato Marrah (Africa Review). Le dichiarazioni non stupiscono ed arrivano ad allungare una lista già nutrita di governanti africani (ma anche di associazioni LGBT preoccupate che questa svolta umanitaria pro-gay di USA e Gran Bretagna possa tradursi in persecuzioni ancora più violente per gli omosessuali dei paesi interessati). Quello che spaventa, in questo caso, è l’organizzazione di una protesta di piazza che potrebbe essere usata anche per colpire fisicamente qualche cittadino accusato di appartenere al complotto internazionale, solo perché sospettato di omosessualità (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

CRONACA Ancora una volta un vescovo della Chiesa cattolica non perde occasione per mostrare la propria omofobia: è accaduto a Palermo che il cardinale Romeo, facendo esplicito riferimento alla mozione in favore delle coppie di fatto presentata in consiglio comunale, ha chiesto di “salvaguardare il valore dell’unione tra uomo e donna“. La sortita del cardinale, nella prima omelia del 2012, ha suscitato le indignate reazioni dell’Arcigay locale (“Rispettiamo le opinioni di tutti, ma la Palermo che sogniamo è più attenta ai bisogni di tutti i cittadini, indipendentemente dal fatto che siano o meno eterosessuali“), ma la posizione del prelato non stupisce, visto che già in passato aveva fatto negare ad alcuni parroci delle sale parrocchiali per la giornata contro l’omofobia (Giornale di Sicilia). E un’aggressione omofoba l’ha subita un presepe inclusivo (con una coppia etero, una gay e una lesbica) allestito a Claremont dall’Unione delle Chiese metodiste: la coppia gay è stata oggetto di vandalismo, suscitando gli sdegnati commenti del pastore, dell’artista che ha creato la natività danneggiata e della polizia (Los Angeles Times).

POLITICA Finalmente Matteo Renzi ha detto qualcosa di sinistra. Qualcosa di scontato, in verità, in teoria, ma, vista la situazione politica italiana, tutt’altro che banale: “Come cattolico considero il matrimonio un sacramento, ma come sindaco non posso dare la stessa valutazione“. Di lì all’estensione inclusiva del matrimonio per le coppie omosessuali il passo è abbastanza breve: Renzi, che è furbo, si esprime in politichese e non esplicita con chiarezza assoluta se pensa ai PACS o alle nozze gay vere e proprie (“Nell’esercizio della tua libertà, voglio che tu sia in grado di prenderti diritti e doveri“), ma di sicuro è un’importante apertura da parte dell’astro nascente del Partito Democratico, che fin qui non era mai apparso un rivoluzionario e neanche tanto un riformista (Il grande colibrì). Ma forse il giorno è arrivato, e la svolta sembra interessare proprio la più sospirata legge chiesta dalla comunità LGBTQ* nazionale (Gay.it).

 

Michele e Pier
Copyright©2012MicheleBenini-PierCesareNotaro
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2 commenti

  • @ Che Guevara: Concordo con te sul giudizio negativo per tutti i candidati repubblicani e per la delusione nei confronti di Obama. Il quale, chissà, magari nel secondo mandato potrebbe essere più coraggioso…

  • Tutti U.S. candidati presidenziali repubblicani sono che fanno paura, perché tutti sono contro gli omosessuali e contro di noi musulmani e arabi. Obama non è il grande presidente che abbiamo sperato dopo il suo grande discorso al Cairo, perchè ha fatto alla fine della guerra come Bush, ha fatto tutto quello che vuole Israele e non ha tenuto le sue promesse. Nonostante questo, spero eleggere a lui.

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