Egitto, rivoluzione addio? Laici indietro nelle elezioni

Musulmani e cristiani contro conferenza gay in Etiopia
Certi diritti a congresso per ottenere… diritti certi
Bologna, il Comune sblocca l’accesso gay alla Consulta
Stati Uniti: il prof, ex porno-attore, è vittima di outing

MOI Desta più di qualche preoccupazione l’esito delle elezioni egiziane, di cui è atteso per oggi il risultato ufficiale delle votazioni svoltesi nei giorni scorsi. Ma tutte le voci e le informazioni disponibili indicano per i Fratelli musulmani e per il blocco radicale dei Salafiti le prime due posizioni di questa graduatoria parziale. Considerando le dichiarazioni del portavoce dei Fratelli musulmani Mahmoud Ghoslan allo Spiegel (“Non vogliamo come modello la Turchia: lì le donne vanno all’Università senza velo, ci sono adulterio e omosessualità e noi non permetteremo questo in Egitto“) non c’è da essere ottimisti. Gli analisti fanno però notare che fin qui si è svolto solo un terzo delle elezioni per la Camera bassa (gli altri due terzi verranno eletti tra il 14 dicembre ed il 3 gennaio) ed i risultati che vengono diffusi riguardano solo il 40% dei seggi in palio, in quanto i restanti seggi saranno assegnati su base proporzionale alla fine del processo elettorale e che i risultati completi ci saranno solo a marzo, quando si saranno svolte anche le votazioni per la camera alta (Il Journal). Tuttavia, posto che nessuno aveva dubbi sulla maggioranza relativa che andrà ai Fratelli musulmani (considerati in ogni caso espressione dell’Islam moderato; per approfondire: Il grande colibrì), ad allarmare è il vantaggio che avrebbero i Salafiti rispetto al Blocco egiziano, espressione delle forze liberali e laiche: chi arriverà al secondo posto sarà infatti in grado di determinare il carattere dell’alleanza, spingendo l’Egitto in una direzione più oscurantista ovvero lanciandolo sulla strada di un moderno stato laico… Nel frattempo il musulmano PJD (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) si appresta a governare il Marocco dopo aver primeggiato nelle elezioni della scorsa settimana (Il grande colibrì) e lo fa concedendo qualche apertura (all’alcool, alla sospensione della pena di morte (“che non si può abolire perché è nel Corano […] ma si può non applicare) e relegando il problema omosessualità ad una questione privata, che ciascuno deve gestire a casa propria, salvo poi scagliarsi contro un eventuale concerto di Elton John, “che potrebbe pervertire e diffondere l’omosessualità in Marocco” (Afriksegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MONDO Del resto se non è il governo a proibire o a bandire dal proprio suolo (o almeno dalla propria vita pubblica) l’omosessualità, può sempre pensarci la religione: e se non è un partito a rappresentarla, ci penserà da sola ad alzare la voce. E così musulmani, cattolici, ortodossi ed evangelici in Etiopia hanno protestato contro il governo, per aver concesso nel Paese l’organizzazione nel weekend di una Conferenza organizzata dall’African Men for Sexual Health and Rights (con circa 200 esperti e rappresentanti delle organizzazioni dei vari paesi africani) il giorno prima della sedicesima Conferenza internazionale su AIDS e MST in Africa, per la quale sono attese circa 10mila persone. Oltre alle proteste da parte dei gruppi religiosi, che hanno comunque trovato poca eco nel governo nazionale, sul web e via sms è stata organizzata una catena di mail di protesta contro la Conferenza (Africa Review). Va meglio in Belgio, dove il socialista Elio Di Rupo, omosessuale dichiarato, si appresta, nel fine settimana, a presentare il nuovo governo, dopo che il paese è vissuto senza guida per 535 giorni, anche se – vista la situazione economica e la quantità di temi lasciati in sospeso – i diritti LGBTQ* non sembrano per ora in cima alla lista delle priorità del nuovo governo (Le Soir).

MOVIMENTO Comincia domani a Milano il quinto congresso nazionale dell’associazione Certi Diritti (associazione radicale che si batte per uguali regole civili per le persone con differenti orientamenti sessuali e appartenenze di genere, ma impegnata anche per i diritti delle persone che si prostituiscono). I lavori si svolgeranno sabato e domenica al Residence san Vittore e a dare il senso della discussione è già il titolo scelto per il convegno: “Più diritti, più democrazia, più sviluppo. Nuove alleanze contro vecchie discriminazioni”. Imponente il numero degli interventi in programma, merita una menzione il dibattito tra Stefano Boeri, Pierfrancesco Majorino, Marco Cappato e Ivan Scalfarotto che, domenica mattina, precederà l’approvazione della mozione di chiusura lavori: “Milano deve essere il cambiamento che vogliamo per tutto il paese: diritti e sviluppo nelle aree metropolitane”. Oggi, invece, nell’aula 410 di Giurisprudenza dell’Università Statale, aprirà il weekend congressuale il convegno “La via giudiziaria delle coppie omosessuali che chiedono il riconoscimento dei loro diritti: un approccio di diritto comparato”. Ieri intanto si è celebrata in tutto il mondo ieri la giornata mondiale contro l’AIDS: in Italia si sono segnalate una raccolta di immagini su cartoline di modelli che impersonavano coppie di sportivi, guardie e ladri, supereroi (Arcigay) e uno spot con Caterina Guzzanti (la Repubblica), entrambi promossi da Arcigay, tra gli spunti più indovinati della giornata.

POLITICA Sembra aver avuto una svolta positiva, per il momento, il blocco della Consulta della famiglia del Comune di Bologna, bloccata dopo le proteste delle associazioni cattoliche a seguito dell’ammissione di due sigle omosessuali alla Consulta stessa (Il grande colibrì). Il sindaco Merola, che ha sbloccato l’impasse anche a seguito della minaccia del mondo LGBTQ* bolognese di scendere in piazza (non una cosa da nulla, considerato il ruolo guida per la comunità gaylesbica che la città emiliana da sempre rappresenta), rischia però ora di trovarsi una grana di peso uguale e contrario. Infatti le ACLI, capofila delle associazioni cattoliche che hanno animato la protesta anti-gay, minacciano ricorsi al Tar ed abbandoneranno la Consulta non appena saranno ammessi i rappresentanti di AGEDO e Famiglie Arcobaleno (Il Fatto Quotidiano). Perchè Bologna è così: viva nelle battaglie per i diritti ma con altrettanta forza nella cultura cattolica più retriva, come i cardinali che l’hanno guidata da trent’anni a questa parte hanno dimostrato.

SESSUALITA’ Se quasi ovunque leggiamo con soddisfazione in questi giorni che l’attore Daniel Redcliffe, che ha dato le sembianze al maghetto Harry Potter, interpreterà il ruolo gay di Allen Ginsberg (PinkNews), è anche vero che con il cinema ci si può anche far male. Specie se un cronista particolarmente ossessivo (e che curiosamente lavora per un canale affiliato alla Fox, la tv ultraconservatrice americana) e determinato è deciso a compiere un outing particolarmente violento e – per certi versi scabroso – nei confronti di un insegnante, “reo” di aver girato due film porno gay (quando non insegnava, si badi bene). E non limitandosi ad intervistare l’ex-attore con domande molto discutibili ed affermazioni frutto del più squallido bigottismo, ma intervistando pure i genitori dei ragazzi che vengono educati dall’insegnante “sotto inchiesta”. Fortunatamente i familiari degli studenti sembrano non apprezzare quest’inchiesta (anche perché partecipare a film hard non è reato), ma questo outing rischia comunque di rovinare la vita e la carriera di un uomo che tutti descrivono come un buon insegnante. Chissà che il caso non faccia ragionare qualche teorico (sebbene non così violento) di questa pratica anche dalle nostre parti… (per approfondire: Il grande colibrì)

 

Michele
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1 commento

  • Qui in Marocco, non so ancora che cosa accadrà in futuro. I islamici sono molto diversi: ci sono quelli più democratici e fondamentalisti islamici. Se l'Europa è interessata in Marocco, i marocchini hanno un futuro diverso da quello pensato dai islamisti, ma se l'Europa ci lascia soli, possiamo solo scegliere i islamici, perché sono i unichi che ci offrono un'immagine del futuro.

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