“Ero omofoba, ma ora so che Allah ama l’uguaglianza”

allah loves equality al pride di bologna 2017
La campagna "Allah Loves Equality" al Bologna Pride

Ero omofoba, ma adesso non lo sono più. Ero dell’idea che ammettere l’esistenza di musulmani omosessuali fosse qualcosa di blasfemo. Rinnegavo gli omossessuali musulmani, voltavo il viso ed esclamavo “astaghfirullah” (chiedo perdono ad Allah) se incrociavo un transessuale per strada o due uomini che si tenevano per mano. Me ne vergogno, ma ero dell’idea che l’omosessualità fosse una malattia da accettare nella speranza di poter guarire. “È peccato”, “sono perversi”, “l’Islam lo vieta”, “l’Islam li condanna”: erano affermazioni di cui ero fortemente convinta.

Un giorno vidi su Facebook un post di un ragazzo pakistano, gay e musulmano, Wajahat Abbas, e passai le ore nel suo profilo a leggere cosa scriveva per difendere il suo diritto a essere accettato come gay e musulmano. Entrai in crisi e mi domandai se la religione che profondamente amo e in cui ritrovo i miei principi e valori poteva bandire in modo cosi cruento un suo fedele.

Tutte le mie convinzioni crollarono dinanzi alla foto di Wajahat con in mano il cartello “Allah Loves Equality” (Allah ama l’uguaglianza). Wajahat aveva visto in Allah la misericordia e la clemenza che io invece non ero riuscita a vedere, offuscata dall’ignoranza, dalla paura e dalla convinzione di avere in mano l’Islam giusto.

Sono consapevole che in molti leggendo le mie parole penseranno che io sia una persona che vuole ignorare e rinnovare i “veri precetti islamici”. Ma leggo il Corano e prima di ogni verso devo iniziare dicendo “Bismallah Allah al rahman el rahmim” (ogni sura del Corano comincia con “In nome di Allah il Clemente e il Misericordioso”) e penso che la clemenza e la misericordia di Allah superi ogni discriminazione fatta in suo nome.

Qualche giorno fa un’amica mi raccontò di aver visto un ragazzo gay e italiano pregare nella Grande Moschea di Roma e con stupore mi disse: “Pregava come noi, diceva ‘Allah Akbar’ [Allah è il più grande; ndr] come noi, teneva un Corano in mano e lo leggeva, si è convertito all’Islam!”.

Quel ragazzo che “pregava come noi” frequentava la mia stessa biblioteca universitaria ed era un gay dichiarato. Lo notai ai tempi per il suo stile caratterizzato da sciarpe dai colori sgargianti e per il suo mp3 al massimo volume con le canzoni della cantante libanese Fayrouz. “L’anno scorso ascoltava Fayrouz, oggi recita il Corano indossando una sciarpa colorata”, non facevo altro che ripetermi. Entrambi ci inchiniamo ad Allah ad ogni preghiera, forse l’unica differenza è che io indosso il velo e lui una sciarpa colorata, niente più.

raccolta fondiEro omofoba ma adesso non lo sono, per questo appoggio il progetto “Allah Loves Equality” del Grande Colibrì [per partecipare alla raccolta fondi: Produzioni dal Basso]. Questo progetto permetterà a molti di capire che agli occhi di Dio le sue creature non sono così diverse e che nessuno deve subire discriminazioni in suo nome. Il documentario che verrà girato in Pakistan sarà un primo tassello per costruire solidi ponti, tramite cui riconciliarci, privi di ogni forma di discriminazione nei confronti della comunità LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali) e di ogni pregiudizio verso chiunque si riconosca come gay e musulmano.

 

Sara Ahmed
©2017 Il Grande Colibrì

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6 commenti

  • E si sbagliava, infatti.

    L’Islam condanna il sesso anale, non l’omosessualità (ergo, vale anche per gli etero)

    Il problema che resta è continuare a credere ad un libro pieno di assurdità, razzismo, misoginia, regole assurde e massacri comandati, coadiuvati e attuati dall’amico immaginario di pecorai che consideravano il fulmine un prodigio…
    E questo vale anche per la bibbia e la torah.

    Ringraziamo, comunque, questa ragazza che, almeno, ci consente i pompini <3

  • Sono ateo, io non credo Dio, ma nelle persone. E non capisco come si faccia a non credere e non appoggiare un messaggio di solidarietà come quello di Sara.
    Anzi, il fatto di non credere che quel messaggio arrivi da un’entità superiore, mi fa attribuire la stima che alcuni ripongono in Dio, nelle persone che portano quel messaggio. Chissenefrega se ispirati da qualcosa in cui non credo, l’importante è il risultato finale.

    • Se non capisci che l’equazione credente = ipocrita è sempre valida in qualunque contesto, non capirai mai il giochino che questi sponsorizzatori dell’Islam stanno facendo per mettercela in quel posto, ma non in quel posto in cui ci piace tanto, ma in un posto di cui fra breve vedremo i frutti e per primi ce ne pentiremo.

  • Dio è lo stesso per tutti Noi adoriamo Allah che in arabo significa Iddio e che non è affatto un Dio di morte ma è Misericordioso e Clementisdimo

    • Sì, guarda, non mi frega niente che il *tuo* dio per *te* sia misericordioso e clemente, so però che molti puoi correligionario nel suo nome già ci hanno ammazzato, già vengono ad ammazzare in Europa e sono pure pronti a far di peggio, e come se non bastasse all’indomani di ogni non si vedono mai recise condanne dell’accaduto e presi di posizione nette, ma tiepide dissociazione che sembrano proprio fatte solo perché a far di telecamera e soprattutto tanto, tanto ma proprio tanto (troppo!) giustificazionismo, proprio da parte della tua comunità. Quindi, non avertene a male ma rifiuto in toto e veementemente ogni cosa che ha a che col tuo dio e coi suoi adoratori.

  • Ne abbiamo già abbastanza dei danni che fanno i gay & cristiani, senza bisogno di quelli gay & adoratore di un dio di morte.

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