Gay Pride in Piazza Tahrir? L’orgoglio gay al Cairo

Pakistan, marcia indietro sul filtro per gli SMS immorali
Spagna, la vittoria dei Popolari minaccia i diritti LGBTQ*
Da Benetton all’Argentina: foto sciocche e bei video
AIDS, le morti calano e i test rapidi funzionano

MOVIMENTO – “Noi, queer e donne, siamo in prima linea, dietro le barricate, davanti alle videocamere e agli occhi di chi guarda e alle pistole di chi spara. Siamo qui anche se a volte il ‘movimento più grande’ ci respinge, e continueremo ad essere qui“: questo scriveva a maggio la femminista Leil-Zahra Mortada, allarmata più dalla retorica del “non è tempo per parlare ad alta voce” che dalla possibilità di attacchi omo-transfobici e sessisti. Questo sentimento anima anche chi sta organizzando, tramite una pagina Facebook, la prima Giornata Gay Nazionale Egiziana per il 1° gennaio 2012 in piazza Tahrir al Cairo, anche in questi giorni sconvolta dagli scontri, con lo slogan “Basta nascondere la testa sotto la sabbia!“. L’iniziativa ha già suscitato enormi polemiche, con l’intervento di numerosi blogger e twitters – e non sono mancate neppure le minacce di morte… La comunità LGBTQ* egiziana è divisa (Il grande colibrì), tra chi condivide lo spirito battagliero di Mortada e chi teme che la manifestazione possa essere attaccata dalle forze dell’ordine o comunque diventare “un’altra opportunità per il nostro beneamato governo e per gli apparati di sicurezza per reprimere una minoranza“, come scrive la blogger lesbica Nilesby: “La lotta per i nostri diritti sarà sanguinosa e alcune vite andranno perse“. P.

MOI – Se in Russia non si potrà più parlare pubblicamente o scrivere un libro o un articolo sul fatto di essere omosessuali (contro questa legge invitiamo ad aderire all’appello di All Out), in Pakistan (Il grande colibrì) si rischiava di vedersi cancellati tutti gli SMS contenenti una qualsiasi tra 1.695 parole in urdu e in inglese giudicate oscene, indecenti o comunque inopportune (dai forse più ovvi “omosessuale” e “condom” ai più sorprendenti “taxi” e “Gesù Cristo”…). Sommersa dall’ilarità e dalle critiche, l’Autorità per le Telecomunicazioni ha fatto una decisa marcia indietro: per ora nessun filtro per gli SMS, forse in futuro una lista nera di appena una dozzina di parole (Pakistan Today). Intanto nel dibattito sui messaggini intervengono anche alcuni medici, con esilaranti teorie: i pacchetti promozionali notturni causerebbero “molti disturbi mentali e fisici tra gli studenti” perché incentiverebbero “i giovani a parlare con il sesso opposto“. “Il futile esercizio d’amore sui cellulari“, in altre parole, “danneggia la fibra morale della giovane generazione” (Pakistan Todaysegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia). P.

MONDO – Che il vento stesse per cambiare, in Spagna, era facilmente prevedibile. Ciò che ancora non è certo è che fine faranno le leggi che introducevano diritti civili come il matrimonio gay o regolamentavano situazioni difficili, come l’aborto. Per quanto riguarda il diritto a sposarsi, nel corso della campagna elettorale il candidato popolare Rajoy, ora premier in pectore, si è detto favorevole ad un ritorno alle unioni civili (introdotte dal governo Aznar), che toglierebbero consequenzialmente il diritto all’adozione. I dubbi nascono però dal fatto che in Spagna le leggi non possano essere retroattive e che quindi le coppie omosessuali già sposate rimarrebbero sposate, così come valide rimarrebbero le adozioni fin qui concesse: nelle scorse settimane c’è stata quindi una corsa al matrimonio tra i gay di tutto il paese iberico, tanto che le richieste di informazioni in materia sono aumentate del 40% secondo la Federazione delle Associazioni LGBTQ* Felgtb (SkyTg24). Che la nuova maggioranza parlamentare spagnola non sia gradita a coloro che rischiano di perdere i diritti l’hanno ben rappresentato, con una divertente protesta, due giovani omosessuali che si sono baciati nel collegamento in diretta dalla Spagna di al-Jazeera (YouTube). M.

CULTURA – Sempre in tema di baci, quelli della nuova campagna “UNHATE” di Benetton fanno ancora discutere: a prendere posizione tra gli altri c’è il fotografo Oliviero Toscani, che ha firmato in passato diverse campagne scandalose dell’azienda trevigiana, che attacca i nuovi manifesti perché “non c’è stile, non c’è poesia” (Sfilate). Naturalmente non c’è un cenno alle persone sfruttate nel mondo, e in Argentina in particolare, dai vivaci colori di Benetton (Il grande colibrì), perché da quelle ingiustizie arrivano anche i soldi e la fama guadagnati dal fotografo. Per fortuna però è proprio l’Argentina a regalarci un momento di serenità: dopo che lo scorso anno il paese era stato il primo del continente sudamericano a legalizzare i matrimoni omosessuali, è in dirittura d’arrivo una legge che estende l’assistenza sanitaria alle persone transessuali e snellisce le pratiche per il cambio di identità di genere. Questi importanti risultati sono certamente frutto – tra le altre cose – delle azzeccate campagne promosse dall’Osservatorio per la promozione dei diritti delle diversità sessuali che ha promosso di recente due video particolarmente efficaci (Blabbeando). M.

SESSUALITA’ – E notizie più che incoraggianti arrivano anche sul fronte mondiale di lotta all’AIDS ed alla diffusione del virus HIV. UNAIDS, l’agenzia che si occupa del monitoraggio della diffusione della malattia e delle pratiche da promuovere per profilassi e cura, stima che circa la metà delle persone per le quali possono essere usati i farmaci antiretrovirali hanno ormai accesso alla terapia e che il progressivo aumento di cure ha permesso la sopravvivenza, dal 1995 ad oggi, di una quantità di persone stimabile in circa 2,5 milioni. Nel rapporto 2011, significativamente segnato dallo slogan “Faster, smarter, better” (più velocemente, più intelligentemente, meglio) sono inoltre contenuti dati che mostrano come sia cambiata la curva di contagio in alcuni paesi come Kenia, Cambogia, Malawi e Botswana con l’introduzione di pratiche di protezione quali l’uso di preservativi da parte dei lavoratori del sesso, la circoncisione o l’assenza di trattamenti. E una buona notizia anche sul test rapido (Il grande colibrì), che, secondo uno studio pubblicato sul Bollettino settimanale di epidemologia francese, sarebbe uno strumento affidabile per una diagnosi rapida, mentre fin qui circa la metà delle diagnosi per il contagio da HIV sono state tardive (MaxiSciences). M.

 

Michele e Pier
Copyright©2011MicheleBenini-PierCesareNotaro
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1 commento

  • Fare il Gay Pride al Cairo è un atto di grandissimo coraggio. Sono ancora troppe le situazioni in cui dichiarare apertamente la propria omosessualità equivale a rischiare letteralmente la vita. Siete grandi 🙂

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