Fango e sesso: le Iene attaccano UNAR e ANDDOS

macchina del fango Mediaset contro i circoli gay
Italia 1 lancia la macchina del fango contro i circoli gay

La valanga di articoli indignati sulle fake news? Carta igienica. Perché gran parte del mondo della stampa italiana ha dimostrato quello che vale: appena gli è arrivata sotto il naso una bufala evidente, ma in grado di trasformarsi in indignazione e quindi in soldi, ci si è avventata sopra come avvoltoi. Anzi: come iene. Le Iene, trasmissione di Italia 1, ha lanciato l’allarme contro un improbabile uso dei fondi dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR) per finanziare “orge e prostituzione” e lo scoop, tale e quale, viene rilanciato tanto dai giornali di serie B (spesso, come sul Giorno, approfittandone per attaccare anche rom e profughi) quanto dai giornali di presunta serie A, come Il Corriere della Sera.

Eppure smontare la notizia non era così difficile: si parla di denaro che si prevede di stanziare (non a circoli o associazioni, ma a singoli progetti, tra l’altro) attraverso un bando pubblico, che chiunque può visionare sul sito dell’UNAR. I soldi, ancora non versati, servono a realizzare centri anti-violenza in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma: neppure un centesimo è destinato ai sex club o ad attività erotiche. Non è difficile scoprire il tarocco delle Iene, basta fare un minimo di verifica della notizia. Cosa che i giornalisti dovrebbero essere abituati a fare: in teoria, sarebbe proprio il loro mestiere…

Non parliamo poi dello stile mafioso del servizio: non ci sono persone che danno informazioni, ma personaggi anonimi (senza volto, senza nome, senza neppure una vaga qualifica che ne chiarisca il ruolo e l’affidabilità) che fanno insinuazioni. A coronare il tutto, il fatto che non si nomina mai l’associazione sotto accusa (l’Associazione Nazionale contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale; ANDDOS), ma si fa di tutto perché sia immediatamente riconoscibile.

Ora è importante capire come sia nata questa campagna di disinformazione che ci fa ripiombare ai primi anni ’60, all’epoca della montatura dei “balletti verdi” [Wikipedia]. Ipotesi numero 1: alle Iene lavorano degli inetti totali, privi di capacità di intendere e di volere, che avviano la macchina del fango senza rendersi conto di quello che fanno e che dicono. Ipotesi numero 2: siamo di fronte a un’azione premeditata con un preciso (ed evidente) mandato politico, cioè colpire e affondare l’UNAR – e se c’è un mandato ovviamente c’è pure un mandante, e forse troppi integralisti cattolici e politici di estrema destra hanno reagito con eccessiva prontezza di riflessi…

Comunque per far fuori l’UNAR si cerca di far fuori ANDDOS e per far fuori ANDDOS si inscena uno spettacolo di rara omofobia: a inquietare non sono tanto le battutine squallide, (a partire dal commento sul cappotto “appariscente” dell’ormai ex direttore Francesco Spano), quanto soprattutto l’outing violento e arrogante che si è cercato di fare e il modo in cui viene presentata la sessualità gay, con una sessuofobia feroce e senza freni. Merita poi un commento la squallida morbosità e l’infinita ipocrisia del mostrare scene di fisting mentre si censura la parola “pompino”?

La rivoltante campagna omofoba delle Iene e lo sconcio corteo che si trascina dietro, però, può diventare per il movimento LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali) un’occasione importante di riflessione.

Di fronte a chi ci odiava e disprezzava perché lo prendiamo in bocca e in culo, abbiamo castrato la rappresentazione delle nostre sessualità e ci siamo limitati a chiedere dignità e rispetto per i nostri baci e i nostri abbracci. Ora è arrivato il momento di chiedere uguale rispetto e dignità per la libera sessualità tra adulti consenzienti, per il sesso etero e gay, per le inculate e i pompini, per i glory hole e le dark room, per il fisting e per il resto del “sesso estremo”. E dobbiamo farlo sia quando tutto questo fa parte delle nostre esperienze e dei nostri desideri sia quando sono cose che ci sembrano dell’altro mondo.

 

Pier
©2017 Il Grande Colibrì

 

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3 commenti

  • gli adulti etero o gay o bisex consenzienti fanno quello che vogliono nel sesso ed è giusto che lo facciano ma se ci fosse anche solo il più piccolo sospetto che orge etero e scambi di coppie etero sono fatti percependo denaro pubblico ci sarebbe uguale scandalo. Le Iene sono sensazionaliste ma è bene fare chiarezza sui soldi dello Stato e su cosa finanziano, se finanziano le iniziative culturali di Anddos e non i Circoli (dove finchè sono tutti consenzienti e adulti non succede nulla di male) non c’è niente di illecito

  • scusa ma ho letto l’articolo e non concordo minimamente. Mi sembra più che altro un articolo indignato, scritto di getto dopo averla presa troppo sul personale. Come se le iene fossero contro il mondo LGBT, e non stessero semplicemente riportando l’esistenza di realtà illecite e illegali, promosse da un’associazione che per un motivo o per un altro ha in piedi giri di affari non legali in quesa nazione. E non diciamoci che se sei omosessuale non hai altri modi di entrare in contatto con altri omosessuali, mi sembrerebbe offensivo provare a far passare questi posti per dei “locali underground anti-proibizionismo” visto che bigottismo a parte, l’Italia non è almeno in teoria omofoba

    il servizio non ha mai specificato che i fondi fossero stanziati per progetti specifici, e così anche Spano non ha neanche provato a spiegarlo. ma non credo proprio che sia questo il punto. Se gli pseudo-bordelli fossero stati collegati ad un’associzione cattolica o legata a qualche partito, per esempio, sarebbe stato meglio o peggio? secondo me sarebbe stata sempre la stessa cosa
    al di là dei soldi pubblici, su cui andrebbe sempre fatto un lavoro di controllo (e sappiamo bene come ciò non avviene abbastanza ne nelle modalità più “proprie”), credo che il problema sia proprio l’esistenza di centri “estremi” nel momento in cui si passa dal passatempo consenziente a quello a pagamento. Srò felice quando la prositutzione sarà legalizzata, ma per ora non le è.

    Poi per carità, è vero che le sanguisughe c’hanno dato dentro nel non perdere l’occasione per sparare discriminazioni a 360°, e quello capisco che fa girare le balle (giustamente), ma la colpa non la darei al servizio delle Iene, scivoloni a parte che possono aver fatto (eg. il cappotto etc.)

    • “L’esistenza di realtà illecite e illegali, promosse da un’associazione che per un motivo o per un altro ha in piedi giri di affari non legali in quesa nazione”: a che cosa ti riferisci?
      “Non diciamoci che se sei omosessuale non hai altri modi di entrare in contatto con altri omosessuali”: e dove ce lo staremmo dicendo?
      “Il servizio non ha mai specificato che i fondi fossero stanziati per progetti specifici”: già, se ne saranno dimenticati, vero?

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