Il governo indiano contro i gay? Arriva la smentita

Omosessuali di tutto il mondo, unitevi in matrimonio!
Kenya, assalto all’incontro di prevenzione contro l’HIV
I media italiani? Sono razzisti, islamofobi ed omofobi

MONDOGoverno indiano: omosessualità contro natura” o “India: governo contro i gay” hanno titolato in queste ore i giornali di tutto il mondo. E, a onor del vero, di dubbi ne lasciava davvero pochi il procuratore generale indiano Malhotra, il quale, a nome del governo di New Delhi, aveva chiesto alla Suprema Corte di rivedere la decisione con cui aveva abrogato il reato di omosessualità nel 2009: “Il sesso omosessuale è altamente immorale e contrario all’ordine sociale ed esistono alte probabilità di diffondere malattie attraverso questi atti“. La situazione, però, è ben diversa da quel che sembrava a prima vista e, per fortuna, il ministero dell’interno indiano ha prontamente e ufficialmente smentito il proprio rappresentante: il governo non ha alcuna intenzione di tornare a dichiarare illegale il sesso tra uomini adulti e consenzienti (NDTV). Contro la depenalizzazione dell’omosessualità, tuttavia, molti gruppi politici e religiosi continuano a presentare ricorsi, che la Suprema Corte, dal canto suo, continua a rigettare: solo pochi giorni fa, ad esempio, i giudici hanno sostenuto che l’evoluzione della società indiana ha reso positivo il giudizio su gay e lesbiche. E avevano ragione, almeno a leggere i sondaggi che mostrano una situazione non perfetta, ma più rosea del previsto sul fronte omofobia (Il grande colibrì).

MONDO A proposito di sondaggi, il 73% degli irlandesi si dice favorevole ad una riforma costituzionale che consenta il matrimonio omosessuale (TheJournal). E ribadisce la volontà di legalizzare le nozze gay, nonostante la netta opposizione di parte della Chiesa anglicana, anche il premier del confinante Regno Unito, David Cameron (Mail Online). In Svizzera, invece, il governo si è detto favorevole a consentire agli omosessuali l’adozione dei figli dei propri partner perché sarebbe “nell’interesse del bambino“, ma rimane contrario ad un diritto generalizzato di adozione per le coppie gay e lesbiche: la discussione sarà comunque molto accesa, dal momento che la destra annuncia battaglia (RSI). E negli Stati Uniti il governatore delle Hawaii, Neil Abercrombie, ha annunciato che non difenderà davanti ai giudici federali la legge del proprio stato che vieta i matrimoni gay: “E’ mio compito di governatore appoggiare l’uguaglianza davanti alla legge” (Courthouse News Service). Invece la governatrice del New Mexico, Susana Martinez, si oppone alle nozze omosessuali e per questo ha perso… il proprio parrucchiere di fiducia! (KOB)

CRONACA Avevamo appena finito di raccontare come lo Swaziland sia forse pronto a chiudere un occhio sulle norme che vietano l’omosessualità pur di combattere più efficacemente l’epidemia da HIV (Il grande colibrì), che dal Kenya arrivano notizie opposte: a Mombasa una folla inferocita, aizzata dai leader religiosi, ha preso d’assalto un incontro di informazione e prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili rivolto a uomini che hanno rapporti omosessuali, mettendo in fuga i 24 partecipanti. Se la fuga si è risolta per ora con qualche ferita e qualche dito rotto, la principale preoccupazione è per la vita di un uomo che è stato inseguito fino a casa sua e la cui fotografia è stata pubblicata da alcuni giornali locali: Pema-Kenya, associazione che si occupa delle persone emarginate, sta cercando di mettere in sicurezza tutti i 24 uomini (Behind The Mask).

CULTURA Stereotipi, luoghi comuni, linguaggi e argomenti ripetitivi, completa sudditanza nei confronti dell’agenda politica: il pessimo servizio offerto dai media italiani diventa perfino peggiore quando parlano di minoranze. Lo fanno, infatti, male e quasi esclusivamente per raccontare fatti di cronaca nera, trasformando la parola “minoranza” in sinonimo di “devianza”. I più colpiti dal razzismo mediatico sono immigrati, rifugiati, rom e musulmani, tutti dipinti come “una minaccia costante alla sicurezza e alla cultura degli italiani“. Ma il 10% degli episodi di cattiva informazione sulle minoranze è riferito alle persone LGBTQ*, secondo quanto rilevato in una ricerca condotta dal Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva e dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza (Diritti Globali). Sarebbe interessante rilevare anche quanta cattiva informazione sulle minoranze viene prodotta dai media gay…

In breve:
1) Sarà presentata settimana prossima la delibera che dovrebbe portare anche a Milano il riconoscimento delle unioni civili: dopo tante promesse e tanti rinvii, finalmente si aprirà il dibattito sull’estensione di alcuni diritti garantiti dal Comune anche alle coppie etero e omosessuali non sposate (la Repubblica).
2) Gli ultra-nazionalisti turchi del gruppo Ayyildiz Tim hanno hackerato la pagina Facebook dell’associazione LGBT curda Hebûn, rendendo pubbliche informazioni utili a dimostrare l’omosessualità di centinaia di persone che ora temono di subire pesanti discriminazioni (Gay Star News).
3) E’ emergenza carceri negli Stati Uniti, dove ogni anno decine di migliaia di detenuti subiscono violenze sessuali. I numeri sono spaventosi e, ancor di più se si tiene conto che la maggior parte degli episodi non viene neppure denunciata, l’allarme è più che giustificato (The New York Review of Books).
4) Con la sua omofobia esasperata, purtroppo premiata dai sondaggi, il candidato alle primarie USA Rick Santorum si merita l’epiteto di “faccia da culo”. Ancora di più oggi che il suo volto è stato riprodotto utilizzando immagini di sederi (e di altre parti anatomiche…) tratte da film porno gay (The Conjecturer).
5) Una buona iniziativa a pochi metri da te: Grindr for Equality è la nuova campagna lanciata dall’app gay più diffusa al mondo per diffondere informazioni ed eventi sul movimento LGBTQ* attraverso gli oltre 3 milioni di smartphone sui quali il programmino è installato. Si cercano volontari ed attivisti…

 

Pier
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