Il matrimonio gay non è una minaccia. Per nessuno

MOVIMENTO Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, promette che, se verranno votate le pregiudiziali di incostituzionalità sulla proposta di legge Concia contro l’omofobia (iGC) i soliti ignoti (Mancuso getta la pietra, ma nasconde la mano: “L’operazione non sarà promossa né gestita da Equality Italia, rete trasversale per i diritti civili, ma da siti gay indipendenti“) avvieranno “una forma intelligente di outing” contro “omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone LGBT” (AgenParl). Che sia una minaccia reale o solo l’ennesima trovata per comparire su un articolo di giornale, il proposito di colpire la libertà altrui e di usare l’omosessualità come forma di ricatto e di discredito è comunque disgustoso.

POLITICA La decisione del TAR del Lazio di annullare la giunta comunale romana di Gianni Alemanno perché non rispettava le “quote rosa” è piaciuta anche a Imma Battaglia, che fino a pochi giorni fa si sperticava in complimenti al sindaco capitolino con la croce celtica al collo per il suo sostegno (a parole: iGC) all’EuroPride. La presidente di Di’Gay Project riscopre “la leva del cambiamento” rappresentata dalle donne, da contrapporre al “conservatorismo patriarcale” (DGP). Anche Vladimir Luxuria festeggia e saggiamente rilancia: “Bisognerebbe introdurre anche le ‘quote fucsia’ perché non tutte le donne si battono per l’eliminazione di ogni forma di barriera sessuale” (Il Tempo).

CRONACA Suscitano un sentimento prevalentemente negativo e, secondo l’opinione comune, diventeranno un tema sempre meno importante con l’andare del tempo: bistrattati anche da parte di attivisti come Aurelio Mancuso (iGC) e da laici come Ignazio Marino (iGC), i matrimoni gay vengono classificati come “impopolari” dalla ricerca di Demos-Coop pubblicata da Repubblica. Eppure nello stesso studio concetti come la solidarietà e la partecipazione e altre istanze laiche come il testamento biologico appaiono tra le idee di maggior successo: come spiegare allora all’opinione pubblica l’importanza delle nozze tra persone dello stesso sesso?

MONDO I matrimoni gay, per ora, non sono contemplati in Israele, paese dove non si possono neppure celebrare i matrimoni laici. Ora però una coppia mista omosessuale (iGC), sposata quattro anni fa in Canada, ha chiesto al ministero degli Interni di riconoscere la propria unione. Supportati da un’organizzazione dell’ebraismo riformato, Joshua Goldberg e Bayardo Alvarez, sono pronti, nel caso molto probabile di un diniego, a rivolgersi alla corte costituzionale israeliana (Forward), ripercorrendo un percorso già avviato da anni in Italia dall’Associazione Radicale Certi Diritti.

MOI Pur con grande discrezione, ha aperto Roys Toys, il primo sexy shop online del Libano. Se i consumatori gay possono essere interessati a molti dei prodotti proposti dal sito al pubblico femminile (dai vibratori alle palline anali), risulta interessante scoprire come Roys Toys offra un vasto assortimento di strap-on dildoes (i falli artificiali indossabili tramite cinture) e uno stimolatore per il massaggio prostatico maschile: il piacere anale degli uomini, in altre parole, è tutt’altro che negato… (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia)

SESSUALITA’ L’uso dei trattamenti antiretrovirali come forma di prevenzione per la trasmissione dell’HIV in coppie sierodiscordanti è al centro del dibattito dopo la pubblicazione di alcuni dati incoraggianti presentati alla conferenza dell’International AIDS Society di Roma (iGC). Gli scienziati ricordano che rimangono alcune domande pendenti e che “la terapia antiretrovirale non è per niente perfetta e non è la risposta definitiva per controllare e fermare l’epidemia da HIV” (NEJM). Insomma, non è ancora arrivato il tempo di appendere il preservativo al chiodo!

CULTURAIl corto sui gay che diventa omofobo” (Gay.it), “il cortometraggio contro i gay” (QueerBlog): i titoli dei media omosessuali non perdonano “Ultracorpo“, il film di Michele Pastrello osannato dalla critica, ma boicottato da tutti i festival LGBTQ* dello Stivale. Nessuno mette in dubbio la qualità tecnica dell’opera, riconosciuta all’unisono, ma non si accetta che un film voglia analizzare l’omofobia partendo dal punto di vista di un omofobo e, anzi, dalla dichiarata repulsione del regista nei confronti dell’idea di avere un rapporto sessuale con un altro uomo. Non abbiamo visto il corto, ma il trailer è estremamente interessante (YouTube) e nell’intervista di marzo concessa a QueerBlog e in quella fotocopia proposta da Gay.it Pastrello sembra descrivere un’opera molto intelligente e tutt’altro che da demonizzare.

 

Pier
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