L’albergatore non discrimini, nemmeno se è cristiano

Tre condanne a quindici mesi per odio omofobico a Derby
Sarkozy fa il conservatore, i suoi sostenitori gay lo lasciano
Primarie USA: gara a chi è più omofobo, c’è anche Romney

CRONACA Nonostante il rammarico del commentatore e, ovviamente, dei ricorrenti, la Corte d’appello ha respinto il ricorso dei signori Bull, che gestiscono la Chymorvah House di Marazion, un paesino della Cornovaglia. I coniugi erano stati in passato condannati dal locale tribunale per aver rifiutato la camera matrimoniale prenotata ad una coppia gay: secondo i due, convinti cristiani, non era dignitoso che due uomini dormissero nello stesso letto. Ma il giudice ha spiegato nella sentenza che “chiunque può manifestare la propria credenza religiosa, ma non nel tipo di contesto commerciale che la coppia ha scelto come attività“. Il Daily Mail appare scandalizzato che i diritti dei gay vengano prima di quelli di due persone rispettabili come i coniugi Bull ma il giudice è categorico: “Quando si offre un servizio non si possono usare le proprie convinzioni religiose o meno per discriminare altri“. I ricorrenti erano stati condannati dal tribunale di Bristol, nello scorso gennaio, a pagare 3.600 sterline di danni alla coppia, legalmente registrata, costituita dal signor Preddy e dal signor Hall per il danno subito con il rifiuto di dar seguito alla prenotazione effettuata.

MOI Ma se rifiutare una stanza può causare una multa, può costare molto più caro invocare la pena di morte per i gay, specie se si vive in uno stato sufficientemente laico da mandarti in giudizio per questo. Lo hanno scoperto Ihjaz Ali, Kabir Ahmed e Razwan Javed, per cui il mese scorso si è aperto un processo alla corte di Derby (Inghilterra): i tre avevano distribuito materiale omofobico in occasione del Pride 2010, incluso un volantino che si chiedeva polemicamente se non sia opportuno ricorrere alla pena capitale per gli omosessuali (Il grande colibrì). La difesa dei tre accusati era stata che è “dovere di un buon musulmano condannare il comportamento peccaminoso della società“: ma fomentare l’odio, secondo il giudice, non è far uso della propria libertà di parola “ma recare un grave danno ad una comunità pacifica“. Per questo i tre sono stati condannati a quindici mesi di detenzione, mentre altri due accusati, Mehboob Hussain e Umar Javed, sono stati riconosciuti non colpevoli (BBCsegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

MONDO In una lunga intervista a Le Figaro Nicolas Sarkozy ha finalmente messo fine alle ambiguità delle ultime settimane rispetto alla sua politica per i diritti degli omosessuali (Il grande colibrì): il presidente francese, in cerca di rielezione, ha dichiarato di essere contrario alle nozze gay ed in particolare all’adozione per le coppie dello stesso sesso che diventerebbe possibile con l’allargamento del matrimonio alla popolazione omosessuale. Tuttavia Sarko ha dichiarato di aver aumentato i benefici in termini di tassazione e di successione per le coppie gay. L’intervista, in cui il presidente uscente è parso voler soprattutto rassicurare l’elettorato di centrodestra, non è però piaciuta a GayLib, gruppo legato all’UMP (partito di governo francese) che ha annunciato che toglierà l’appoggio a Sarkozy per le prossime presidenziali, dopo averlo sostenuto per anni (Têtu).

MONDO La lotta per le presidenziali americane si fa incandescente dopo che Santorum ha rimontato nettamente su Romney con la vittoria in tre stati la scorsa settimana: per questa ragione il candidato più liberal (e meno amato dai reazionari del Tea Party) ha cominciato a fare dichiarazioni più aggressive, nella speranza di recuperare terreno a destra, attaccando – tra le altre cose – l’istituzione del matrimonio omosessuale, che era uno dei cavalli di battaglia del suo più reazionario competitor: “Quando sarò presidente mi batterò per un emendamento della Costituzione che definisca una volta per sempre il matrimonio come una relazione tra un uomo e una donna” (The Advocate).

In breve:
1) All’universo LGBTQ* guarda invece Barack Obama, che in una cena con i principali contribuenti omosessuali del paese, a Washington, ha raccolto giovedì scorso la bellezza di 1 milione e 400mila dollari, pur facendo promesse assai moderate (The Advocate).
2) Una battuta infelice o un’omofobia strisciante? Di certo niente di cui andare orgoglioso per Ken Livingstone, già sindaco di Londra per 8 anni e nuovamente candidato nel 2012: “I banchieri gay non lasceranno la City per Dubai dove gli taglierebbero il pene” (Metro).
3) Ci sono smartphone con applicazioni omofobiche e altri che quantomeno per affari non fanno discriminazioni: nasce così l’applicazione della storica guida Spartacus per gli iPhone: oltre 24mila informazioni per trovare luoghi gay in 2.580 città e 143 nazioni (Out&About).
4) Comincia giovedì e si conclude domenica il primo appuntamento con il Reykjavik Rainbow, il festival LGBT islandese (una sorta di Pride) che raccoglierà gli ospiti e la nativa comunità omo-transessuale in una serie di appuntamenti mix di cultura locale e ospiti internazionali.
5) Se Giovanardi non dice una sciocchezza ogni tanto perde visibilità ed ogni ragione di fama: ecco che quindi, puntuale, ieri è tornato a parlare di gay, dicendo, in un’intervista a Radio24, che due donne che si baciano in strada sono come chi fa la pipì in pubblico (la Repubblica). E Giovanardi che parla a cosa lo potremmo paragonare?

 

Michele
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