“No al maestro gay”: la punta islamica dell’iceberg tedesco

educatore uomo con bambini dell'asilo
Un educatore uomo legge un libro a alcuni bambini

Si può essere maschi e occuparsi di bambini piccoli in una scuola per l’infanzia? E, problema ancor più spinoso, si può essere maschi e omosessuali e lavorare in questo ruolo? Sembra che la questione non sia ancora superata in Germania, dove un gruppo di genitori musulmani ha protestato contro un educatore apertamente omosessuale che si occupa dei piccoli della comunità locale nella zona nord-ovest di Berlino, il distretto di Reinickendorf [The Local].

Prima di scandalizzarci per l’evidente bigottismo di questi genitori, lasciate però che vi ricordi due cose, molto diverse tra loro, ma entrambe pertinenti.  Era appena il 1998 quando il futuro presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, da un palcoscenico televisivo di successo lanciò i suoi strali contro i maestri elementari gay, perché li giudicava affini, per qualche strana ragione, ai maestri elementari pedofili [La Repubblica]. Oggi Fini, che politicamente è morto e sepolto, probabilmente non direbbe più baggianate del genere, ma, prima di dire che i musulmani vogliono tornare al medioevo (come fa qualche politico tedesco), pensiamo al fatto che il medioevo da noi non è poi così lontano, evidentemente…

La seconda cosa che voglio ricordare è molto più personale. L’ultima volta che sono stato ad Amburgo, con il mio compagno, abbiamo preso una stanza in un albergo alla nostra portata ma che fosse vicino al cuore pulsante della vita gay della città, finendo – senza alcun imbarazzo, ma anzi con grande comodità –  a poche decine di metri da alcuni locali dove “Le iene” direbbero che si pratica il sesso estremo.

Il quartiere (St. Georg) è il medesimo dove sorge una moschea e addirittura uno dei suddetti locali è nello stesso edificio che ospita una sala di incontri (non saprei dire se una sala di preghiera o di attività politiche o sociali) di gruppi islamici. E posso assicurare che, tanto quanto non ho visto nessun leatherman impressionato dalle barbe e dai caffetani dei frequentatori del centro, nessun musulmano che entrava o usciva dal suo luogo d’incontro sembrava stupito dai vestiti in pelle o in gomma (incluso qualche chaps) dei frequentatori del locale sadomaso.

Tutto questo per dire, prima di entrare nel merito della notizia, che l’intolleranza non ha una sola patria e che, per contro, nemmeno la convivenza civile è prerogativa solo di alcuni e non di altri.

Ciò detto, ovviamente, il caso è triste e vergognoso. I genitori in questione hanno richiesto il trasferimento del giovane educatore a un altro asilo e hanno ottenuto invece come risposta che, se non sono soddisfatti, possono trasferire i loro bambini. Il problema dei problemi è che l’insegnante è omosessuale, ma sembra che anche solo il fatto che sia un maschio non sia stato gradito da molti.

È vero che nei primi anni della scuola per l’infanzia gli educatori devono accudire i bambini anche cambiandoli se si sporcano e venendo in contatto fisicamente con loro, attività che sono “normalmente” associate (anche nella cultura occidentale) alla figura materna. Ma è anche vero che la società è, sia pur disomogeneamente, in movimento da tempo su questo tipo di questioni: i padri  che si occupano dei figli, anche per quel che riguarda i bisogni più strettamente corporali, sono sempre più frequenti (ma ancora una netta minoranza). E il senato berlinese (la giunta comunale) ha in programma di fare in modo comunque che il numero di educatori maschi, attualmente inferiore al 10%, aumenti nettamente.

In realtà la discriminazione nei confronti delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali) nel mondo dell’educazione sembra essere più rilevante di quanto quest’episodio mostri. A gennaio l’Antidiskriminierungsstelle (Agenzia anti-discriminazioni) ha pubblicato un sondaggio in cui un quarto degli intervistati ha ammesso il proprio disagio di fronte a un insegnante gay e poco meno (il 20%) ha manifestato la stessa diffidenza nei confronti di insegnanti lesbiche.

Secondo Stephanie Nort, referente per l’educazione alla Berliner Initiative Queerformat (Iniziativa berlinese FormatoQueer), il problema non riguarda solo i genitori musulmani: “Ogni tanto ci arrivano segnali di questo tipo da ogni quartiere di Berlino, e relativi a persone con ogni tipo di credenza” [Berliner Zeitung].

La faccenda della scuola sarebbe stata risolta dalla giusta intransigenza della dirigenza scolastica, probabilmente, se la Germania non fosse in campagna elettorale per le elezioni di settembre in cui si sceglierà chi deve succedere ad Angela Merkel.

E così esponenti politici di quasi tutti i partiti sono intervenuti, a cominciare da Melanie Kühnemann, portavoce del Dipartimento gioventù, famiglia e politiche queer del Sozialdemokratische Partei Deutschlands (Partito socialdemocratico di Germania; SPD), che ha esortato  tutti i genitori musulmani ad accettare i diversi orientamenti sessuali, mentre la deputata della Christlich Demokratische Union Deutschlands (Unione Cristiano-Democratica di Germania; CDU) Katrin Vogel ha osservato che “se si richiede la libertà religiosa, la stessa libertà dev’essere accettata per l’orientamento sessuale”.

Analoghe dichiarazioni dai toni pacati sono arrivate dai rappresentanti dei liberali del Freie Demokratische Partei (Partito Democratico Libero; FDP) e dai verdi, mentre Frank-Christian Hansel di Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania; AfD) ha osservato che “questo caso esprime chiaramente la visione arcaica che è radicata soprattutto nell’islam” [Der Tagesspiegel]. Dimenticando forse che il suo partito è contro il matrimonio egualitario, contro l’aborto, contro le quote rosa, contro l’equiparazione tra i sessi e le cattedre universitarie sugli studi di genere [Alternative für Deutschland].

 

Michele
©2017 Il Grande Colibrì

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7 commenti

  • La Germania è un Paese in cui l’omofobia è un reato. Quando qualche ubriaco usa espressioni anche solo vagamente omofobe viene buttato fuori dai locali. In privato può essere, in pubblico no.
    Faccio anche presente che i sondaggi menzionati sono anonimi. Richiedono opinioni ad intervistati che mantengono l’anonimato. Così gli intervistati possono dire senza timore quel che pensano, e che non direbbero mai in pubblico.
    Inoltre, qualora il sondaggio (che non ho potuto rintracciare, dovrebbe essere citato a questo link https://www.lsvd.de/community/studien-und-umfragen.html ma non lo trovo) sia riferito a Berlino, ricordo che in città risiede una numerosissima comunità turca (200.000 presone immigrate, mentre mancano le statistiche per la seconda generazione, che presumibilmente è più numerosa, oltre a moltissimi altri musulmani. Quindi il 25% di intervistati che ha espresso disagio all’idea di insegnanti gay potrebbe anche essere composto esclusivamente da musulmani. Non sto dicendo che lo sia, ma ritengo che lo sia in grande parte.
    Non sto contestando che possano esserci omofobi tra i tedeschi credenti in altre religioni o non credenti, anche se secondo la mia esperienza (vasta, ma individuale e quindi non valida scientificamente) sono molti meno di quanto indicato nell’articolo e comunque meno che in qualunque altro Paese europeo tolti forse gli Stati scandinavi. Sto contestando, e vorrei documentazione del contrario in caso sbagliassi, che ci sia omofobia in pubblico. Quattro pagliacci neonazi, molti meno dei nostrani Casapound, non fanno statistica. Già gli AfD, numericamente e politicamente l’equivalente di Lega e Fratelli d’Italia, hanno espulso membri che si sono espressi in pubblico in modo riprovevole.
    La forte immigrazione degli ultimi due anni invece ha causato una radicalizzazione anche dei musulmani da molto tempo in Germania o anche di seconda generazione. Oggi antisemitismo, sessismo ed omofobia sono veicolati dai musulmani, e difficilmente censurati dalla polizia, dal sistema giudiziario, dai politici e fianco dai giornali per evitare di fomentare sentimenti xenofobi.

  • Vorrei sapere se ho scritto qualcosa di falso o impreciso. La discriminazione dell’educatore è una cosa ripugnante e sciocca, ma non sono io a precisare che discriminazioni simili vengono da genitori di tutte le religioni. Può essere che i genitori musulmani siano di più, caro Enzo, ma non ho trovato percentuali in nessun articolo di quelli che, con il mio tedesco scarso, sono riuscito a leggere. Sono certo che vorrà indicarmi il link per precisare meglio.
    Le cavolate degli uni non coprono mai quelle degli altri, caro Ned: purtroppo le cose negative tendono a sommarsi e mai a elidersi.
    Ad Insomma vorrei ricordare che parliamo di musulmani in Germania e non in paesi islamici, di cui ci siamo spesso occupati, senza alcuna tenerezza. E che Alternative fur Deutschland non contesta le quote rosa in quanto sessiste, anzi… Anche a lui vorrei far presente che io mi baso sulle notizie e sulle conoscenze che ho, ma che attendo sempre notizie più esaurienti da persone più documentate.
    Quanto ad Albert: faccia pure come crede, io l’islamizzazione non la vedo incombere affatto… ma forse sono ipovedente.

  • “è contro il matrimonio egualitario, contro l’aborto, contro le quote rosa, contro l’equiparazione tra i sessi e le cattedre universitarie sugli studi di genere ”
    A parte che le quote di rosa sono criticate anche e sopratutto da molti oppositori del sessismo e da femministe in quanto paternalistiche, non penso si possa paragonare le opinioni personali contro l’aborto,i gender studies e i matrimoni gay con la situazione di discriminazione istituzionale che vivono molti gay e lesbiche in molti paesi islamici…

    E’ come dire che noi occidentali non dobbiamo fare la morale alla Corea del Nord(o alla Cina,l’Arabia ecc) sulla pena di morte perché anche da noi esistono politici che sostengono che bisogna reintrodurre la pena di morte e che fino a poco tempo fa nella stessa Italia c’era la pena di morte e c’è ancora negli USA…

    Non fa una piega, in ogni caso e a seconda di come la si rigiri risulta sempre che la colpa è sempre dei “cattivi occidentali”…

  • non è che ogni volta che un musulmano fa una cavolata bisogna ricordare “sì ma anche gli occidentali..”, le cavolate degli uni non coprono quelle degli altri

  • La Germania è la Grande Ipocrita dei diritti lgbt : viene dipinta come un Paradiso Arcobaleno, ma da 13 anni non riescono a legalizzare il matrimonio egualitario, e la legge sulle adizioni è umiliante.

  • Contenti voi di lisciare il pelo ai vostro futuri persecutori, io continuerò con tutto me stesso a lottare contro l’islamizzazione della mia patria.

  • Non ho apprezzato molto che Michele, dopo aver raccontato il fatto inerente alcuni cittadini musulmani, riprenda dicendo che le discriminazioni esistono anche tra gli occidentali, quasi a voler trovare una giustificazione a ciò. Sicuramente è vero, ma con una percentuale assolutamente più bassa, non vorrei che con un finto buonismo si dimentichi che le società islamiche sono le più omofobe di tutto il pianeta, prova ne è che la pena di morte o il carcere a vita per omosessualità sono proprie di stati musulmani. Le discriminazioni vanno combattute ovunque.

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