Malesia, pene più severe per gli omosessuali?

TDoR, per non dimenticare le vittime della transfobia
Patanè: Berlusconi sconfitto grazie alla lobby gay
Francia, sindaco celebra matrimonio gay (con sorpresa)
Canada, calciatore fa coming out, la squadra lo sostiene

MOI L’omosessualità in Malesia è già punita con fustigazione e carcere fino a 20 anni. Tuttavia in due degli stati malesi sono state proposte modifiche della legge che inasprirebbero ulteriormente queste pene unendo la pena civile e la pena religiosa per i musulmani: il risultato sarebbe di ottenere pene detentive ancora più lunghe e colpirebbe anche chi supporta i diritti degli omosessuali senza esserlo. In Malesia la religione è competenza dei governi regionali e non riguarda lo stato confederale (Reuters). Ma accanto ad una censura rigida e a poteri oscurantisti, si fa strada una vera e propria repressione anche delle poche libertà fin qui concesse: appena una ventina di giorni fa è stato messo in discussione come immorale il prossimo concerto di Elton John (Il grande colibrì) e la scorsa settimana gli organizzatori sono stati costretti ad annullare una manifestazione per i diritti della sessualità a Kuala Lumpur dopo le minacce della polizia di reprimere l’evento, in quanto portatore di disagio e disordine. Tuttavia questa repressione ha portato all’intervento della comunità internazionale e in particolare dell’organizzazione Human Rights Watch: si attendono ora risposte dal premier Najib, che è stato invitato – con le altre autorità – a riconoscere diritti ed importanza alle organizzazioni che difendono i diritti umani nel paese (Asian Sentinel; segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia). M.

MOVIMENTO Trovarsi di fronte un torso umano bruciato, cercare qualche segno su quel pezzo di carne seviziata, riconoscere un piercing, l’ombra di un tatuaggio. Riconoscere la propria figlia. Il dramma di Lyniece Nelson, davanti al cadavere della figlia Hilliard, 19enne, trans, è inenarrabile (CBS Detroit). Ma non per questo si può tacerlo. Nasce proprio dalla volontà di ricordare le vittime dell’odio transfobo il Transgender Day of Remembrance (TDoR), che si celebra il 20 novembre di ogni anno in numerose città di tutto il mondo leggendo il nome delle persone transgender uccise a causa della loro identità di genere e accendendo una candela per ciascuna di esse. Questo evento si terrà anche in Italia. A Collegno (Torino) ci si riunisce in Piazza Repubblica sabato 19 (h. 17.00) per il candlelight e ancora domenica 20 (h. 17.00) alla Sala Villa 5, in via Torino 9, per la proiezione del documentario “TransItalia” di Vincenzo Saccone (Circolo Maurice). A Genova, invece, GenovaGaya organizza domenica 20 prima un picchetto in Piazza De Ferrari (h. 17.30) e poi il candlelight presso la Comunità di San Benedetto al Porto, in via San Benedetto 12 (h. 21.00). Infine a Lecce l’AGEDO incontra Vladimir Luxuria a Palazzo Caffarra, in Piazza Sant’Oronzo 49 (h. 16.30). Ai già troppi nomi di quest’anno si aggiunge la piccola Hilliard. P.

POLITICA Berlusconi ha rassegnato le dimissioni sabato sera e nell’euforia dei molti festanti (che fanno un po’ riflettere: dov’era tutta questa gente, alle scorse elezioni?) si segnala per comicità l’intervento di Paolo Patanè: intervistato da Klaus Davi (uno scontro di titani, in pratica) su YouTube, rivendica un ruolo per la lobby gay nella caduta dell’Imperatore dei soldi e delle minorenni. In attesa che agli sgomitanti in salita sul carro dei vincitori si aggiunga il sempre divertente Aurelio Mancuso, che rivendichi come decisiva per la caduta di Berlusconi la sua operazione di outing contro politici del centrodestra (Il grande colibrì), è forse il caso di fare un po’ il punto sulla situazione. Senza catastrofismi, certo, ma anche senza trionfalismi fuori luogo. Restando nel nostro recinto, sperare che faccia qualcosa per i diritti delle persone LGBTQ* un governo appoggiato dal PD, PdL e UdC è un po’ come sperare che il 6 gennaio arrivi la Befana a portarci i regali. Se poi allarghiamo lo sguardo alla situazione politica generale, appare con ogni evidenza che ciascuno ha fatto una scelta di piccola utilità personale: andando al voto oggi berlusconiani e leghisti perderebbero quasi certamente in modo rovinoso, ma pure il Terzo Polo sarebbe relegato ad un ruolo di eterna mini-minoranza. D’altro canto il centrosinistra avrebbe necessità di presentare un programma alternativo a quello che fin qui ci è stato proposto, e non sembra che PD e IdV, pure con l’ausilio di SEL, sia in grado di compiere questo sforzo immane… M.

MONDO L’annuncio di Jean Villa, sindaco comunista di Cabestany, nei Pirenei Orientali, che sabato avrebbe sposato una coppia gay ha fatto discutere tutta la Francia: sebbene non si sarebbe trattato di una prima assoluta – già nel 2004 Noël Mamère, sindaco di Bègles, aveva celebrato delle nozze gay, poi annullate dai giudici -, Villa sembrava molto sicuro di sé: “Questo matrimonio sarà al riparo da qualsiasi annullamento” (Têtu). Contro il sindaco si sono scagliati molti politici cattolici e di centro-destra, a partire dal segretario alla famiglia Claude Greff, che ha detto: “E’ una provocazione elettoralistica: è inaccettabile che si usi il potere conferito dalla legge per violarla” (Têtu). Alla fine, però, sabato è stato celebrato un matrimonio solamente simbolico: il sindaco, che era arrivato a sostenere che “in certi momenti bisogna essere fuorilegge”, ha abbassato le ali: “Faccio le cose secondo la legge” (Têtu). Chissà se qualcuno gli ha fatto cambiare idea o se sin dall’inizio l’iniziativa aveva carattere puramente mediatico, tuttavia Villa è riuscito a ridare centralità al tema del diritto al matrimonio per le persone LGBTQ* e ad ottenere il sostegno dei socialisti e di Europe Ecologie. Intanto l’Italia fa spallucce: segue ciecamente i diktat europei sui tagli al welfare, mentre se ne frega delle richieste sui diritti… P.

CRONACA Non sempre gli sportivi si nascondono. Anzi, per quanto la pratica sia ben lontana dal coinvolgere tutti gli atleti professionisti omosessuali, anche nel calcio cominciano a diventare un po’ più frequenti i coming out. Ultimo, appena un paio di giorni fa, alla CBC, è stato David Testo, centrocampista del Montreal Impact: “Sono davvero pentito di non essere venuto prima allo scoperto. Sei sempre oppresso dal segreto e non hai diritto di essere te stesso“, racconta il trentenne. Un paio di anni fa Testo fu premiato come il miglior atleta della squadra ma non se la sentì di dedicare quel riconoscimento al suo compagno: “C’era solo una persona a cui volevo dedicare il premio, ma non potevo. Non ero ancora abbastanza avanti nella mia volontà di rendermi visibile come omosessuale“. Positiva, sin qui la reazione della squadra, che in una nota di sostegno al proprio calciatore dichiara: “Nel corso della sua carriera nel Montreal, è sempre stato professionale ed attento sia in campo che fuori. La sua decisione di fare coming out deve essere stata difficile, ma noi la rispettiamo completamente“. E lo sport ci regala un altro attimo di serenità con la notizia della concessione dell’asilo in Germania alla rugbysta ugandese Lilian Ikulmet che guidò la squadra delle She Cranes e la nazionale del suo paese. L’atleta, lesbica dichiarata, è stata costretta all’espatrio dopo essere stata violentata, picchiata e discriminata nel suo paese a causa della sua sessualità. Ikulmet spera ora di ottenere un visto per far arrivare in Germania anche la sua compagna e sposarla appena sarà possibile (Behind the Mask). M.

 

Michele e Pier
Copyright©2011MicheleBenini-PierCesareNotaro
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5 commenti

  • caro Ivan: il tuo commento è un po' criptico, magari se ci spieghi meglio capiamo
    caro Carlos: non mi risulta che i calciatori diffondano molti modelli positivi, ma da cosa derivi che l'essere gay sia un modello negativo? e quando vai al mare salti addosso a tutte le donne solo perchè sono svestite? i gay non sono più sessuomani degli altri, sai?
    caro Che Guevara: grazie, perfettamente d'accordo con te

  • Carlos, sei ignorante! Gli omosessuali non saltano sui loro compagni eterosessuali e bambini hanno modelli positivi! Lo sport serve per unire i popoli e le nazioni, per non diffondere pregiudizi degli ignoranti come te!

  • Il calcio è uno sport per gli uomini e gli omosessuali non vanno bene per 2 motivi:
    1-i giocatori nello spogliatoio degli uomini sono imbarazzati dai gay e non possono vivere in pace nel loro sport;
    2-i calciatori sono modelli per i bambini e suggerire ai figli degli omosessuali come modelli è una scelta ideologica sbagliata e verso il peccato.
    Un omosessuale non deve giocare a calcio e se dice che è gay.
    Carlos

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