“Ja, ich will”: Merkel in difficoltà sui matrimoni gay

torta nuziale con statuine di coppie omosessuali
Statuine di coppie lesbiche e gay su una torta nuziale

La Germania è il paese europeo che conta la più alta percentuale (7,4%; Vice) di persone che si dichiarano LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali). E qui è a favore dei matrimoni e delle adozioni per le coppie omosessuali la maggioranza degli elettori di tutti i principali partiti, con punte dell’89,1% tra i Grünen (Verdi) e dell’83,1% nella Linke (Sinistra), come mostra un sondaggio del Tagesspiegel. L’unica eccezione è rappresentata da Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania; AfD), la nuova forza populista, xenofoba e islamofoba che, tra i suoi simpatizzanti, vede precipitare i favorevoli all’uguaglianza al 30,5%.

In questo panorama politico così positivo, sorprende che il paese sia ancora fermo alle norme introdotte nel 2001, con le Eingetragene Lebenspartnerschaft, le unioni civili che non riconoscono alle coppie omosessuali gli stessi diritti accordati alle coppie eterosessuali sposate. La differenza principale è costituita dall’impossibilità per due persone dello stesso sesso di adottare un bambino congiuntamente.

Le cose, però, potrebbero cambiare presto. Attraverso il suo capogruppo in parlamento, Thomas Oppermann, il Sozialdemokratische Partei Deutschlands (Partito socialdemocratico di Germania; SPD) ha chiesto al governo di “grossa coalizione” guidato da Angela Merkel di affrontare la questione nel prossimo incontro della maggioranza. “È una questione di giustizia” ha commentato semplicemente Oppermann [Spiegel Online].

È solo un mezzo per prepararsi alla campagna elettorale per le elezioni che si svolgeranno il 24 settembre, ha replicato seccato Marcus Weinberg, portavoce per le politiche familiari del gruppo parlamentare composto dai due partiti gemelli di centro-destra Christlich Demokratische Union Deutschlands (Unione cristiano-democratica di Germania) e Christlich-Soziale Union in Bayern (Unione cristiano-sociale in Baviera). Eppure lo stesso Weinberg precisa di essere favorevole alle “adozioni gay”: “Quello che dovrebbe importare è il benessere del bambino, non l’orientamento sessuale della coppia che vorrebbe adottare” [DW].

A dirla tutta, le accuse di Weinberg sono anche sensate: l’SPD sa che le possibilità di approvare le nozze omosessuali in questa legislatura sono pochissime, ma ha deciso di accelerare perché il tema sta particolarmente a cuore al suo candidato per le elezioni di settembre, Martin Schulz. E il partito già parla esplicitamente del fatto che, se riuscirà a governare in coalizione con i Grünen, introdurrà il matrimonio egualitario, oltre a riabilitare e risarcire tutte le persone omosessuali condannate in passato in base a leggi omofobe.

Resta il fatto che la CDU-CSU di Merkel continua a mantenere un atteggiamento ambiguo, cercando di presentarsi come paladina tanto del conservatorismo quanto del progressismo. E così, nonostante la maggioranza assoluta dei suoi elettori sia a favore, come molti suoi importanti esponenti, il centro-destra tedesco non riesce a fare un passo avanti sui diritti delle persone LGBTQI.

 

Pier
©2017 Il Grande Colibrì

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