Apre a Piacenza un nuovo spazio interculturale LGBT

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A Piacenza il nuovo spazio LGBT "Il nido del colibrì"

Voglia di conoscervi, confrontarvi, informarvi? Se abitate a Piacenza o nei paraggi, c’è una bella novità: tutti i mercoledì sera, a partire da oggi, Il Grande Colibrì e Spazio 2 organizzano “Il nido del colibrì”, un nuovo spazio interculturale LGBT. L’appuntamento è alle 21.00 nei locali di Spazio 2 (in via XXIV Maggio 51/53 a Piacenza): un’oretta di accoglienza e di aggregazione in cui confrontarci in tutte le nostre diversità (sessuali, etniche, sociali, religiose, culturali…), e poi una rassegna stampa in cui approfondire le notizie LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali) provenienti da tutto il mondo. L’ingresso è ovviamente libero. Per maggiori informazioni, potete scriverci a piacenza@ilgrandecolibri.com.

Nell’era dei social, dei leoni da tastiera e delle notizie che si rincorrono sulle app degli smartphone, ha ancora senso ritrovarsi per parlare di quello che succede nel mondo, e in particolare nel mondo LGBTQIA? La domanda potrebbe sembrare un po’ retorica, ma forse non lo è poi così tanto.

In qualità di presidente – per oltre dieci anni – di un’associazione LGBT di Piacenza, mi sono reso conto che spesso l’apparenza inganna. Per anni mi sono lambiccato il cervello per cercare qualcosa che potesse attirare le persone ai nostri incontri settimanali, qualcosa che fosse interessante, utile e che al tempo stesso favorisse/stimolasse il senso di appartenenza alla comunità della quale, più o meno consapevolmente, i presenti facevano parte. E che riuscisse a farlo in maniera gradevole, possibilmente favorendo i rapporti umani fra chi partecipava.

Ho provato con i film, con gli approfondimenti storici, con gli incontri a tema, con le interviste live e via Skype, con le serate libere, con i cineforum e con molte altre cose (tra cui le serate ricreative presso dei locali della zona), ma alla fine per qualche motivo le persone tendevano a non fidelizzarsi, o a partecipare solo quando c’era qualcosa che poteva interessargli nello specifico.

Poi, per un certo periodo, alle nostre serate aveva iniziato a partecipare una giovane ragazza rumena, Ariana, che mi fece notare che a lei sarebbe piaciuto sapere quello che succedeva nel mondo in quel momento, perché era nel mondo – e in quel momento – che lei viveva. E così ho cominciato a trasformare i nostri appuntamenti settimanali in una rassegna stampa, con video e contributi vari. Una cosa che – lo ammetto – io per primo credevo superflua e a cui guardavo con scetticismo, ma che invece si è rivelata uno dei maggiori successi della mia esperienza associativa.

Perché, se è vero che siamo bombardati di notizie LGBT, è anche vero che abbiamo sempre meno tempo per filtrarle, per leggerle o anche solo per fermarci a pensarci sopra… Men che meno stando vicino ad altre persone interessate a quel genere di notizie e con cui confrontarci. Senza contare che, lasciando il giusto spazio a tutti, parlare di quello che succede nel mondo è anche un ottimo modo per conoscere gente nuova, fare amicizia e rimettere in discussione la propria vita e i propri punti di vista – cosa, questa, che spesso è molto più utile di quanto non sembrerebbe, soprattutto quando ci sono notizie che riguardano il mondo nel suo insieme.

Così mi sono detto che era arrivato il momento di puntare nello specifico su questa piccola “scoperta” e parlandone col Grande Colibrì abbiamo deciso di sperimentare l’idea dei “nidi”: degli appuntamenti dedicati all’informazione, all’accoglienza e – si spera – anche all’integrazione culturale. Anche perché, altra cosa che ho notato in questi anni, spesso ci si dimentica che se le persone LGBTQIA vengono discriminate o isolate, le persone LGBTQIA che fanno parte anche di altre minoranze (siano esse religiose, etniche o altro) lo sono ancora di più, e sarebbe bello provare a cambiare le cose.

Alla fine siamo tutti sulla stessa barca e abbiamo tutti bisogno delle stessa cosa: un mondo migliore in cui vivere, in maniera più consapevole e – possibilmente – sentendoci sempre meno soli. Quindi diciamo che la parola “nido” non è scelta a caso: la speranza è che diventi un luogo accogliente da cui, presto o tardi, tutti potranno spiccare il volo verso nuovi e più sereni orizzonti.

 

Wally
©2017 Il Grande Colibrì

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