Nozze gay e politica: tra Grillo, il PD e le comiche

E’ sempre triste dover guardare alla situazione italiana dei diritti civili (negati) e, soprattutto, a come la politica affronta (o rifugge) il tema. Ma dopo la figuraccia della presidente del PD Rosy Bindi, che sabato scorso ha rifiutato di mettere in votazione una mozione su questi temi presentata da diversi rappresentanti del partito (tra cui il vicepresidente Ivan Scalfarotto e il senatore Ignazio Marino, già candidato alla segreteria alle ultime primarie), il dibattito della politica è diventato omocentrico. Nel senso che ora tutti parlano degli omosessuali e dei loro diritti, ma – un po’ com’è avvenuto nel mondo dello sport dopo le sparate omofobiche di Cassano (Il grande colibrì) – la sensazione è che ci si stia solo riempiendo la bocca di belle parole.

Naturalmente non si può e non si deve fare di ogni erba un fascio: in questo dibattito c’è chi ha preso posizione chiara e non con vaghe parole, buone per mediare ma non per raggiungere un obiettivo. E se fino a pochi giorni fa una posizione chiara era espressa solo da radicali, SEL e Italia dei valori (Il grande colibrì), a questi gruppi si è aggiunto, giusto dopo la clownesca assemblea del PD, il Movimento 5 Stelle. Le parole di Grillo (nella foto) in proposito non hanno lasciato spazio ad interpretazioni, benché il PD e i media abbiano tutti puntato su una battuta maschilista e di cattivissimo gusto del comico, ignorando il succo della notizia (ANSA).

Ma gli ultimi giorni hanno mostrato cos’è davvero la politica italiana ed anche, in parte, come ragiona chi deve interpretarne le parole e gli umori: la fiera della comicità comincia con Mario Borghezio (proprio lui), che invita il mondo LGBT a confrontarsi con la Lega Nord perché “la Lega deve essere aperta a tutti, anche agli omosessuali e alle loro associazioni. Non abbiamo preclusioni per nessuno, men che meno per loro” (Il Giornale), anche se l’esponente del Carroccio non è nuovo a queste aperture ed è stato oggetto di una sorta di outing qualche mese fa da parte del senatore, suo collega di partito, Giuseppe Leoni (Giornalettismo).

L’ex intollerante padano, però, ha una valida contendente nell’arena estiva: l’ex sottosegretario PdL Eugenia Rocella, che stigmatizza la paura del PD di affrontare i diritti civili per poi sostenere che i gay dalle nostre parti stanno benone perché i cristiani sono tolleranti, ma bisogna guardarsi dai musulmani, che invece danno loro la caccia – come dire che dovremmo ringraziare il papa e tutta la gerarchia vaticana perché non ci mette al rogo (Irispress).  Precisiamo che i due politici hanno rilasciato entrambi queste dichiarazioni durante interviste di Klaus Davi, per cui se c’è qualche stomaco forte che vuole emozionarsi e non pensare al caldo, può vedersi le intere e imperdibili interviste (Borghezio; Rocella).

E anche tra chi dovrebbe interpretare la politica si registrano posizioni sconcertanti: è il caso del politologo Alessandro Campi, che invita il PD a concentrarsi sull’economia e a non svolgere primarie “pilotate”, relegando il tema dei diritti, ancora una volta, alla coscienza (ed all’iniziativa) personale (Lettera43).

Ben diversi, ovviamente, l’intervento di Nichi Vendola, che ha invitato a non cercare più “frammenti di diritti ma diritti veri” (Diretta news), e quello di Antonio Di Pietro, che ha invitato gli estensori del documento che non è stato messo in votazione all’assemblea PD a sostenere la proposta che il suo partito ha già presentato in Parlamento (Il Fatto Quotidiano). Ma la vera bomba ora è la “conversione” di Beppe Grillo al tema dei diritti e, nello specifico, alle nozze gay: se sono veritieri i sondaggi di queste settimane (che vedono il suo movimento sfiorare il 20% dei voti), la sua posizione potrebbe diventare determinante e risolutiva nel prossimo Parlamento. Sempre che i politologi non pretendano che si parli solo di economia e che i tecnici siano disponibili a lasciare la poltrona…

 

Michele
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9 commenti

  • Non credo che sia un problema di scuse, che comunque apprezzo e posso fare a mia volta per aver forzato il senso delle tue frasi, anche se continuo a pensare che quello che Grillo dice in uno spettacolo vale tanto quanto (se non di più) di quello che scrive nei suoi post.
    Su castità e verginità non sono così preparato, ma ho sempre capito che la differenza fosse in gran parte tra scelta volontaria (e quindi legata al pensiero) e conservazione della purezza del corpo (e quindi legata al fisico). Tuttavia, mentre tu osservi che nella frase di Grillo (La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti)l'offesa potrebbe essere eventualmente generata dal "probabilmente", io sono convinto che l'offesa stia nell'aggettivo "vero", che io leggo come possibilità ch'ella sia stata "amata" per convenienza. Ma naturalmente è solo la mia personale interpretazione

    • Non ci avevo pensato, Michele, ma in effetti si può leggere anche come dici tu. Non conosce l'amore vero ma conosce bene l'amore falso… In quel caso sarebbe una stilettata davvero molto perfida da parte di Grillo (non ci avevo pensato perché reputo Grillo un buon comunicatore ma non così acuto, ma è anche vero che si tratta di un post, magari non l'ha scritto tutto lui).

  • Per amore di precisione, allora, va detto che l'articolo non è di Luxuria e Vendola ma su Luxuria e Vendola.
    Il post di Luxuria è qui: http://www.vladimirluxuria.it/2012/04/luxuria-non-voterei-grillo-e-omofobo/
    Nel post viene riportata una frase tratta dallo spettacolo comico di Grillo. Ognuno si fa le proprie idee, ma bisogna essere onesti e dire che si trattava di uno spettacolo.
    Del tanto contestato "epiteto" a Vendola ha detto bene Michele Darling nel suo blog: una bugia ripetuta mille volte non diventa una verità (http://darlingmichele.wordpress.com/2012/07/20/grillo-ha-dato-del-busone-a-vendola-una-bugia-ripetuta-mille-volte-resta-una-bugia/).

    Da quello che scrivono certi giornali e blog ho l'impressione che non abbiate letto il post di Grillo, e ci metto anche te, Michele, perché la questione della "donna brutta" ce l'hai aggiunto tu di sana pianta. La frase, per non continuare a parlare a vuoto, è questa:
    La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti.
    Se questo è maschilismo o è "grave offesa, turpe sarcasmo" etc., significa che diamo un diverso significato alle parole. E se la accosti alla battuta di Berlusconi e le giudichi dello stesso tono, decisamente non abbiamo gli stessi criteri di valutazione.
    Da notare poi che la frase è rivolta alla Bindi, una cioè che ha fatto voto di castità. Semmai potrebbe essere offensivo, in questo caso, il "probabilmente", che insinua che lei abbia convissuto col vero amore e non sia quindi casta…

    Faccio queste precisazioni non per farti cambiare idea – nessuno cambia mai idea, quali che siano i dati che gli si portano davanti (è una mia convinzione) – ma per chi legge il vostro sito e vuole farsi un'opinione.

    • Per amore di precisione, sarebbe bello non far dire agli altri cose che non hanno detto, visto che chiunque può vedere poche righe sopra che non c'è scritto che l'articolo è di Vendola e Luxuria.
      Se Grillo non ha mai pronunciato la frase riportata nell'articolo su Vendola, io non lo so: ho citato una fonte, non è che posso andare a tutti i comizi di Grillo o leggere il suo blog (da cui scompare ogni cosa sgradita con una velocità impressionante) solo per far piacere a te. La frase su Luxuria, invece, confermi che l'ha detta: ma siccome era uno spettacolo non vale, dici. Ma perchè? Non è forse negli spettacoli che Grillo ha cominciato a diventare un protagonista politico?
      Quanto al resto, ti lascio con le tue convinzioni: la battuta era per me sgradevole e maschilista, per te era delicata e ironica. Ne prendo atto, ma credere che non ci fossero riferimenti alla bruttezza della Bindi è un insulto all'intelligenza, secondo me.
      (e se la Bindi ha fatto voto di castità vuol dire che non ha mai conosciuto il vero amore? perchè l'amore è solo sesso?)
      Quanto a me, si vede che non mi conosci: ho cambiato idea spesso nella vita, e sono pronto a cambiarla ancora. Ma difficilmente lo farò con Grillo, che fa lo stesso mestiere di Berlusconi: vende sogni agli italiani. Se lui li potrà realizzare, ne sarò felice perchè sono comunque più vicini alle mie idee di quelli di B., ma siccome ho molti dubbi e non mi fido dei pifferai magici, resto scettico. E non lo dico per far cambiare idea a nessuno ma perchè credo che l'unico esercizio di maturità che so fare sia di coltivare il dubbio.

    • Ti chiedo scusa per aver frainteso, Michele, avevo interpretato la frase "l'articolo in cui Nichi Vendola e Vladimir Luxuria citavano […]" come se Luxuria e Nichi Vendola fossero autori dell'articolo.

      Quando scrivi "ma siccome era uno spettacolo non vale, dici" o "per te era delicata e ironica" ti chiedo di scusarti a tua volta per avermi fatto dire cose che non ho detto. Il significato mi sembra chiaro: la frase su Luxuria è una battuta all'interno di uno spettacolo. Volevo solo contestualizzarla perché non apparisse che un articolo di giornale, un'intervista politica o uno spettacolo comico non fossero valutati allo stesso modo da chi legge.
      Il riferimento alla bruttezza della Bindi io proprio non ce lo vedo, e non per non offendere la tua intelligenza ma proprio perché non ce lo vedo. Ma anche io ti lascio alle tue convinzioni, se quello è il tuo concetto di maschilismo, ribadisco, diamo al termine maschilismo due significati diversi.

      Riguardo alla castità, per i cattolici non coincide solo con la pratica sessuale (quella semmai sarebbe la verginità).
      Anche in questo caso mi smebra che sia stato travisato il contesto della frase: si parla di eredità, pensione, casa in comune, vita insieme etc. (basta rileggere il post di Grillo). Tutte cose che la Bindi, avendo fatto voto di castità, probabilmente non conosce. Non si parla dell'Amore in senso Universale e Cosmico. Io almeno l'ho capito così.

  • Per non esagerare con i link (che potrebbero a volte anche esser troppi), avevo evitato di segnalare, dando per noti gli episodi, l'articolo in cui Nichi Vendola e Vladimir Luxuria citavano frasi omofobiche (o quantomeno tutt'altro che gay friendly) di Beppe Grillo, ma mi pare giusto riportarlo qui: http://www.queerblog.it/post/21247/beppe-grillo-quando-era-omofobo
    La battuta era maschilista, secondo me, perchè dava per scontata l'astinenza dal sesso di Rosy Bindi in quanto donna brutta. Sul gusto non discuto, ma allora quella di Berlusconi sulla stessa presidente Pd ("E' più bella che intelligente") era raffinato humor inglese.
    Detto questo, l'apertura di Grillo è comunque estremamente importante, anche se non servirà a farmi cambiare idea sul personaggio e il suo curioso concetto di "democrazia".

  • La "battuta maschilista e di pessimo gusto" non era oggettivamente maschilista. Dal mio punto di vista non era neppure di pessimo gusto, ma questo è un parametro più soggettivo.
    Grillo, come ha detto Enrico ed è documentato ormai da parecchi, non ha avuto alcuna "conversione".

    A parte aver ripetuto queste due "imprecisioni" da altri giornali e altri blog, condivido quello che hai scritto e ti faccio i complimenti per l'abbondanza di link che aiutano a ampliare il discorso e verificare le fonti.

  • Borghezio apre ai gay… Sicuri che non voglia aprirci le porte delle camere a gas?

    Caro Michele, come al solito ottimo articolo. Unica precisazione: Grillo non ha avuto nessuna conversione. In passato si è sempre concentrato su altri temi (finanza, energia, ambiente ecc)ma quelle rare volte che ha citato la questione delle persone GLBT si è sempre dimostrato favorevole e si è sempre posto contro le discriminazioni. Adesso ha solo palesato la sua posizione.

  • Non ricordo dove , ma recentemente ho letto che Goebbels,il gerarca nazista, diceva che la propaganda è come l'arte :non ha bisogno di rispettare la realtà!.Tragico che solo sotto elezioni si siano resi conto che NOI ( contrapposti agli altri,si!) valiamo quasi due milioni di voti.Luigi43

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