PD e diritti: passi avanti… verso il creazionismo!

Nei giorni scorsi è uscito un documento ufficiale sui diritti ad opera del Partito Democratico. Vedendo la lunghezza del documento (otto pagine), mi sono detto: “Vuoi vedere che stavolta hanno approfondito il tema?” E invece no.

Il documento del PD è obsoleto, vuoto, qualunquista e fondamentalmente inutile. È obsoleto perché si rifà ad un immaginario vecchio ormai superato. Già solo l’inizio dice che il progresso tecnologico pone nuovi problemi sui diritti e che il confine tra “naturale” e “artificiale” è sempre più difficile da stabilire. Peccato che questo discorso lo facessero già a fine XIX secolo e che le due categorie citate siano state abbandonate da studiosi, scienziati, medici, antropologi ormai da un secolo! Gli ultimi rimasti a usare queste categorie e definizioni sono i cosiddetti scienziati di ispirazione cristiana, gente che trae le proprie teorie dalla Bibbia piuttosto che dall’evidenza sperimentale dei fatti.

Da noi l’influenza di questi personaggi è più nascosta, avviene dietro le quinte, ma negli USA è palese. Basti dire che là ci sono diversi “scienziati” creazionisti che negano l’evoluzione. Qui da noi troviamo esempi anche nelle istituzioni. Citiamo Roberto de Mattei (Wikipedia), vicepresidente del CNR fino al 2011. De Mattei sostiene che il mondo sia stato creato seimilacinquecento anni fa e che l’evoluzione non esista. Il fatto che l’evoluzione sia dimostrata con tonnellate di fatti e dati per lui è irrilevante. A suo tempo, inoltre, sostenne che il terremoto del Giappone fosse la punizione divina per quel popolo di infedeli.

Altro esempio è Paola Binetti, ex parlamentare PD, psichiatra. Anche lei creazionista ed ultracattolica, è anche contraddittoria. Certo, notare le contraddizioni delle sue tesi non è semplice, bisogna conoscere certe teorie scientifiche. Ogni volta che parla delle persone GLBT, la Binetti non manca di far riferimento, tanto per dare un tono scientifico ai suoi pregiudizi, alla teoria della degenerazione. E qui casca l’asino, come si suol dire. La teoria della degenerazione si dimostrò del tutto falsa negli anni ’90 del XIX secolo, ma soprattutto essa è in contraddizione col creazionismo. La teoria della degenerazione infatti si basa sull’evoluzionismo di Lamarck (per approfondire, vi rimando agli articoli sull’origine del razzismo e dell’omofobia su Il grande colibrì). Non si può essere creazionisti e sostenere la teoria della degenerazione al contempo.

Mi sono permesso questa piccola divagazione per dare un’idea dell’immaginario a cui la prima parte del documento fa riferimento, seppur in modo molto soft. Questi pagliacci creazionisti farebbero solo ridere in un contesto sano e corretto, ma nella nostra realtà purtroppo sono in posizioni di potere ed influiscono non poco sulla politica. Nel Kansas nel 2005 fu proibito l’insegnamento della teoria di Darwin e fu decretato l’insegnamento del creazionismo come verità scientifica (The New York Times). Da noi, come dicevo, è tutto più sfumato ma comunque presente. Non dimentichiamo il potere che hanno i cosiddetti scienziati cattolici sui consultori familiari e sul sistema sanitario!Il fatto che un partito che si dichiara di sinistra faccia riferimento a questo immaginario mi preoccupa alquanto. Già che c’erano avrebbero potuto far riferimento al Levitico!

Ma l’immaginario assurdo e vecchio non è l’unico difetto del documento. Tutto il testo è molto vago, fatto di dichiarazioni di principio ovvie e banali, basilari in qualunque paese democratico! Inoltre su nessun punto il PD ha approfondito le tematiche esprimendo intenzioni programmatiche precise. Si resta sempre nell’ambito generale, nella dichiarazione di principio. Insomma, mi sembra che l’intenzione sia quella di mostrarsi democratici e libertari senza però prendere nessun impegno riguardo la realizzazione delle cose. Forse ciò deriva dall’impotenza insita nella natura stessa del PD, un partito fatto da cattolici baciapile ed ex comunisti allo sbando che in passato bestemmiavano per dovere di partito. Come può un partito simile produrre proposte serie?Il caso dei DICO mi sembra molto indicativo di questo problema. Dissero di voler fare una legge per le coppie di fatto e proposero qualcosa di decente. Poi però intervennero i cattolici che, rappresentati dalla Bindi, ridussero la proposta a una robetta all’acqua di rose senza alcun senso ideando i DICO. Nonostante la proposta finale fosse vuota e di fatto inutile, al momento della votazione alcuni membri del PD stesso la affossarono impedendo che divenisse legge. Essendo questo il contesto del PD non possiamo aspettarci che parole vuote e prive di ogni concretezza perché quando si parla di far qualcosa le differenze interne sono troppo forti e portano al fallimento.

Alcuni brani poi del documento sono di un’ipocrisia ributtante. Mi riferisco soprattutto alle dichiarazioni sulla laicità. Ecco un piccolo passo del documento che raggiunge quasi il comico:

Vi sono poi violazioni dei diritti fondamentali anche nell’ambito della sfera spirituale. Anche su questo piano si registrano mancati riconoscimenti della libertà di pensiero e di religione. Ciò riguarda la sfera della libertà religiosa, della libertà scientifica e artistica, della libertà della ricerca scientifica, ma riguarda anche la sfera della formazione della pubblica opinione che si sviluppa attraverso l’accesso ad una informazione libera e plurale e di una educazione aperta e pluralistica. In questo ambito il principio fondamentale non può che essere quello del rispetto e della promozione della libertà di coscienza del singolo, che è un valore frutto anch’esso della convergenza, sia pure dialettica, delle tradizioni religiose e secolari“.

Prima di tutto rileviamo che le ultime parole negano tutto il resto. Si vorrebbe la libertà di culto attraverso la partecipazione della religione alla politica. Una contraddizione in termini. Ma la politica italiana ha sempre avuto un certo gusto per l’ossimoro, dalle “convergenze parallele” di Moro all'”estremo centro” di Casini. Inoltre mi chiedo come si possa credere all’intenzione del PD di difendere e ampliare la laicità e la libertà di religione e di coscienza quando il partito è presieduto da Rosy Bindi, una donna che non va nemmeno di corpo senza il permesso del Vaticano! Ma anche lì proposte non ce ne sono, solo belle parole.

Alle tematiche GLBT, che credo oggi siano decisamente importanti, ci sono solo due accenni molto furtivi e veloci. Si dà molto più spazio alla questione dei diritti delle donne. Nessuno nega l’importanza dei diritti e delle tutele per le donne, che oggi sono ancora discriminate, ma forse ci sarebbe da discutere maggiormente sui diritti delle persone GLBT perché mentre i diritti GLBT sono del tutto assenti, quelli delle donne sono già ampiamente riconosciuti per legge. Se da una parte quindi bisogna produrre proposte e leggi, dall’altra bisogna lavorare perché le leggi esistenti vengano applicate.Per questo, e per nient’altro, ritengo che si dovesse dare maggior spazio alla questione GLBT che non a quella femminile. Senza considerare che molte delle intenzioni dichiarate sono già state realizzate! Mi sembra assurdo dichiararsi intenzionati a fare leggi che già esistono! In ogni caso, riguardo i nostri diritti ci sono poche righe. Il primo accenno riguarda il combattere le violenze di ogni tipo:

Per questo il PD si è impegnato a combattere queste forme di violazioni della libertà personale, anche attraverso specifiche proposte, quali ad esempio quelle contro la violenza sulle donne, contro l’omofobia e la transfobia, contro la manipolazione genetica, contro le terapie e le cure non rispettose delle volontà di colui che le subisce, contro la tortura e a favore di un trattamento umano dei detenuti nelle carceri“.

Come vedete è solo un accenno, giusto perché oggi non si può negare che un problema di violenza omofobica e trasfobica esista. Inoltre mi sembra che come al solito si riduca tutto ad una questione di ordine pubblico, di punizione delle violenze e non di comprensione dell’origine culturale delle stesse per evitare che accadano!

L’altro accenno riguarda invece la questione delle unioni GLBT:

Tale riconoscimento dovrà avvenire secondo tecniche e modalità rispettose, da un lato, della posizione costituzionalmente rilevante della famiglia fondata sul matrimonio ai sensi dell’art. 29 Cost. e della giurisprudenza costituzionale che anche recentemente ne ha dato applicazione, dall’altro, dei diritti di ogni persona a realizzarsi all’interno delle formazioni sociali, che si declinano oggi in un orizzonte pluralistico secondo quanto espresso dalla Corte Costituzionale:

‘Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri’ (138/2010).

Il PD, auspicando un più approfondito bilanciamento tra i principi degli articoli 2, 3, e 29 della Costituzione, quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia ed alla partecipazione alla stessa, opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’art. 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali“.

Si fa riferimento ad un pronunciamento della Corte costituzionale, difficile da ignorare, dimostrando che se ne parla giusto perché si deve e non perché ci si crede. Ciò nonostante l’ultimo capoverso dice chiaramente che ci vogliono dare un contentino, ma di matrimonio e quindi di riconoscimento come famiglia non se ne parla proprio. Insomma: cari finocchi, lesbiche e trans, accontentatevi perché non siete famiglie e non vi riconosceremo mai come pari agli etero. Sinceramente sono stufo di sentire ancora discorsi del genere, soprattutto da un partito che si definisce di sinistra. Alcuni partiti di destra stranieri sono più avanti del PD nel riconoscimento dei diritti!

Concludo con una considerazione di stile. Il linguaggio usato e la forma del ragionamento sono vecchie, da prima repubblica. Sarà perché gran parte dei parlamentari del PD sono in parlamento da allora, ma il documento è in perfetto politichese, quel linguaggio di chi parla tanto e non dice niente, di chi dice tutto e il contrario di tutto. Anni fa Casini ebbe a dire: “Sono cresciuto alla scuola di Forlani, potrei parlare per ore senza dire nulla“. A quanto pare anche i politici del PD sono maestri in quest’arte. In diversi punti poi ho notato l’uso dello stile veltroniano del “sì, ma anche no” che porta a livelli di scienza il gusto per l’ossimoro di cui si parlava.

Insomma, un documento che potevano fare a meno di scrivere. Ci avrebbero fatto una figura migliore perché se questo è il massimo che sanno fare, con questo testo dimostrano soltanto la loro inadeguatezza e la loro incapacità. E quando al potere ci sono degli incapaci che non si rendono nemmeno conto della pericolosità di certe tesi, mi preoccupo parecchio. Il PD mi fa pensare sempre più a quei partiti borghesi della Repubblica di Weimar (Wikipedia) che con la loro incapacità, corruzione, disonestà intellettuale e con il loro distacco dalla realtà permisero l’ascesa di Adolf Hitler. E la situazione europea non contraddice certo la mia tesi.

Enrico
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3 commenti

  • Certamente bisogna dire di più e più chiaramente, contestando anche, perchè no? chi frena, ma questi toni sono eccessivi. Chi altro, fra i partiti importanti ha detto di più e meglio?il PDL, grillo che da del "busone" sulle piazze a Vendola? E poi cosa c'entra il creazionismo??????????? E' una digressione? Bene, ma allora perchè dargli il titolo? La verità è che si tratta di un articolo "livido", carico di rancore. C'è molto da lavorare per riunire. Se non lo si farà si perderà.

  • Il Partito Democratico si è ridotto a dover accennare di tanto in tanto la parola "omosessualità" al fine di apparire "tollerante" e "di sinistra". La realtà è che i diritti LGBT per loro (come per gran parte della categoria) rappresentano un peso, sia morale che politico. Il riferimento sommario alle unioni tra omosessuali è solo un modo per tenere a bada gli elettori interessati, ma credo che la mancanza di differenza tra PD e PDL sia evidente agli occhi di tutti.

  • "Per questo il PD si è impegnato a combattere queste forme di violazioni della libertà personale, anche attraverso specifiche proposte, quali ad esempio quelle […] contro l’omofobia e la transfobia […]"
    Ricordo male io o fu il PD(l) a proporre la legge contro l'omofobia e il PD(l) ad autobocciarsela?

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