Ricatti e stupri: quando la polizia è il male minore

Le aree di sosta delle autostrade sono notoriamente luogo (soprattutto, va da sé, notturno) per incontri di sesso occasionale, quasi esclusivamente gay. A volte non sono da meno i gabinetti o i parcheggi degli autogrill. C’è probabilmente il fascino del sesso consumato senza impegno, una buona probabilità di eventi inattesi (un giorno un amico mi raccontò di aver visto scendere da un tir un camionista in lingerie femminile sexy) e di sicuro la convinzione di essere in un luogo piuttosto sicuro, pur non essendo mancati in contesti del genere alcuni episodi di violenza nel corso degli anni.

Però, anche se le pattuglie della polizia visitano raramente queste piazzole, a volte ci passano: o per qualche segnalazione ricevuta o per ricordare ai frequentatori che quella non è una zona franca, anche se è veramente difficile denunciare qualcuno per oltraggio al pudore in un luogo in cui tutti si ritrovano proprio per consumare sesso all’aperto o in macchina… E’ quanto accaduto domenica pomeriggio nell’area parcheggio di villa Tacchi, sull’autostrada A31, dove la pattuglia della stradale ha sorpreso due padovani a compiere “atti osceni in luogo pubblico“, incuranti del fatto di essere in pieno giorno (Padova Oggi).

Ma se, oltre alla sciocca imprudenza dei due, probabilmente abituati alla sicurezza offerta dalle tenebre, la possibilità di un controllo da parte delle forze dell’ordine è da mettere nel conto, appare invece difficile riuscire ad accettare che esistano altri rischi legati alle proprie esperienze sessuali, magari vissute anche in situazione di completa sicurezza, al riparo di mura amiche. Eppure è così.

Un uomo ne incontra un altro, si conoscono, vanno a casa e fanno sesso. Forse si rivedono, o comunque restano in contatto. A un certo punto della relazione, magari anche dopo il loro primo incontro, emerge che uno dei due ha filmato il rapporto sessuale o ha fotografato l’altro in situazioni intime. A volte le immagini sono scattate o riprese consensualmente, altre volte sono “rubate” ma l’elemento non modifica la sostanza se, come spesso accade, il possessore del materiale comincia a ricattare l’altro con la minaccia di diffondere su internet immagini compromettenti.

Molte volte una forza ulteriore al ricatto è data dal fatto che tanti omosessuali non sono dichiarati. Ma anche tra chi ha fatto coming out non è molto frequente la voglia che le proprie gesta erotiche circolino sul web: e così si cede al ricatto e si paga il partner dello sfortunato incontro, versandogli un obolo mensile. Naturalmente i gay non sono l’unico target possibile per questo genere di “affaristi”, ma rappresentano una buona coltura, proprio grazie ad una più forte ricattabilità media.

E c’è chi di quest’odiosa pratica ha fatto un’attività, come hanno potuto appurare i carabinieri di Olbia, che coordinano le indagini su diversi crimini del genere, benché – purtroppo – molti di essi restino non denunciati (G@yNews).

Peggio del ricatto c’è solo la violenza. Non solo quella omofobica, con cui siamo spesso costretti a confrontarci. C’è anche la violenza sessuale gay, vale a dire lo stupro di uomini non consenzienti. Sebbene si tratti di una percentuale minoritaria, gli effetti della violenza non sono meno devastanti di quelli che subiscono le donne. In più per gli uomini è ancora più difficile venire allo scoperto e denunciare quanto successo, sia per la paura di ammettere la propria debolezza che per quella – per molti ben più grave – che la violenza venga letta da qualcuno come la conferma dell’omosessualità della vittima. Ed è ben raro che si possa instaurare quella solidarietà tra vittime che a volte riesce a risollevare le donne violentate che si ritrovano a parlare e a farsi coraggio a vicenda.

Ma se le statistiche del Dipartimento di giustizia USA relegano la violenza sugli uomini ad un comunque inatteso 11%, più inquietante è scoprire che, secondo uno studio di medicina (American Journal of Preventive Medicine), tra i ragazzi americani uno su sei ha subito sesso non desiderato prima dei diciott’anni. Un po’ come il caso dell’ultima vittima che ha denunciato uno stupro: uno studente diciottenne dell’Università dell’Oklahoma, violentato nel dormitorio del campus (NewsOK).

 

Michele
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RASSEGNA STAMPA
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Cultura. Se chi si cura i diritti dei minori è intollerante e retrogrado, niente diritti per i gay.
MOI. La Federcalcio turca caccia l’arbitro gay, i tifosi scendono in campo in sua difesa.
Mondo. Non tutta la Francia sta con Hollande. I sindaci di centro contro i matrimoni gay.
Movimento. Immigrati e gay a braccetto per i diritti. Ma al vescovo l’alleanza non piace.
Sessualità. Iniezioni forzate agli attori per mantenere l’erezione. Con farmaci non certificati.

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