Sesso anonimo e amore gay: incompatibili davvero?

Quando l’amore omosessuale avrebbe potuto finalmente osare pronunciare il proprio nome, il sesso senza nome sarebbe scomparso. In altre parole, quando la società avrebbe aperto le proprie braccia ai gay e la legge avrebbe riconosciuto la loro uguaglianza, la luce della visibilità avrebbe inondato la penombra delle fratte e dei cespugli dei battuage, cioè dei luoghi all’aperto (parcheggi, boschi, spiagge…) in cui alcuni uomini cercano un incontro sessuale con altri uomini. Il sesso anonimo all’aperto, è stato ripetuto in tante chiacchiere da bar e in altrettante riflessioni di insigni studiosi, sarebbe il prodotto di una lunga storia di oppressione e di repressione, il frutto di sensi di colpa e di omofobie interiorizzate che porterebbero a comportamenti nascosti, vergognosi e degradanti: un futuro di accettazione e uguaglianza a cos’altro avrebbe potuto portare se non a rapporti visibili e monogamici?

Estate 2013. Poche settimane dopo aver conquistato, con una dura battaglia, il riconoscimento del diritto al matrimonio anche per le coppie dello stesso sesso, la Francia si ritrova in coda davanti ai cinema per “Lo sconosciuto del lago” (ilgrandecolibri.com), storia di sesso e di amore tra due uomini che si conoscono in una spiaggia nudista e si uniscono senza alcun pudore nel boschetto retrostante. L’ambientazione realistica, con il suo corredo di guardoni, esibizionisti, “etero curiosi” e coppie aperte, apribili e semi-chiuse, non è una ricostruzione del passato, ma una cronaca del presente. La Francia gay va in comune a sposarsi, ma anche in spiaggia a scoparsi. E lo stesso succede in paesi che hanno una tradizione di matrimoni omosessuali anche più lunga. E l’annunciato trionfo della monogamia e della visibilità?

Qualcuno racconta gongolante che i battuage si stanno spopolando: la profezia si sta avverando e il sesso anonimo sta sparendo? No, semplicemente la ricerca del sesso anonimo ha scoperto la tecnologia: prima si sono riempite le web community (GayRomeo, Gaydar…), ora spopolano le app come Grindr con cui geolocalizzare i possibili partner – in parole povere, mentre vai a buttare la spazzatura della mamma o ti lavi i denti puoi controllare a quanti metri di distanza si trovi un altro uomo dotato di smart phone e di eccitazione e puoi dargli appuntamento al bar dietro l’angolo. Insomma, proprio quando i battuage avrebbero dovuto sparire dal mondo, ecco che il mondo è diventato uno sconfinato battuage – anche se lo schermo rassicurante e costoso del cellulare fa sembrare tutto più pulito, sterilizzato, degno ed elevato…

Il problema, in fin dei conti, forse sta proprio lì: nell’immaginare il sesso anonimo e all’aperto come sporco, indegno ed abietto. Come qualcosa di squallido. E il fascino dello squallore è qualcosa che non rientra nei canoni socialmente accettabili e quindi va condannato, va taciuto – magari va vissuto, ma in silenzio e con senso di colpa. E’ un desiderio che, pur diffuso e innocuo, non deve dire il proprio nome. Capita così che la chiusura di una discoteca gay che violi le norme di sicurezza mettendo in pericolo i propri clienti venga interpretata come un affronto omofobico, mentre gli uomini pizzicati dalla polizia a fare l’amore di notte in un parco senza disturbare nessuno non sembrano meritare alcuna solidarietà. Pazienza se l’Italia ha forse la legge sugli “atti osceni in luogo pubblico” più retrograda d’Europa…

Intanto il sesso anonimo continua a essere accusato di essere incompatibile con l’amore vero: se cerchi una fugace scopata non sei giudicato moralmente in grado di portare avanti una relazione a lungo termine. E le coppie aperte o amanti dell’esibizionismo vengono accusate di danneggiare l’immagine e le battaglie dell’intera popolazione LGBT. Ancora trionfa il mito che affettività e sessualità siano un tutt’uno che deve trovare soddisfazione in un’unica persona, mentre rimane inconcepibile l’idea che una persona che soddisfa pienamente un bisogno può soddisfare l’altro completamente, solo in parte o persino per nulla. Così si finisce a sventolare davanti a sé un certificato di matrimonio, mentre con l’altra mano si controlla dietro la schiena Grindr sul cellulare: questo dà un senso di libertà, ma è una libertà che ha senso?

 

Pier
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5 commenti

  • Secondo me l'autore dell'articolo dovrebbe darsi una calmata."affettività e sessualità siano un tutt'uno che deve trovare soddisfazione in un'unica persona" nessuno sostiene che "non c'è sesso senza amore" di certo però vorrei capire come si possa dire di amare una persona e poi magari fare sesso a destra e a manca come se uno avesse un'irrefrenabile bisogno di turarsi l'ano con un bigolo diverso ogni quarto d'ora? Perché un conto è la coppia aperto dove la sessualità con altri è un gioco di coppia, un conto è uno che si prende su e la sera vola di cazzo in cazzo così come se niente fosse, ditemi voi se uno così si può dire che ami il suo partner, etero o omo che sia?

    "le coppie aperte o amanti dell'esibizionismo vengono accusate di danneggiare l'immagine e le battaglie dell'intera popolazione LGBT" direi di sì, eccome! Così come quelli che vanno al pride solo per mostrarsi tette o chiappe al vento! Perché di fatto pretendono di ridurre a tale immagine l'intera comunità LGTB, per legittimare del loro bulimia di pruriti di culo; e ditemi voi, chi non ha mai incontrato uno di siffatti signori, accusa tutti gli altri di essere "repressi", o peggio ancora "represse", arrogandosi l'unica autentica patente di gayezza doc?

  • Io credo sia solo peculiarità di un certo tipo di gay che ama (non è neppure più costretto dal mondo, almeno qui in Italia) le doppie e triple vite esattamente come tante persone eterosessuali, donne e uomini, sposate e non.

  • ma perchè i batuage etero, o l'andare a puttane o le escort non sono uguali?
    è solo la natura umana, vista da una certa angolazione, cambiano modi e termini, ma alla maggior parte delle persone uomini e donne il proibito o presunto tale piace

  • L'articolo mi piace molto, e aggiungo la mia. Ammetto che io un problema proprio con la tecnologia – chat, grindr e quant'altro. Ho usato, di questi, chat e siti di annunci più per curiosità, eccitazione accumulata, che non per voglia di incontrare qualcuno. Inatti non è mai successo. Ho, di contro, provato un paio di esperienze interessanti e gradevoli così, inaspettatamente, in un parco e su un treno. Di quelle cose che ti guardi, non puoi non sorriderti, e vuoi a tutti i costi non darti un appuntamento o conoscerti, ma baciarti e accarezzarti. E' stato molto bello. Trovo invece degradante e frustrante sfogliarsi un archivio di uomini per sceglierne uno. Ci convivo benissimo, molti miei amici si sono innamorati così, e va bene. Ma riconosco che lo trovo un vero passo indietro. Non mi pronuncio su grindr che trovo una "poracciata", come si dice a Roma

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