Sesso all’aperto? Non ti fidare dello sbirro sexy!

Sesso all'aperto nei parchi: come reagisce la polizia?

Primo scenario. Immaginate di essere in un parco pubblico, dove gli incontri tra gay sono all’ordine del giorno e – in qualche caso – dove i cespugli offrono quella discrezione che vi serve per conoscere meglio la persona che avete abbordato o con cui avete stabilito un appuntamento su internet. Immaginate che mentre sedete tranquilli su una panchina o passeggiate in cerca del tipo che vi farebbe piacere abbordare, vi venga incontro un uomo muscoloso con un pantaloncino attillato da nuoto, una maglietta recante un inconfondibile disegno arcobaleno davanti e quello di un pene cromato sulla schiena. Ed ora provate a pensare a cosa fareste se state cercando sesso e quell’uomo ammiccasse visibilmente proprio a voi, invitandovi con lo sguardo a seguirlo nel cespuglio dove – invece dell’agognato premio in carne – vi aspettano un paio di tintinnanti manette…

Secondo scenario. Siete in auto in un parcheggio vicino ad un parco noto come zona di cruising notturno: vi si affianca un’auto e un uomo vi abborda. Gli chiedete se è un poliziotto, lui risponde di no. Non vi accordate sull’idea di fare sesso nel parco e lui propone di andare a casa sua. Ma una volta là scoprite che nell’appartamento ci sono già altre persone e le manette scattano intorno ai vostri polsi…

Primi rudimenti di convivenza con le divise

La prima volta che, una quindicina di anni fa, visitai il nord Europa mi imbattei, a Copenhagen, in Danimarca, in una guida in italiano della città distribuita dal locale ufficio turistico in cui erano riportati i locali e le zone d’incontro gay e, a proposito del centralissimo Ørstedsparken, paradiso del battuage notturno, si trovava scritto “Non preoccupatevi della polizia: è lì per aiutarvi”. Stupito e incuriosito, cercai di fare il confronto con Milano, dove gli amici che frequentavano la Fossa mi dicevano di fare attenzione alla polizia, perché c’erano spesso controlli a sorpresa e – tra il rischio di essere portati in commissariato e qualche manganellata volante – era meglio sparire prima che le volanti si avvicinassero.

Pensai che quella di Copenhagen era probabilmente la polizia dei sogni; una decina di anni dopo, andando a disputare un torneo di calcio gay a Londra, nel Regno Unito, rimasi ancor più sorpreso nel vedere tra gli sponsor della manifestazione la Metropolitan Police, con tanto di gazebo nell’area marketing in cui venivano offerti ai partecipanti gadget contro l’omofobia. Ora la faccenda si faceva interessante, anche se la mia diffidenza restava: per me gli uomini in divisa erano più quelli visti nel film Stonewall [Wikipedia] che quelli che mi venivano promessi dalla guida della capitale danese o dal chiosco del torneo londinese…

Houston: abbiamo un problema

Naturalmente, almeno nei paesi che si muovono nella direzione del rispetto dei diritti LGBT, le violenze che hanno generato la reazione del 28 giugno 1969 che ha ispirato il film e, soprattutto, il Gay Pride, non sono più all’ordine del giorno, anche se qualche episodio spunta dalle cronache periodicamente. Ma nell’infinito repertorio di discriminazioni, ci possono essere ancora episodi che lasciano a bocca aperta.

A Houston, nel Texas (Stati Uniti), c’è un parco di sei chilometri quadrati che, come spesso accade per questo genere di luoghi pubblici, è anche uno dei più importanti luoghi di incontro: ci sono fitti cespugli e gabinetti, zone poco frequentate dove iniziare subito a conoscersi e panchine dove scambiare quattro chiacchiere per decidere dove andare ad approfondire più intimamente un incontro occasionale. E può accadere che qualche incontro in cui l’esuberanza dei partner trascende i limiti del comune senso del pudore (sempre più difficile da definire, peraltro) porti a qualche segnalazione.

Ma risulta comunque difficile capire come, per contrastare legittimamente dei rapporti sessuali in aree pubbliche, tanto più se frequentate anche da bambini, si possa mettere in atto una strategia come quella della polizia della più importante città texana. Nei giorni scorsi diversi omosessuali, infatti, sono stati arrestati nel Memorial Park, ma la dinamica che ha portato a questi provvedimenti ha destato grandi polemiche e ne mette decisamente in dubbio la legittimità: più che un’operazione di polizia è parsa infatti un’imboscata, visto che più che di agenti di polizia sembra essersi trattato di provocatori.

Il primo scenario descritto all’inizio di questo articolo, infatti, è quello che ha portato all’arresto di diverse persone nel parco, anche se le cifre sono contestate: gli attivisti omosessuali dicono trattarsi di più di venti [OutSmart], mentre la polizia afferma che il dato reale è di sette arresti e si rifiuta di discutere della provocatorietà dell’abbigliamento e dell’atteggiamento dei suoi agenti [Dallas Voice]. Anche sull’accusa non c’è accordo: secondo gli attivisti si parlerebbe di prostituzione, mentre le motivazioni ufficiali fornite dalla polizia fanno riferimento ad atti osceni.

Il portavoce della polizia dipartimentale di Houston, John Cannon, si limita a dire che “per la gran parte dell’operazione gli agenti in borghese si sono comportati come in simili operazioni precedenti condotte quest’anno, quindi non c’è niente di nuovo”, mentre Janice Evans, portavoce del sindaco (la lesbica Annise Parker), ha un po’ pilatescamente commentato: “Dato che è una faccenda relativa alla polizia, vi rimandiamo alle forze di polizia”. Il parco resta comunque segnalato nelle guide online che suggeriscono luoghi per fare cruising gay, senza che venga per ora indicata una particolare pericolosità, ma la vicenda rischia di lasciare il segno nel rapporto tra la comunità LGBT e la polizia locale, i cui vertici sono da tempo considerati gay-friendly. Almeno fino ai giorni scorsi…

Lo sceriffo scrupoloso

Ancora peggiore è però l’opera di adescamento messa in atto da alcuni uomini della polizia di Baton Rouge, capitale della Lousiana. E ancora più incredibile il capo d’imputazione. Quello descritto nel secondo scenario in testa all’articolo è un caso verificatosi una ventina di giorni fa, ma segue un copione ormai collaudato, visto che almeno una dozzina di casi simili si sono susseguiti nel corso degli ultimi due anni. Ma ciò che sconcerta è la motivazione: se a Houston può valere il criterio del luogo pubblico da salvaguardare (tanto più che gli arresti sono stati compiuti perlopiù durante le ore del giorno), qui l’unico luogo pubblico è il parcheggio, la scena è notturna e nessuno contesta alcun atto osceno. L’accusa si basa infatti su una norma che la Corte suprema della Lousiana ha cassato una decina di anni fa: la legge anti-sodomia.

Il portavoce dello sceriffo, Casey Rayborn Hicks, spiega però che quella legge non è mai stata abolita: “Essa è attualmente nei codici della Louisiana e lo sceriffo ha il dovere di far rispettare la legge in vigore”. Ma a smontare questa tesi è intervenuto nientemeno che il procuratore distrettuale Hillar Moore III, il cui ufficio ha rifiutato di perseguire gli arrestati dato che non era stato ravvisato alcun crimine. “La legge continua a punire la ‘copulazione carnale innaturale’ in cui ci sia uno scambio di denaro, ma non è questo il caso – spiega il procuratore – Le intenzioni dello sceriffo sono senz’altro buone, ma nessuna violazione del codice penale può essere ravvisata”.

Più sferzanti le parole degli attivisti LGBT: “E’ frustrante che la polizia sprechi risorse per arrestare persone che hanno semplicemente tentato di portarsi a casa qualcuno – dice Bruce Parker di Equality Lousiana – Se non fosse perfettamente legale, credo che andrebbero chiusi tutti i bar di Baton Rouge” [The Advocate].

Italia bacchettona?

Come raccontavo all’inizio, in Italia è sempre meglio non farsi vedere da un uomo in divisa a compiere anche il minimo atto sessuale, a maggior ragione se si è omosessuali.  A volte basta un solo bacio, come accadde a Roma qualche anno fa [La Repubblica]. In altri casi anche prendere il sole in spiaggia nudi è già considerata un’offesa alla pubblica decenza.

Sembrava un caso del genere quello che lunedì mattina è stato segnalato da un bagnante ai carabinieri: due uomini nudi, piuttosto maturi, in spiaggia, incuranti della presenza di famiglie con bambini, e per nulla disponibili a “coprirsi quel poco che basta a non disturbare la sensibilità altrui” (secondo il cronista della Nuova di Venezia). Sennonché i due (entrambi incensurati, senza precedenti e… sposati), forse perché proprio menefreghisti, forse per ripicca alle proteste dei bagnanti bacchettoni, hanno deciso che stare nudi al sole non gli bastava più: così quando i carabinieri sono arrivati si sono trovati davanti ad un vero e proprio amplesso mattutino ed hanno anche fatto fatica a farsi notare dalla coppia, tanto appassionato era l’atto. Poi li hanno condotti in caserma, dove gli hanno notificato la denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

Berlino, o cara

Una città che invece non teme di venir classificata come omofoba è sicuramente Berlino, capitale della Germania. Ma anche qui il sesso all’aperto ha fatto discutere e ha suscitato qualche polemica. Perché il sesso in pubblico non è permesso nemmeno nella capitale europea del “vizio” gay, tanto che quando, qualche anno fa, ho partecipato come volontario alla parata del Folsom Europe [Folsom Europe], che si svolge ogni settembre nelle strade del quartiere gay della città, mi hanno raccomandato di controllare che non si svolgessero atti sessuali e che nessuno mettesse in mostra i genitali, anche se invece persone vestite da cane potevano tranquillamente camminare a quattro zampe per la via, leccando stivali ai biker e agli skinhead che incontravano e ricevendo frustate dai loro master…

Beh, come si diceva, anche qui c’è stata una polemica. E a suscitarla è stato un articolo del sindaco di Londra Boris Johnson, che si è detto ammirato dalla crescita di Berlino, lodandone molte qualità inclusa la generosità. Però per dimostrare quest’ultima affermazione il sindaco conservatore, che vorrebbe copiare il modello tedesco, non si è limitato all’abbondanza delle porzioni di wurstel e patate servite nel piatto al ristorante, ma ha citato la norma che prevede uno sconto (da 150 euro a 34 euro) se chi viene sorpreso a fare sesso in un luogo pubblico è disoccupato: “Se non è generosità questa, non so cosa lo sia!” [The Telegraph].

Ma la Bundesagentur für Arbeit (l’agenzia federale per il lavoro) ha stigmatizzato il provvedimento osservando che “ognuno è responsabile delle proprie azioni e deve fronteggiarnne le conseguenze. Un comportamento non può essere considerato giusto o sbagliato in dipendenza dal fatto che chi l’ha compiuto sia o meno occupato” [Bild].

Per la cronaca, i parchi preferiti dagli innamorati tedeschi sono il Tiergarten e il Treptow Park [DW]. E se volete fare una visita alla capitale tedesca ricordate di portare, con i preservativi, anche il certificato di disoccupazione!

 

Michele
©2013 Il Grande Colibrì
Scritto da
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2 commenti

  • A bologna, negli ultimi mesi, si nota un aumento dei numeri dei prostituti nei parcheggi notturni per gli incontri casuali tra maschi. Ma a quanto pare, la polizia non si era mossa finché non si sono trovati corpi senza vita in quelle zone specificamente alla Manifattura Tabacchi al Parco Nord. Parlandone con alcuni frequentatori di parcheggi e spiagge "gay" mi è stato spiegato che i problemi sono legati soprattutto alla presenza eccessiva delle " marchette" che, non limitandosi più a proporsi fissando in anticipo una cifra, quando vengono rifiutati minacciano di infamare i non paganti denunciando le targhe delle loro macchine alla polizia accusando loro di aver avanzato richieste di natura sessuale in cambio di denare in un luogo pubblico. A quanto ho sentito, la polizia non è arrivata ad arrestare chi frequenta questi luoghi, nonostante quel che si dice sugli abusi di potere nei confronti delle persone omo da parte della polizia, questo " lasciar loro fare" non può che rappresentare un punto a favore delle forze dell'ordine bolognesi in confronto ai paesi sopra citati.

    • Bisognerebbe essere chiari: se ci sono stati reati (anche senza arrivare all'omicidio, ma a maggior ragione se – come dici – ce ne sono stati) sarebbe bene che la polizia intervenisse; non dev'essere difficile trovare queste marchette che ricattano o fanno anche di peggio, credo.
      Però sarebbe bene documentare ciò che si afferma: ho fatto una ricerca su internet e non ho trovato traccia di omicidi legati a zone di battuage gay a Bologna negli ultimi mesi.
      Potresti essere più preciso, sia sui fatti che sul tuo pensiero?

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