Storie di ordinaria falsità

Daniele ha sempre saputo di essere il tipico ragazzo che piace. Lo sapeva a scuola, quando chiedeva alle ragazze di uscire ma soprattutto ne era consapevole quando voleva ottenere qualcosa. L’attuale carica di ispettore presso la compagnia assicurativa era stata in un certo senso ottenuta per merito professionale ma anche per infuocate notti avute con la Donatella, la figlia dell’agente della locale compagnia.

A casa non perdeva occasione per specchiarsi, mentre usciva. La sua consapevolezza era l’arma con cui affrontava, spavaldo, la giornata. Stefania, la sua fidanzata, era la classica ragazza carina, attenta al fisico, di buona famiglia. Adorava Daniele, il suo stile, la propria intesa sessuale era molto viva e le serate trascorse mentre facevano l’amore erano appaganti. Un quadro perfetto, non c’è che dire. Del resto anche Donatella non lo aveva danneggiato dopo la rottura. Si, sapeva come riuscire ad affermarsi.

Daniele non sapeva, però, che di lì a poco la sua vita sarebbe stata in qualche modo rivoluzionata. Direttamente da Milano arriva Francesco. Ha il compito di formare il personale dell’agenzia per il periodo di circa due mesi. Daniele non riesce a trovare interessante Francesco, lo reputa banale. Troppo scontato nei modi e negli approcci. Forse decisamente ed eccessivamente gentile con tutti e tutte. Dopo qualche giorno, Luca, amico d’infanzia di Daniele, gli racconta di aver ricevuto una telefonata da un amico di Milano, girano strane voci sul conto di Francesco.

Daniele è curioso, dall’arrivo di Francesco c’è qualcosa di strano in lui, non è tranquillo, quella presenza gli mette inquietudine. Luca riferisce, rispettando la terminologia foggiana, è ricchione. Ricchione? Ripete Daniele…

Ecco che cosa non andava, ecco la troppa gentilezza. Daniele è irritato, prova una sensazione di nausea dentro di sé. Si sente maschio, etero e non si è mai posto molte domande sull’omosessualità.

Nei giorni successivi attorno a Francesco si crea il vuoto, la parola è diventata fluida, si è arricchita di particolari. I cosiddetti uomini dell’agenzia lo evitano, le ragazze no. Francesco non si mostra sorpreso più di tanto. Le pause al caffè in solitudine non sembrano turbarlo. Daniele ne parla con Stefania, insieme ridono, dopo lui fa l’amore con lei. In modo forte, forse violento. Stefania grida, si divincola e chiede che cosa gli sta succedendo. Daniele è irritato. Esce di casa rivestendosi alla meglio e va al bar di tendenza. Lì trova degli amici. Due bicchierini di vodka scendono velocemente, poi ancora alcol. Risate e frastuono.

Sono le tre, Stefania ha chiamato almeno otto volte ma Daniele non vuole sentirla. Sta per andare alla macchina quando sente alle spalle qualcuno che lo chiama. Si gira, è Francesco. Daniele lo guarda. L’alcol gli impedisce di essere cortese. Gli domanda che cosa vuole in modo sgarbato. Francesco non risponde, va via. Daniele lo ferma e gli chiede scusa. In quel momento sente la mente che si è snebbiata. Francesco gli dice che non si mostra sorpreso del suo atteggiamento. “Hai capito che sono omosessuale, vero?”.

Daniele gli risponde che non è una cosa che lo riguarda. Francesco allora rincalza osservando che se la cosa non lo riguarda perché evita anche di prendersi un caffè con lui. Daniele tace. Per la prima volta non ha in mano il controllo della situazione. Bofonchia qualcosa, svia la domanda e gli chiede che cosa stia facendo a quell’ora. Francesco risponde di sentirsi solo e di essere andato a prendere qualcosa da bere. Sta tornando a casa a piedi, non ha macchina in questa trasferta foggiana.

Daniele gli offre un passaggio. Il tragitto è di quelli imbarazzati. Francesco ad un certo punto gli domanda se è felice… Daniele risponde in malo modo con un “Che cazzo significa?”. Francesco non risponde più, tace. Daniele si innervosisce, ferma la macchina, prende il braccio di Francesco e lo strattona. Grida, è in piena crisi isterica… Francesco continua a non rispondere mentre Daniele è una furia.

Parolacce senza soste… Dopo, il silenzio, assordante…

Daniele scoppia a piangere sembra un bambino, la testa appoggiata sul volante. Francesco si avvicina, Daniele si gira, lo sguardo tra i due è forte, intenso… si baciano… per Daniele si tratta di un bacio liberatorio, possente. Ad un certo punto Daniele si blocca, invita Francesco a scendere, sa che si sta comportando come uno stronzo. Francesco scende, senza dire una parola, a quel punto riparte a tutta velocità. Apre il finestrino sputa, prende una caramella, tenta di cancellare quel sapore. Che cosa sia successo non lo sa, pensa di attribuirlo all’alcol. Dentro di sé è davvero sconvolto. Arrivato a casa una doccia liberatoria. Un sonno agitato lo conduce al mattino.

Arriva in ufficio, inizia a lavorare. Entra Francesco. Daniele non alza la testa, lui saluta. La sorpresa per Daniele è vedere l’eleganza di Francesco. Lo ha lasciato per strada, lo ha offeso, eppure non reagisce. Daniele aspetta Francesco all’uscita ma in quel momento giunge Stefania. Francesco saluta e passa avanti. Stefania chiede spiegazioni a Daniele. Lui è infastidito, la porta a casa in silenzio mentre lei chiede spiegazioni. A casa si spogliano e fanno l’amore. Mentre raggiunge il picco dell’orgasmo Daniele pensa costantemente a quel bacio. Stefania in quel momento per lui è inesistente. Quando finiscono, si accende una sigaretta mentre lei lo abbraccia. La domanda forte nella mente del giovane è se questi sono i campanelli della sua omosessualità.

Non vuol crederci.

Ha sempre praticato sport, pensa di non aver mai desiderato di guardare i corpi maschili. Si tratta di un errore. Ha bisogno di chiarirsi con il diretto interessato. Se questa cosa si diffonde a Foggia è la fine. Letteralmente. Torna in agenzia, ha le chiavi, un rapporto di fiducia immenso. Potranno mai mantenere ancora questa fiducia se scoprissero che in realtà è…, è…, no, non lo vuole nemmeno pensare. E poi non è vero. Il sudore sempre più forte. Ecco, il numero del responsabile, lo compone velocemente. Si fissano un incontro. Francesco non dice nulla a quella richiesta.

Si vedono a casa di Daniele. Una scelta poco opportuna ma è meglio lì che non in qualche locale. Appena entra l’ospite, Daniele si accerta di chiamare Stefania che sta frequentando un corso. Si evitano i convenevoli. Daniele esordisce chiedendo all’interlocutore di non permettersi di dire in giro quella cosa.

Non succederà più.

Francesco risponde: “Hai fatto tutto tu, non è un problema mio”. Quella cosa manda in bestia Daniele che si avvicina a Francesco gridando una serie di parolacce. “Rispondi” ripete Daniele. Francesco non lo fa. Racconta di essere originario di un piccolo centro, di aver subito cose peggiori, di essere letteralmente fuggito a Milano per trovare un po’ di pace e avere una certa stabilità. Non reagisce agli insulti perché non ha nulla di cui scusarsi. Informa Daniele che forse il problema maggiore è il suo, che non riesce ad accettare delle pulsioni. Francesco fa per prendere la borsa per andare. Daniele è ammutolito, lo blocca. Si baciano, di lì a poco i vestiti cadono a terra. Sembra tutto naturale per Daniele mentre si congiunge con quel ragazzo gentile. Il piacere è intenso. Quando il rapporto finisce, Daniele si alza, va in bagno, mette la testa sotto un getto d’acqua fredda.

“E ora?”.

Francesco si è rivestito, la porta si chiude. Senza nemmeno un saluto. Nelle tre settimane seguenti ogni giorno tutti e due si vedono per consumare rapporti sessuali. Ogni giorno Daniele si illude di fare del sesso con quel corpo simile al proprio. Lui è etero. È solo una trasgressione. Eppure non è così. Il rapporto con Stefania va sempre peggio. Le tensioni aumentano. Sessualmente sono rapporti frettolosi. La carica erotica riservata ai momenti condivisi con quel giovanotto di Milano sono ben più interessanti.

Il gioco va avanti, i due amanti sul lavoro non si parlano più di tanto. Durante la pausa dalla chiusura dell’agenzia fino al rientro Daniele possiede Francesco, sente il piacere impadronirsi del suo corpo, esplodere sempre più forte. Non c’è alcun rimpianto man mano che passa il tempo. Ma si sa che a volte quando ti senti protetto in qualche modo, proprio allora commetti qualche leggerezza.

Daniele per non essere disturbato spegne il cellulare durante gli incontri. Ma un giorno Stefania ha un problema con l’auto che la lascia, mentre va in università, proprio vicino la casa del suo fidanzato. Il cellulare è ovviamente spento. La curiosità la spinge a fare una salto dal suo amore, la voglia, evidentemente, di dare una spiegazione a certi comportamenti visti come anomali. Il cuore di Stefania batte velocemente mentre entra nel portone. Ha le chiavi di casa. Un particolare che un “buon” traditore avrebbe dovuto mettere in conto.

Ha deciso di non bussare, entra e assiste alla scena più assurda per lei. Temeva di trovare un’avvenente ragazza, probabilmente ha sempre temuto il ritorno di Donatella, ed invece vede un ragazzo nudo inginocchiato davanti al suo fidanzato, intento a procurargli piacere. Grida delle parolacce, va via. Per Daniele è la fine. Caccia Francesco gridando di tutto. Lo sapranno tutti, pensa disperato. Cerca di chiamare Stefania. Pensa al suo mondo, alla sua reputazione, a tutto quello che ha costruito, alla figura di grande corteggiatore.

Stefania è furiosa ma non vuol parlare con nessuno, la vergogna ricadrebbe anche su di lei. Daniele è abile. Riesce a convincere Stefania, confessa che è stata solo una debolezza. Non rivolge più la parola a Francesco che nel frattempo è pronto per ritornare a Milano.

Andata via la tentazione il ritorno ad essere pienamente etero lo gratifica. Le attenzioni verso Stefania e la paura di perdere il posto conquistato lo inducono ad essere convinto di aver fatto la scelta migliore. E poi giunge anche la promozione: dirigere la sede di Pescara. Lusingato per la cosa, Daniele prepara la partenza. Si sa a volte l’imprevisto è nell’angolo. La sera prima della partenza la macchina di Daniele viene rubata. Dopo la denuncia ai Carabinieri con la fidata Stefania si va a prenotare il treno per il giorno dopo alle 7.37. Stefania sussurra all’orecchio: “Amore, appena termino gli esami vengo a stare da te…”. Daniele è radioso. La sua risposta: “Tanto devo risolvere il problema dell’auto, ci vedremo presto, a fine settimana”.

L’amore vince su tutto. Bacio lungo e appassionato. Daniele si siede sul treno. Il viaggio inizia. Dopo una mezz’ora prende il telefono e digita un sms: “Arrivo alle 9.21”. Dopo un minuto un bip attira la sua attenzione. È un sms. Il mittente è Francesco: “Vengo in stazione a prenderti, non vedo l’ora di rivederti amore mio”.

 

Gianfranco
Copyright©2011GianfrancoMeneo
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