Suicidi, gay, neri e gorilla: chi ha voglia di ridere?

Forse non gli funzionava l’ascensore e aveva fretta di scendere“. Oppure: “A.A.A. affitto appartamenti in palazzina. Per i gay solo al piano terra“. Nel giorno del funerale di Simone, il ragazzo romano che si è suicidato lanciandosi dal balcone perché schiacciato dal clima omofobico di questo paese di “Italiani brava gente”, capita di leggere anche commenti come questi sui social network. Ti lamenti, chiedi un po’ di rispetto e di buon gusto? “Un po’ di leggerezza, dai!“, “stavo scherzando“, “non hai senso dell’umorismo“, “ho il diritto di fare satira” ti rispondono. Non sono fascisti, non sono criminali, non sono omofobi consapevoli. Sono persone in buona fede, pronte a giurare che non hanno nulla contro gli omosessuali, che hanno la fila di amici gay fuori casa, che hanno partecipato all’ultimo Pride. Sono persone omosessuali loro stesse, a volte. E’ gente che vuole solo ridere un po’ – e che pensa di far ridere…

Il politicamente corretto, ci hanno insegnato, non va bene. Il che per molti diventa un’autoassoluzione per qualsiasi stupidaggine ed offesa esca dalla propria bocca. Roberto Calderoli, dopo aver paragonato Cécile Kyenge ad un orango, si giustificò spiegando che si era trattato di una “battuta simpatica“. Anche in Francia una ministra dalla pelle nera, Christiane Taubira, è stata equiparata ad una scimmia: a maggio Fabrice Robert, tra gli organizzatori delle manifestazioni contro le nozze gay, ha diffuso un poster in cui la donna, rea di difendere con tutte le forze i diritti degli omosessuali, era raffigurata come un gigantesco gorilla (twitter.com). Razzismo e omofobia? No, solo un modo di prendere le cose con leggerezza, ha spiegato Robert, presidente di un gruppo neofascista, islamofobo, omofobo e razzista…

A proposito di gay e di gorilla, ad una discoteca di Roma deve essere sembrata proprio un’idea simpatica e divertente quella di reclamizzare la sua nuova serata “per soli uomini” dal nome “Gorillas” con l’immagine di un massiccio uomo nero. In un secondo poster pubblicitario cinque maschi bianchi se ne stanno nudi, in un atteggiamento di sottomissione e venerazione, ai piedi di un uomo nero, ritratto come un vero e proprio re della giungla. Sicuramente chi ha ideato la serata non aveva nessuna intenzione di essere razzista e non ha nessuna conoscenza della propaganda colonialista. Anzi, sarà stato soddisfatto della propria trovata spiritosa. E leggera. Perché questa è la leggerezza della giungla

 

Pier
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11 commenti

  • Ma scusa, è razzista verso il nero che è paragonato ad un gorilla (fantasia sessuale tipica, visto anche il contesto della pubblicità, che evoca sesso) o verso i bianchi che sono sottomessi, nell'immagine, al "gorillone"?
    "Gorillone" è qualunque uomo grosso, massiccio e muscoloso. E' una definizione di iper-virilità che tanto piace a quegli ambienti e in contesti sessuali. E data l'idea della serata, di un contesto animalesco e "giunglesco", si è scelto un soggetto che maggiormente si adattasse, ovvero un nero iper-virile e animalesco. E' un dato di fatto che la fisicità nera evochi un'animalità e una forza fisico-sessuale più marcate. E' offensivo l'esserlo? E se la fisicità di un ragazzo tende alla femminilità, è offensivo per lui? Questi sono COMPLESSI.
    E appunto c'è chi si offende e chi, invece, ne è orgoglioso al punto da sentirsi superiore proprio per quella fisicità più marcata. Punti di vista. Ma soprattutto ognuno è libero di esprimere la propria visione artistica, se non è di per sé offensiva (in senso oggettivo) e discriminatoria, ovvero se non esprime di per sé concetti che mirino a definire l'inferiorità di qualcuno rispetto alla superiorità di qualcun altro. E lì, al massimo, si poteva vedere un'espressione di inferiorità degli uomini, BIANCHI, che se ne stanno sottomessi al gorillone nero che li domina.

    • La potenza dello stereotipo è tutta in questo commento, Wally: lo stereotipo è quell'idea che esiste al di là della realtà proprio perché si autogiustifica, si autoproclama reale indipendentemente dal fatto di essere vera o falsa, buona o cattiva. Che male c'è nello scegliere proprio un nero per rappresentare la sessualità iper-virile e "animalesca"? Si è solo scelto " un soggetto che maggiormente si adattasse", perché è ovvio che i neri sono più adatti a rappresentare l'aspetto animalesco, no? Anzi, di più: "è un dato di fatto che la fisicità nera evochi un'animalità e una forza fisico-sessuale più marcate". Poco importa che questo "dato di fatto" (sicuro poi che valga per tutti?) sia solo una rappresentazione culturale costruita per giustificare il colonialismo e lo schiavismo e usata ancora oggi per alimentare il razzismo (lo stesso stereotipo sta alla base della rappresentazione dell'immigrato come "quello che viene a stuprare le nostre donne"), lo sfruttamento (il nero è il mulo da soma da sfruttare e sottopagare, tanto è più forte, più resistente e ha esigenze più basilari) e tante altre belle cose… Io non dico che tu sia una cattiva persona, ma ti inviterei, prima di gridare ai complessi altrui e prima di attingere spensieratamente idee da certi immaginari collettivi, a indagare un po' su cosa siano davvero e da dove nascano certe idee che ti vengono proposte come auto-evidenti, come "dati di fatto": potresti avere qualche brutta sorpresa…

  • Penso che stiamo un po' esagerando. In questo modo non si può commentare più nulla . Quante battute dei gay sugli etero, ma questo non c'entra. Quante battute degli stessi gay su noi stessi: "quella è secca" – "quella è grassa" – "quella è passivissima" .Ragazzi nella vita bisogna corazzarsi ed affrontarla a viso aperto . Andrea è vittima di tutto questo ma soprattutto della cultura che tende a conformare tutto . Viviamo le diversità come arricchimento culturale non come discriminazione . Girate un po' le grandi città e guardate i poster dei party . Troverete da dire su tutto .

    • Carlo, sinceramente non capisco: davvero pensi che chiedere di non utilizzare uno stereotipo del conformismo razzista per fare pubblicità significherebbe conformare tutto, mentre equiparare neri e gorilla sarebbe un arricchimento culturale?

    • Non lo trovo razzista perchè è un manifesto di un party gay disegnato artisticamente; per dare l'immagine di un uomo virile e animalesco, ovvio che in un contesto diverso può apparire razzista .

    • Dimenticavo lo trovo molto sexy i party gay non sono cose per educande e l'immagine che vuole dare il manifesto non è affatto razzista .
      Prova a chiedere a qualche persona di colore, gay ovviamente, se si sente offesa .
      Gorillaz poi non ha un eccezione assolutamente negativa in questo contesto .

    • Carlo, alcune "persone di colore" si sono dette offese, altre semplicemente stufe di questi stereotipi.
      Certo che siamo un paese strano: non capiamo cosa di sia di offensivo nel paragonare i neri ai gorilla, ma abbiamo la "sensibilità" (?) di usare espressioni un po' bigotte come "di colore"…

  • In merito alla serata romana, penso che siamo semplicemente di fronte alla proiezione di una fantasia sessuale, dello stesso tipo delle identificazioni con tori, cinghiali, ecc. per intendere la potenza sessuale, senza che il riferimento animalesco assuma alcun connotato negativo, anzi esso è totalmente positivo in quel contesto (dobbiamo prendere atto del fatto che non stiamo parlando della pubblicità di un cineforum o di una tavola rotonda, bensì di una serata in discoteca dove si va a rimorchiare mettendo in mostra il fisico).
    Mi si potrà rispondere che questo è lo stesso argomento con cui Calderoli si difese, o più precisamente con cui una parlamentare del M5S difese Calderoli sostenendo che quello di stabilire paralleli tra persone e animali sarebbe un gioco frequente e innocuo. In quel contesto l'argomentazione era pretestuosa (perché la Kyenge non si sarebbe mai prestata a un gioco simile), ma in questo no perché basta andare su una qualunque chat gay per vedere quanto tali paralleli ricorrano frequentemente nei nickname adottati. Se poi è lo specifico riferimento scimmiesco a risultare offensivo per un nero (suonando come "imposto dalla cultura bianca"), questo dovrebbero essere i gay neri a dircelo, ammesso che non siano loro stessi a servirsene in determinati contesti: pensiamo, per analogia, a quanti meridionali mal tollerano essere definiti "terroni", ma poi nelle chat gay essi stessi adottano nickname come "terroncello", "terrone DOC", ecc., per trasmettere l'idea di una mascolinità verace.
    Vorrei infine ricordare che "gorilla" è un'espressione largamente utilizzata anche per indicare buttafuori, guardie del corpo e palestrati in genere, prescindendo da qualunque declinazione razziale. Confido che fosse questo il senso che gli organizzatori della serata volevano trasmettere, e che sollecitandoli adeguatamente li si potrà indurre ad usare immagini meno equivocabili in senso razzista per esprimere lo stesso immaginario. A latere, si potrebbe anche cominciare a riabilitare questi animali, perché il fatto stesso di vederli in chiave negativa è – questo sì, sicuramente – il prodotto di una mentalità, di stampo antropocentrico, figlia di evidenti retaggi culturali.

    • Andrea, non dubito che gli organizzatori della serata abbiano voluto indicare con "gorilla" una tipologia fisica che non disprezzano. Mi chiedo quanto sia corretto, però, utilizzare un immaginario razzista per pubblicizzare un evento pubblico.
      Proprio la natura pubblica dell'evento credo sia un elemento da non sottovalutare: non stiamo parlando di conversazioni private o di fantasie da camera da letto, dove tutto è lecito se soddisfa i desideri di entrambi (o di tutti) i presenti.
      Un'altra grossa differenza rispetto all'esempio che proponi di eventuali persone nere che utilizzino nickname "scimmieschi" sta nel processo di definizione e di auto-definizione. Un conto sarebbe un nero che, senza incentivi, decidesse di auto-definirsi come gorilla o con altri epiteti animaleschi, un altro è utilizzare a fini meramente pubblicitari uno stereotipo tipico della propaganda razzista.
      Un dettaglio, non troppo significativo: nelle prime centinaia di risultati di ricerca di GayRomeo relativi a ragazzi neri non compare nessun riferimento a primati.

  • Già, la "leggerezza", un po' come la "banalità" del male…
    Alleggerire l'esistenza è forse buona cosa, ma alleggerirla fino svuotarla di senso (cioè di limiti, cioè di forma) mi pare uno dei mali dell'epoca. Che poi il male è una faccenda davvero leggera e banale: si tratta di indebolire l'altro – questo è. Anzi, un filosofo americano disse giustamente che la peculiarità del male umano-scimmiesco (a proposito di "scimmie") sta più precisamente nel "progettare" l'indebolimento dell'altro.

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