Combattere il terrore, rinunciare all’ipocrisia sui diritti

Gentili Signori del Parlamento, del Governo e della Politica,
dopo la strage del 13 novembre in Francia (129 morti), dopo la strage del 12 novembre in Libano (42 morti), dopo la strage del 31 ottobre in Egitto (224 morti), dopo la strage del 23 ottobre in Nigeria (55 morti), dopo la strage del 12 ottobre in Turchia (102 morti), dopo la strage del 5 ottobre in Iraq (50 morti), dopo la strage del 3 ottobre in Iraq (24 morti), dopo la strage del 14 settembre in Siria (26 morti), dopo la strage del 17 agosto in Thailandia (21 morti), dopo la strage del 13 agosto in Iraq (62 morti), mi permetto di scriverVi per esprimere la piccola consolazione che ho ricevuto nello scoprire finalmente che anche Voi scoprite e compartecipate il dolore di chi è colpito dal terrorismo.

Nella speranza che le Vostre manifestazioni di lutto siano state almeno in parte sincere e che alcune esternazioni incivili e sciocche siano state solo momentanei moti di rabbia di cui già provate vergogna e da cui prenderete distanza al più presto, mi auspico che farete di tutto per non alimentare discorsi razzisti e qualunquisti, per unire e non dividere chi ama la vita e la libertà, per renderci finalmente davvero fieri di quello che siamo e di quello che vogliamo diventare.

So che finora avete spesso giocato a dipingere la realtà in modo troppo semplicista, dividendo il mondo in buoni e cattivi secondo categorie scorrette: “noi” e “loro”, cristiani e musulmani, italiani e stranieri. So che lo avete fatto per ignoranza e, ancor di più, per tornaconti politici vergognosi, nel totale disprezzo dell’evidente alluvione di lutti che, come dimostra l’elenco tutt’altro che completo delle ultime stragi jihadiste presentato in apertura, ha colpito molto più “loro”, quelle persone che oggi fuggono in Europa solo per sopravvivere a guerre, violenze, fame, mancanza di prospettive per il futuro. So che avete chiuso gli occhi davanti ai carnefici mentre puntavate il dito accusatore contro le loro vittime e so che lo avete fatto con finalità meschine e aberranti.

Ma so anche che siete umani e che, nonostante tutto, siete in grado di sentire il peso dell’altrui dolore e delle vostre responsabilità.

So che, con uno sforzo minimo, potreste davvero capire e far capire che la lotta oggi è tra chi vive e chi invece nega la vita altrui, la libertà altrui, la dignità altrui. So che anche a Voi è chiaro che il vero confine tra i primi ed i secondi non passa dai confini fasulli che cercate di vendere ingannevolmente al pubblico come strilloni di giornaletti scandalistici. E so che i vostri interessi prosperano in una terra di mezzo fatta di ambiguità. Ma immagino anche che questa ambiguità possa pesare come un macigno sulla vostra coscienza e che la vostra coscienza possa spingervi a liberarvi da queste turpitudini.

Immagino la nausea che si può provare a piangere il sangue di innocenti mentre si ostacola il riconoscimento della cittadinanza di bambini nati e cresciuti in Italia; a invocare il valore della libertà, mentre si nega il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali; a biasimare l’oppressione femminile, mentre si chiudono gli occhi davanti alle differenze di opportunità e di retribuzione tra donne e uomini; a maledire l’integralismo, mentre si sottostà a qualsiasi diktat clericale; a condannare le persecuzioni religiose, mentre si impedisce la costruzione di moschee; a difendere il nostro modello di democrazia, mentre si espande la fascia dell’emarginazione e della povertà e si allarga il fossato della disuguaglianza.

Immagino quando sia pesante la bandiera della laicità se la si sventola solo per difendere regimi autoritari e violenti che non hanno nulla di realmente laico, mentre i veri laici dei paesi arabi sono abbandonati a loro stessi. Immagino quanto sia sgradevole l’immagine riflessa nello specchio se si proclama guerra al gruppo Stato islamico mentre si mantiene l’alleanza con quei regimi che ne hanno creato e ne condividono la base ideologica. E immagino che il sangue si vergogni a scorrere nelle vene se ci si accanisce contro il diritto alla vita di migliaia di profughi, gridando “Aiutiamoli a casa loro!” mentre si tagliano gli aiuti allo sviluppo e gli investimenti e si autorizza un boom di vendite di armi ai regimi del Medio Oriente e del Nord Africa (35,5% dell’export italiano di armi).

Immagino e spero che non tutto sia perduto e che il Vostro desiderio di lottare contro l’ideologia dei terroristi sia o possa diventare sincero. Il che significherebbe attaccare con risolutezza le organizzazioni terroristiche e smantellare le reti integraliste, ma anche difendere quello che terroristi e integralisti vorrebbero distruggere: libertà, uguaglianza, fraternità, rispetto, democrazia, diritti, laicità. Ci sono tante cose da fare, fatele al più presto, fatele prima che sia troppo tardi.

 

Pier
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