Tutto il mondo è un paese. Omofobo e violento

“Tuo figlio è gay?”: l’applicazione Android che fa discutere
Gay di destra, Hassan scrive a Libero sui diritti LGBTQ*
Berlino, contro Benedetto XVI migliaia di manifestanti
Londra, dopo le accuse di razzismo ecco il Pride di East End

CRONACA E’ sera, poco dopo mezzanotte, due innamorati camminano sul lungofiume tenendosi per mano. Un gruppo di ragazzi li prende in giro e li insulta. I due reagiscono decidendo di baciarsi, ma questo scatena la violenza. Colpiti alla testa con pugni e anche una bottigliata. Identificati e interrogati, gli aggressori – tra i 16 e i 21 anni d’età – saranno giudicati l’anno prossimo dal tribunale. Ma per una volta il teatro di questo triste episodio non è una città italiana, bensì la tollerante Bordeaux (TÊTU): purtroppo, però, non c’è niente da festeggiare nel sapere che per la violenza omofoba tutto il mondo è paese.

Infatti potrebbero esserci tre incriminazioni nel caso del quattordicenne Jamey Rodemeyer, suicida a New York dopo essere stato vittima di bullismo omofobico. Lo dichiara il capo della polizia John C. Askey, specificando che il gruppo di bulli è stato individuato e vengono vagliate le singole posizioni (ABCNews). Intanto la cantante Lady Gaga, amata da Jamey, che si spende dichiaratamente per la causa omosessuale, ha annunciato di voler incontrare il presidente Obama per discutere un piano contro il bullismo anti gay (ABCNews).

CULTURA Fa discutere (e anche un po’ ridere) l’applicazione presente sui telefoni Android (Android Market) che dovrebbe rivelare ai genitori l’eventuale omosessualità dei figli. L’applicazione si chiama proprio così, “Tuo figlio è gay?“, e consiste sostanzialmente in un questionario (non molto diverso da quelli idioti che circolano su Facebook e social media simili) che metterebbe a nudo la sessualità dei giovani: le domande chiave sono spesso legate agli stereotipi, per cui al gay non può piacere il calcio mentre è innamorato delle cantanti come Madonna e Lady Gaga (qui: Dalida e Mylène Farmer) e sogna di lavorare nella moda… “Quest’applicazione dà una visione semplicistica dell’omosessualità e lascia supporre che sia possibile risalire alla sessualità attraverso 20 semplici domande una più comica dell’altra” fa notare l’associazione svizzera Dialogai, che ne chiede il ritiro dal mercato nazionale e mondiale.

POLITICA Per tutti o quasi scoprirsi omosessuali non è esattamente la cosa più facile del mondo: se non hai condizionamenti religiosi o politici ce ne sono di familiari. Racconta questo Wicky Hassan, patron di Sixty, imprenditore di successo, di destra, che ha scritto a Libero per protestare contro la politica sessista del giornale ed avvertendo che la battaglia contro i diritti per gli omosessuali è una battaglia contro i mulini a vento, perché i diritti arriveranno come in tutti i paesi con un senso del diritto più sviluppato (Gay.it). Se è particolarmente apprezzato questo intervento (così diverso dal menefreghismo dei vari dolci e gabbani), rimane abbastanza un mistero come possa riconoscersi nella destra italiana una persona di questa sensibilità. E come faccia a leggere Libero, dove peraltro la sua lettera è stata accolta da parecchi commenti di lettori benevoli…

MONDO Ad accogliere il ritorno di Ratzinger in Germania non c’era solo la folla festante: numerosissimi i gruppi che hanno protestato per la visita sgradita (FAZ): tra loro la comunità omosessuale, gli atei e le (numerosissime) vittime dei preti pedofili, per cui Benedetto XVI ha avuto parole di comprensione (“Capisco chi abbandona la chiesa“). La manifestazione di Berlino ha accolto meno degli attesi 20.000 partecipanti (secondo TÊTU potevano essere 9000), ma ha comunque raccolto un’eco internazionale che forse non si spegnerà tanto velocemente, specie ora che la geopolitica tedesca è cambiata, con il rafforzamento dei Verdi (che avevano in piazza i QueerGrün) e l’ingresso del Piraten Partei nella scena politica della capitale.

MOI Anche un Pride può essere sospettato di razzismo. La polemica è ancora una volta all’interno di una città dove le contraddizioni si sprecano: a Londra nel marzo scorso una parata è stata cancellata quando si è scoperto che tra gli organizzatori c’era Raymond Berry, già membro dell’English Defence League (iGC) e nel giugno scorso sono tornate a fioccare polemiche sulle campagne anti-gay della Moschea di East End (iCG e iCG). Ma sabato il Pride si è finalmente svolto: certo in tono minore (500 intervenuti, secondo la Metropolitan Police) ma senza incidenti (BBC). Un modo soft per ripartire dopo le tensioni di quest’anno, nella speranza di una convivenza pacifica, che non faccia mai più leggere stupidi proclami come quello della “gay free zone” (segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

 

Michele
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