Neonazi contro gay: ora i video arrivano dalla Spagna

Ho quasi 16 anni, non ho ancora la patente” si lamenta il ragazzo. “Abbi pazienza, manca poco” lo conforta l’uomo. Poi la conversazione vira rapidamente sulle preferenze in materia di posizioni e pratiche sessuali. “Ti piace il sesso a tre?” provoca il ragazzo. “Sì, ma è una cosa un po’ delicata” risponde l’uomo. “Ma se scopiamo mi tratterai bene?“. “Tratto bene tutti, soprattutto quelli più giovani“. Alla fine si danno appuntamento in una piazza di Barcellona. L’uomo, capelli brizzolati, con uno zaino, viene circondato in pochi istanti da quattro o cinque giovani dall’aria ostile: il ragazzo con cui aveva parlato sulla chat gay non è mai esistito e lui è caduto in una trappola. Inizia un interrogatorio, mentre qualcuno riprende tutto con uno smart phone. L’uomo tenta anche di scappare, ma viene riacciuffato subito. I giovani gli svuotano lo zaino su una scalinata, trovano preservativi e lubrificante anale…

Quella appena descritta non è l’ultima impresa del gruppo neonazista russo Okkupaj Pedofiliaj: il suo leader Tesak (alias Maksim Marzinkevich) si sta dedicando alle trasferte all’estero, ma per ora si limita all’Ucraina (ilgrandecolibri.com) e in Spagna non è (ancora) arrivato. Il video è prodotto invece da una banda locale, attiva da metà novembre, che si è battezzata Proyecto Pilla Pilla (Progetto guardie e ladri) e che prende evidentemente ispirazione dagli estremisti russi. Gli slogan anti-pederastia, che volutamente fanno confusione tra omosessualità e pedofilia, sono molto simili. Il simbolo, il pollice piegato ad uncino a richiamare un braccio della svastica, è invece proprio lo stesso. Eppure i bulli spagnoli negano: “Il pollice non ha nulla a che fare con la banda russa che perseguita i gay: è uguale per puro caso“.

I membri di Pilla Pilla non vogliono essere associati ai loro ispiratori russi. “Non infrangeremo nessuna legge vigente del codice penale. Tutte le nostre azioni saranno fatte all’interno di un quadro legale” giurano, sottolineando come, a differenza di quanto succede nelle scorribande di Okkupaj Pedofiliaj, nelle loro azioni le vittime vengono lasciate andare senza aver subito violenze fisiche. Poco importa se i due video pubblicati online mostrano una lunga serie di comportamenti che costituiscono reato: per il gruppo i veri malviventi sarebbero gli omosessuali intenzionati ad “abusare” di un ragazzino quasi sedicenne – dove l’abuso consisterebbe in un rapporto sessuale consenziente perfettamente legale in Spagna, dove l’età minima per esprimere il consenso è fissata dalla legge a 13 anni.

E’ proprio questa norma ad essere nel mirino dei giovani teppisti: “Il nostro proposito è quello di cambiare le leggi vigenti di questo paese, cioè, più concretamente, la legge che permette di avere rapporti sessuali con minori a partire dai 13 anni“. Il governo sembra intenzionato ad elevare l’età del consenso a 16 anni e la proposta raccoglie molti apprezzamenti. Proprio su questi apprezzamenti il gruppo omofobo cerca di lucrare: confondendo volutamente la semplice intenzione di avere un rapporto consenziente e perfettamente legale con un ragazzo quasi sedicenne con un vero e proprio abuso sessuale su un bambino, Pilla Pilla cerca di prendere la giusta e diffusa indignazione contro la pedofilia e di darle una nuova forma, trasformandola in semplice e cieca omofobia.

Il tentativo ha avuto un incredibile successo: elogi entusiastici, migliaia di follower su Twitter (che per fortuna ha bloccato l’account in tempi relativamente rapidi), più di 40mila “like” raccolti in pochi giorni dalla pagina Facebook, che è stata disattivata solo questa notte nonostante centinaia di segnalazioni. E difese a spada tratta rispetto alle critiche di chi paragona il gruppo ai fascisti russi, sdegnosamente rifiutate più volte anche dai giovani bulli: “Non apparteniamo a nessuna banda neonazista né di estrema destra né di destra radicale“, “Questo gruppo non ha idee politiche e si dedica solo ed esclusivamente a fermare i pedofili“.

Per capire la reale natura del progetto, però, non ci vuole molto. L’apoliticità del gruppo è smentita dalle frequenti prese di posizione contro la sinistra, accusata di essere “dalla parte dei pedofili e dei terroristi“: “Guarda caso quelli che difendono i pederasti e sono contro di noi sono per la maggior parte comunisti!“. Si implora il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy di seguire l’esempio del collega russo Vladimir Putin e di mandare comunisti e omosessuali-pederasti nei gulag (sic!). Poi, ad indagare meglio, si scoprono foto del leader di Pilla Pilla mentre fa il saluto romano, altri membri del gruppo con simboli nazisti, collegamenti con organizzazioni di destra radicale di tutta Europa, dal partito neonazista greco Alba Dorata al nazionalista Movimento per un’Ungheria migliore, dai gruppi antisemiti francesi all’ultra-destra ucraina.

L’estrema destra dimostra ancora una volta la propria abilità nella diffusione della sua propaganda dentro e fuori i confini nazionali, esportando i propri modelli d’azione e adattandoli ai diversi contesti locali. Dimostra soprattutto una grande capacità nel mimetizzarsi nelle maglie dell’indignazione popolare: nascondendo la propria reale natura e le proprie vere intenzioni, cerca di raccogliere consensi e autorevolezza con battaglie populiste per prendere il controllo dello scontento generale e dirottarlo contro gli stessi obiettivi di sempre: omosessuali, ebrei, stranieri… A chi vuole vederli con attenzione, i video che arrivano dalla Russia e dalla Spagna, da un estremo all’altro dell’Europa, raccontano non solo singole storie di violenze e umiliazioni, ma anche un progetto d’odio ancora più ampio ed inquietante.

 

Pier
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1 commento

  • Proyecto Pilla Pilla ha aperto una nuova pagina su Facebook poche ore dopo la pubblicazione di questo articolo. Abbiamo segnalato la pagina al sito, secondo il quale, però, il progetto non promuoverebbe alcuna forma di odio…

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