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Ciao, fascisti/e del nuovo millennio, grazie per il vostro sessismo. Eh già, perché se non insisteste tanto sul fatto che le donne debbano stare e pensare alla casa, loro non avrebbero seriamente cominciato a farlo. Il vostro errore, però, sta proprio nel credere che la casa delle donne sia quel perimetro che voi chiamate proprietà privata, ma che di fatto ritenete proprietà dell’idea di uomo e di cui solo la donna serva dovrebbe secondo voi occuparsi.

Donne ribelli

Ebbene, la casa delle donne e di noi tutte/i è invece il nostro pianeta, la Terra, e le donne hanno cominciato a occuparsene. Quelle donne, che voi volevate mute e sottomesse, sono ora in prima linea per contestare a gran voce quei disastri che la macchina-capitale sta perpetrando ai danni della nostra casa e della salute di noi tutte/i.

Da una parte voi, chiusi nei palazzi del potere, discutete con infinita inanitá delle donne come mere incubatrici, come avvenuto da poco a Verona al Congresso Mondiale delle Famiglie, finanziato in parte dall’oligarchia russa e in parte anche dai fondi pubblici delle tasse di noi tutte/i.

Dall’altra, però, donne straordinarie si stanno facendo avanti, in una duplice lotta, agli stereotipi di genere che non le vorrebbero intraprendenti o dotate di grande attitudine al comando e alla mentalità estrattivista che vede il nostro pianeta come una enorme risorsa da estrarre e sfruttare e non come un bene da tutelare.

donna asiatica futuro

Attiviste e politiche

Così vediamo i nostri movimenti guidati da donne e ragazze come Greta Thunberg che ha mobilitato i/le giovani come mai nessuno prima d’ora semplicemente scioperando. O come Nemonte Nenquimo e le altre donne indigene che stanno denunciando e protestando in tutta l’America del Sud contro le scelte scellerate dei governi dell’Ecuador e del nuovo Brasile guidato da Jair Bolsonaro, deciso a sottrarre l’Amazzonia alle riserve naturali indigene per venderla alle multinazionali, e da sempre schierato contro l’avanzamento sociale delle donne, che ha anche insultato pesantemente quanto sono sue avversarie politiche.

E non dimentichiamo donne leader come Zuzana Čaputová: progressista e ambientalista, è la fondatrice del partito europeista Progresívne Slovensko (Slovacchia Progressista). Con la sua vittoria alle elezioni di marzo e diventando prima donna presidente del suo paese, ha fatto breccia nel muro del Gruppo di Visegrád (che comprende, oltre alla Slovacchia, anche Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria), fermando la sua deriva verso la destra sovranista.

Infine, i nostri movimenti sono guidati da noi giovani in lotta per abbattere tutti quegli stereotipi che ci tengono ancorati a una visione mefitica e ormai vetusta del genere, ma allo stesso tempo in rivolta affinché il benessere sociale e ambientale venga finalmente messo davanti al guadagno economico dei pochi. Il futuro appartiene a noi tutte/i, “cari” fascisti, perché la liberazione non appartiene al passato, ma continua.

Giovanni Gottardo
©2019 Il Grande Colibrì
foto: elaborazione da Anders Hellberg (CC BY-SA 4.0) / da Pedro Sandrini (CC0)

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