Secondo un’inchiesta del gruppo Gênero e Número (Genere e numero), c’è stato un drastico aumento degli episodi di violenza contro le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) in Brasile successivamente all’elezione dell’attuale presidente Jair Bolsonaro lo scorso 28 ottobre.
Violenza in crescita
Questa è la percezione che avrebbe la quasi totalità delle persone LGBTQIA brasiliane (92,5%), mentre della metà di loro (51%) ha detto di aver subito aggressioni o discriminazioni in questo periodo. Il 94% degli intervistati ha dichiarato di aver subito violenza verbale, mentre per il 13% la violenza è stata fisica. Le comunità più colpite sono state le lesbiche e le persone transgender. Offese e violenze sono state registrate per strada o negli spazi pubblici nell’83% dei casi, sui servizi pubblici o in locali commerciali nel 46%, in famiglia (39%), sul lavoro (23,5%), a scuola (19%) e nei luoghi di culto (12%).
Lo studio ha coinvolto 400 persone LGBTQIA di São Paulo, Rio de Janeiro e Salvador. Il gruppo fa notare che, non esistendo nel paese dati statistici ufficiali per quanto riguarda l’orientamento sessuale, il campione potrebbe non essere rappresentativo dell’intera comunità brasiliana.
“Sembra – dice Toni Reis, presidente di Aliança Nacional LGBTI (Alleanza nazionale LGBTI) – che l’omofobia e la transfobia siano uscite fuori tutt’a un tratto”. Anche i dati ufficiali parlano, infatti, di un aumento della violenza omofoba nel paese durante e dopo la campagna elettorale. Se nell’ottobre del 2017 erano state presentate 131 segnalazioni per violenza contro persone LGBTQIA al ministero per i diritti umani, lo scorso ottobre queste aggressioni erano diventare 330.
Il ruolo della politica
Regina Facchini, ricercatrice al Núcleo de Estudos de Gênero (Nucleo di studi di genere) e insegnante di scienze sociali e di antropologia sociale all’Università statale di Campinas (Unicamp), nello stato di São Paulo, fa risalire comunque la violenza anche ad altri fattori, oltre alla campagna elettorale: “I pochi dati che abbiamo a disposizione sulla violenza contro le persone LGBT avevano già mostrato una crescita significativa negli ultimi anni. Piuttosto si è trattato di un fenomeno che era in crescita e che si è mostrato in modo acuto durante il periodo elettorale”.
“Il periodo elettorale è il momento peggiore per la violenza – dice la ricercatrice San Romanelli Assumpção – perché nella competizione l’odio è usato soprattutto in forma verbale per guadagnare i voti. Dopo le elezioni, invece, lo stesso odio può servire per ottenere il sostegno per specifiche scelte politiche, e quindi può presentarsi in altre forme”.
Alessandro Garzi
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