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Ma all’epoca dello schiavismo come era possibile negare così radicalmente l’umanità di tante persone?“. “Come faceva la gente a continuare ad andare al cinema e in spiaggia mentre il fascismo cacciava gli ebrei dalle scuole?“. “Perché la maggior parte dei cittadini non si è opposta al nazismo?“. Domande simili saranno poste anche tra 50 anni, quando si spera che quest’epoca buia sarà stata superata e sarà ricordata come uno degli orrori del passato?

Tra 50 anni sembrerà inconcepibile la politica dei Minniti e dei Salvini, di tutti i leader grandi e piccoli della deriva disumanizzante di politiche sempre più atroci. Ma sembrerà inconcepibile anche la nostra vita quotidiana, l’aver ballato sotto Bolsonaro, l’aver riso sotto Trump, l’aver festeggiato il Natale sotto… come si chiamava quel presidente del consiglio, che nessuno se lo ricorda mai?

Domande

La storia si ripeterà, in un certo modo, ma ci saranno anche grandi differenze. Di fronte alle nostre domande generiche i nostri nonni e genitori potevano giustificarsi, più o meno onestamente, con i “non sapevo“, con i “c’era la dittatura“, con i “non avevo altra scelta“. I nostri figli e nipoti, invece, ci chiederanno: “Perché in quel post hai gioito per un naufragio nel Mediterraneo, papà?”, “Perché in quel commento hai augurato lo stupro a chi salvava vite umane, zia?”, “Perché hai condiviso quel meme contro i buonisti, nonno?”.

Il processo alla Storia diventerà un processo a ciascuno di noi. Avremo tutti la nostra Norimberga personale. E la nostra condanna è già scritta sulle bacheche dei nostri social network, dove disseminiamo allegramente prove della nostra mostruosità. Forse, se non è troppo tardi, possiamo iniziare a scrivere anche le pagine della nostra redenzione, della riscoperta della nostra umanità.

Pier Cesare Notaro
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

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