Skip to main content

La rapper Nicki Minaj ha cancellato la sua partecipazione a un concerto in Arabia Saudita. “L’ho fatto per ribadire il mio sostegno alle donne e alla comunità LGBTQI [lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e intersex; ndr]” ha spiegato l’artista in una nota ufficiale, ricevendo il plauso degli attivisti che si battono per la difesa dei diritti dei più deboli.

Il Jeddah World Fest è una rassegna musicale molto famosa in Arabia Saudita. Organizzata e fortemente voluta dal principe ereditario Mohammad bin Salman, nei mesi scorsi ha accolto sul suo palcoscenico star internazionali del calibro di Mariah Carey, David Guetta e Sean Paul. Sul sito ufficiale, il festival viene presentato come “uno dei più grandi eventi musicali del Medio Oriente”, nonché uno dei più inclusivi. Sulla stessa pagina figurano anche i nomi degli artisti che prenderanno parte all’evento che il prossimo 18 luglio infiammerà il King Abdullah Sports City Stadium: tra di essi figurano l’ex One Direction Liam Payne e il DJ statunitense Steve Aoki. Manca la rapper Nicki Minaj, che all’ultimo momento ha deciso di annullare la propria partecipazione.

Esibizione cancellata

In una nota ufficiale diffusa dall’Associated Press, la cantante ha infatti rivelato di non sentirsi a suo agio all’idea di esibirsi in un paese in cui i diritti delle donne e degli omosessuali non sono minimamente rispettati. Nel solo mese di maggio dieci attiviste sono infatti state arrestate per aver pacificamente manifestato in difesa dei diritti delle donne, mentre sono in costante aumento i crimini d’odio nei confronti degli appartenenti alla comunità queer.

Nel messaggio l’artista si è detta estremamente dispiaciuta di non poter offrire ai suoi fan lo spettacolo che avrebbero desiderato, ma ha anche ribadito la sua ferma intenzione di non presentarsi all’evento: “Dopo un’attenta riflessione e dopo essermi meglio informata sui fatti, credo che sia importante per me chiarire il mio supporto alle donne, ai membri della comunità LGBTQI e alla libertà di espressione“. Un riferimento, quest’ultimo, nemmeno troppo velato alla vicenda di Jamal Khashoggi, il giornalista brutalmente assassinato nel consolato saudita di Istanbul.

Felicitazioni e critiche

La decisione della pop star è stata accolta con favore dalle associazioni schierate in difesa dei diritti umani fondamentali. Thor Halvorssen, presidente e fondatore della Human Rights Foundation (Fondazione per i diritti umani; HRF), ha ringraziato pubblicamente la cantante per la sua scelta e ha auspicato che anche Liam Payne e Steve Aoki seguano il suo esempio. In precedenza lo stesso Halvorssen si era detto profondamente contrariato all’idea che la rapper prendesse parte al concerto saudita e in una lettera aperta le aveva chiesto di considerare l’opportunità di non partecipare all’evento. In un articolo apparso su HRF, gli attivisti pregavano inoltre la cantante di non ripetere il medesimo sbaglio del 2015, quando la rapper di Megatron si era esibita a un concerto in onore del dittatore angolano José Eduardo dos Santos e della sua famiglia.

Molto meno entusiasti sono stati i fan sauditi della cantante, che hanno inondato i suoi profili social di messaggi di protesta. Non sono comunque mancati i commenti di chi ha definito l’annullamento dell’esibizione “una buona notizia”, mentre alcuni quotidiani locali – tra cui il filogovernativo Okaz – si sono affannati a ribadire che la decisione di cancellare la regina dell’hip hop dalla scaletta del concerto era da attribuirsi esclusivamente alla famiglia reale: secondo le fonti saudite, infatti, la presenza di Minaj sarebbe stata in contrasto con i principi e i valori propri dello stato saudita. Valori che non sembrano incontrare il favore di molti musulmani che hanno deciso di boicottare l’annuale pellegrinaggio alla Mecca per dimostrare il loro totale disaccordo verso il regime repressivo di Mohammad bin Salman.

Nicole Zaramella
©2019 Il Grande Colibrì
foto: elaborazione da Eva Rinaldi (CC BY-SA 2.0)

Leave a Reply