Lunedì 30 marzo il parlamento ungherese, in cui il partito di estrema destra Fidesz ha 116 seggi su 199, ha concesso al primo ministro Viktor Orbán i pieni poteri: il politico, già noto per le sue posizioni dichiaratamente anti-democrazia e per le misure autoritarie con cui governa lo stato est-europeo, potrà amministrare il paese a colpi di decreti. Questi super-poteri sono concessi a Orbán per una durata illimitata di tempo. L’opposizione ha cercato di impedire l’approvazione di questa legge, ma la maggioranza nazionalista, applaudita in Italia da Matteo Salvini, ha spiegato che la decisione sarebbe assolutamente necessaria per contrastare la pandemia di COVID-19, la malattia provocata dal nuovo coronavirus.
Cancellare le persone trans
Peccato che Fidesz e il governo hanno dimostrato già dal giorno dopo di avere tutt’altri interessi. Basta dare un’occhiata alla priorità data in una proposta di legge depositato dal vice-premier Zsolt Semjén, leader di Kereszténydemokrata Néppárt (Partito Popolare Cristiano Democratico; KDNP), una piccola forza politica alleata di Fidesz che serve solo a far finta che Orbán non governi da solo. Il governo esige che sui documenti d’identità e sui registi anagrafici sia indicato il “sesso alla nascita“ (e solo quello), determinato dalle “caratteristiche sessuali primarie e cromosomiche“, perché “cambiare il proprio sesso biologico è impossibile“.
Evidentemente questa nuova regola non ha nulla a che fare con l’emergenza coronavirus, ma punta a colpire le persone trans, a cui si negherà il riconoscimento della propria identità di genere. Punta anche a scavalcare la corte costituzionale ungherese, che aveva già chiarito, in una sentenza che non era affatto piaciuta al governo, come il riconoscimento legale del genere e il relativo cambio di nome siano un diritto fondamentale.
Il virus strumentalizzato
Tra le reazioni indignate per questo attacco ai diritti delle persone transgender, c’è la presa di posizione di ILGA-Europe: “Siamo molto preoccupati di vedere che il premier Orbán ha depositato una legge che vieta il riconoscimento legale del genere. Non si dovrebbero strumentalizzare le misure di emergenza per aggirare sentenze giudiziarie e indebolire permanentemente i diritti umani dei cittadini trans!“. Per l’organizzazione Transgender Europe la riforma “rappresenta un enorme passo indietro per la società ungherese“. Ma possiamo anche vederlo come l’ennesimo passo avanti sulla strada della dittatura.
Pier Cesare Notaro
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