In una situazione come quella che stiamo vivendo e con la situazione politica che abbiamo vissuto negli ultimi anni, a mio avviso, ci stiamo convincendo troppo che la rimozione della statua di Indro Montanelli dai giardini pubblici di Milano sia l’unica soluzione per cancellare il razzismo, quando in realtà ce ne sono anche altre, più grandi e più concrete. Se vogliamo veramente iniziare a combattere il razzismo, dobbiamo farlo in altri modi.
In mare muoiono ancora troppe persone che provano a venire qui e noi stiamo zitti e non sentiamo. Ci sono ancora troppi migranti purtroppo irregolari che, per colpa di varie leggi, non avranno mai gli strumenti necessari per essere regolari e per diventare pienamente cittadini italiani e noi stiamo qui a disinteressarci. Il problema è che ci disinteressiamo non solo per colpa nostra, ma anche dei media che tacciono in merito. Se loro si convincono che le loro vite non siano importanti, automaticamente e inconsciamente ci convinceremo pure noi di ciò.
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Stranieri e cittadini
Abbiamo aspettato una pandemia perché ci rendessimo conto che oltre 600mila braccianti vengono sfruttati, minacciati e maltrattati nei campi e perché li regolarizzassimo. Anche in questo caso, però, dobbiamo migliorare molti aspetti del provvedimento. Perché sei mesi di regolarizzazione sono pochi: la burocrazia italiana funziona male e quello è il tempo minimo per ottenere il permesso. Inoltre, regolarizzarli solo per mandarli nei campi, perdonatemi, è una cosa abbastanza classista. Chissà quante persone talentuose, colte e laureate ci saranno tra quelle persone e noi non riconosciamo i loro talenti, li usiamo solo per procurarci il cibo in tavola. Questo, oltre che essere classista, può anche far nascere una serie di pregiudizi.
Inoltre ci sono ancora migliaia di bambini e ragazzi di seconda generazione, nati e cresciuti in Italia, che vengono ancora considerati stranieri agli occhi dello Stato. C’era l’occasione di riconoscerli al 100% come cittadini italiani, ma vari partiti, anche quelli che credevamo dalla nostra parte, li hanno abbandonati, costringendoli a vivere con l’etichetta di “straniero”, con tutte le conseguenze legali e sociali che ne possono derivare. Anche per colpa del governo di allora, buona fetta di italiani non li considererà mai connazionali, ma sempre stranieri, nonostante loro nei paesi di origine non ci siano mai stati e abbiano un accento italiano così marcato che potrebbero pure parlare in dialetto – anzi, alcuni lo fanno anche.
Cultura e politica
Poi vige proprio una mancanza di cultura, di educazione alla non discriminazione e a contestualizzare i fenomeni. È proprio questa mancanza di cultura che ha portato, per esempio, HBO a rimuovere temporaneamente “Via col vento”, perché siamo incapaci di contestualizzare il film e di pensare che sia sbagliato chiamare “mamy” qualsiasi ragazza di colore.
Per combattere il razzismo nel nostro paese dobbiamo partire da questi fenomeni. Dobbiamo muoverci sì da un punto di vista culturale, ma soprattutto da un punto di vista politico. Quantomeno per contrastare al meglio le discriminazioni a livello burocratico e amministrativo. Dobbiamo impedire che certe figure politiche alimentino l’odio razziale e scatenino una guerra tra poveri. Iniziamo a dibattere su queste cose con la stessa intensità con cui dibattiamo sulla lode a Montanelli.
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Scegliere le priorità
Questo per dirvi che Montanelli sarà pur stata una figura controversa e avrà pur commesso diversi abomini, e da un lato sono anche d’accordo che una figura come la sua non vada celebrata, ma di fronte a tutte le situazioni che ho elencato prima, la presenza della sua statua ora dovrebbe essere un problema secondario e non dovrebbe oscurare tutto il resto, come invece sta facendo. Ci focalizziamo troppo ed esclusivamente su una statua e ci scordiamo del resto. Sicuramente la rimozione contribuirà in parte a una svolta culturale e ne cesserà la celebrazione, ma, se la situazione dovesse rimanere come quella di prima, sarebbe una rimozione inutile.
Quando vivremo in un paese che non discrimina nessuno, che considera italiano chi nasce e cresce nel territorio italiano indipendentemente dalla provenienza dei genitori, quando smetteremo di considerare i migranti solo per un breve lasso di tempo, quando cancelleremo i decreti sicurezza Salvini e la lista dei “paesi sicuri” voluta da Di Maio, Lamorgese e Bonafede, quando la destra smetterà di considerare tutti gli stranieri feccia e la sinistra utili solo per qualche mese, allora forse potremo dare la priorità alla rimozione della statua di Montanelli. Fino ad allora, stiamo dando la priorità alla lotta sbagliata, finendo per ignorare tutto il resto.
Adam Alaoui
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